Pontedera, il sindaco Franconi replica a Fratelli d’Italia sulla Corte dei Conti: «Dai dati reali alla speculazione»

Il sindaco di Pontedera Matteo Franconi interviene sulla vicenda della pronuncia della Corte dei Conti relativa al bilancio 2024 del Comune e lo fa con una lunga presa di posizione indirizzata alle ricostruzioni diffuse dal gruppo politico di Fratelli d’Italia.
Un intervento nel quale il primo cittadino invita a distinguere, a suo giudizio, tra i dati contenuti negli atti e le interpretazioni politiche che ne sono state date.
«Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati», esordisce Franconi, che prosegue con una riflessione sul rapporto tra politica, convinzioni personali e numeri: «La realtà, spesso, è più noiosa della fantasia».
Per il sindaco, infatti, «leggere e raccontare un romanzo è più divertente che capire e spiegare un saggio», mentre «tenere le proprie convinzioni al riparo dal dubbio che possano esser sbagliate aiuta l’autostima ma nutre l’arroganza».
Da qui il richiamo alla necessità di confrontarsi con gli atti e con i numeri.
«Poi c’è la verità che ha la testa dura dei numeri e degli atti», afferma Franconi. «Si può far finta che non conti niente e sacrificarla sull’altare della politica con la p minuscola. O si prova a portarle rispetto».
Il sindaco accompagna le proprie dichiarazioni con una serie di slide dedicate agli «approfondimenti sulla vicenda della pronuncia della Corte dei Conti riguardo al bilancio 2024 del Comune di Pontedera», presentate come una replica alle opinioni divulgate dal gruppo politico Fratelli d’Italia.
Franconi sottolinea inoltre la differenza tra il materiale da lui predisposto e quello utilizzato dall’opposizione: «A differenza di quelle fatte con l’intelligenza artificiale con cui Bagnoli e Fratelli d’Italia hanno parlato dell’argomento, sono spartane e artigianali ma si fanno carico di chiamare le cose con il loro nome».
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Il riferimento è anche al metodo con cui, secondo il sindaco, dovrebbe essere costruita un’opinione: «Ricordare che i verbi studiare e leggere, approfondire e capire sarebbero il presupposto per farsi una opinione. Non una fatica da archiviare e svendere al mercato della propaganda».
Uno dei punti centrali della replica riguarda il disavanzo di 1.204.041 euro.
Secondo quanto riportato da Franconi, il dato non sarebbe riconducibile alle spese sostenute dal Comune nel corso del 2024, ma alla successiva rideterminazione del risultato di amministrazione conseguente alla pronuncia della Corte dei Conti del 2025.
«Il disavanzo di € 1.204.041 non deriva dalla gestione 2024 ma dalla rideterminazione del risultato di amministrazione imposta dalla deliberazione della Corte dei Conti e recepita dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 32/2025», viene spiegato nelle slide.
Il riferimento è alla pronuncia della Corte dei Conti n. 120/2025. Secondo la ricostruzione fornita dal Comune, si tratterebbe di una «rideterminazione contabile successiva» che elimina la posta di entrata relativa all’utilizzo dell’avanzo, e non di una perdita prodotta dalla gestione dell’esercizio 2024.
Franconi contesta quindi l’affermazione secondo cui «il disavanzo passa da € 77.756 a € 1.204.041 per effetto della gestione 2024».
Un altro punto contestato dal sindaco riguarda l’interpretazione secondo cui sarebbero state le spese sostenute nel 2024 a generare il disavanzo.
«Non c’entra niente», è la replica contenuta nel documento.
Secondo Franconi, la deliberazione della Corte dei Conti n. 132/2026 non affermerebbe che eventi, contributi o spese discrezionali abbiano prodotto il disavanzo.
Le prescrizioni, viene spiegato, riguarderebbero invece la qualificazione del disavanzo di amministrazione già determinato dal Consiglio comunale con la deliberazione n. 32/2025.
Franconi respinge anche l’affermazione secondo cui Fratelli d’Italia avrebbe già evidenziato che il rendiconto 2024 non fosse «sano».
«Niente affatto», si legge nelle slide.
Il sindaco ricorda che il Rendiconto 2024 è stato approvato dagli organi competenti con il parere favorevole del Collegio dei Revisori e nel rispetto degli equilibri di bilancio.
La successiva pronuncia della Corte dei Conti, secondo la ricostruzione fornita dal primo cittadino, avrebbe determinato una diversa qualificazione del disavanzo, confermando però i numeri contenuti nel rendiconto così come rideterminati con la deliberazione n. 32/2025.
Per Franconi questo significherebbe, quindi, che la pronuncia non avrebbe messo in discussione l’attendibilità dei numeri del rendiconto, ma la loro qualificazione contabile.
Altro tema affrontato è quello dei circa 17,8 milioni di euro di avanzo, rispetto ai quali Fratelli d’Italia avrebbe evidenziato la disponibilità effettiva di soli 35 mila euro.
La replica del sindaco parte da una considerazione: «La legge, questa sconosciuta».
Franconi ricorda che il risultato di amministrazione degli enti locali è composto, per legge, da diverse quote: accantonate, vincolate, destinate agli investimenti e disponibili.
Secondo il sindaco, quindi, non sarebbe corretto definire le quote diverse da quella libera come risorse «fittizie» o «solo sulla carta».
Si tratta infatti, nella sua ricostruzione, di somme soggette a differenti regimi di utilizzo previsti dalla normativa e che possono essere destinate, a seconda della loro natura, a opere pubbliche, acquisti, spese impreviste e altri interventi consentiti.
La quota disponibile, sottolinea Franconi, rappresenta soltanto una delle componenti del risultato di amministrazione.
Nel documento viene affrontato anche il tema dei 6,6 milioni di euro di crediti stralciati, che secondo la lettura contestata dal sindaco sarebbero stati presentati come crediti non recuperabili.
«Come prima, più di prima», è la risposta ironica riportata nelle slide.
Franconi sostiene che lo stralcio dei crediti costituisca un istituto ordinario previsto dai principi contabili, finalizzato a garantire una corretta rappresentazione del patrimonio e del conto del bilancio.
«Non equivale automaticamente a perdita finanziaria né a nuovo disavanzo», viene precisato.
I crediti, secondo quanto affermato dal sindaco, continuerebbero inoltre a essere gestiti attraverso le procedure di recupero previste dalla normativa laddove ne sussistano i presupposti.
Un altro passaggio riguarda il dato di 2,3 milioni di euro indicato come risultato negativo della gestione ordinaria.
Anche in questo caso Franconi invita a distinguere tra gli strumenti contabili.
Il dato di 2,3 milioni, secondo la spiegazione fornita dal Comune, deriva infatti dal Conto Economico e rappresenta la differenza tra componenti positive e negative della gestione economica.
«Non rappresenta un disavanzo finanziario né un “buco di bilancio”», sostiene il sindaco.
Da qui la contestazione dell’affermazione secondo cui «il Comune perde 2,3 milioni nella gestione quotidiana».
Franconi parla di «confusione a grappoli» e sottolinea come la slide contestata confonderebbe risultato economico e risultato finanziario.
Negli enti locali, secondo la spiegazione fornita, gli equilibri vengono misurati attraverso il risultato di amministrazione, il saldo di competenza, il saldo di cassa e gli equilibri di bilancio. Il Conto Economico avrebbe invece una funzione principalmente conoscitiva.
Franconi interviene poi sull’affermazione secondo cui sarebbero state utilizzate risorse dell’avanzo per eventi, contributi e spesa corrente.
«Cercasi indovini», è la risposta riportata nelle slide.
Secondo il sindaco, l’applicazione dell’avanzo sarebbe stata effettuata nel rispetto dell’articolo 187 del TUEL e dei principi contabili vigenti.
Soltanto dopo la pronuncia della Corte dei Conti e la conseguente rideterminazione del risultato di amministrazione, una parte delle somme sarebbe stata riclassificata e resa non disponibile.
Infine, Franconi affronta quello che definisce il «gran finale»: l’affermazione secondo cui sarebbe necessario recuperare oltre un milione di euro e che, di conseguenza, «qualcuno dovrà pagare».
La replica del sindaco è netta.
«Nessun atto della Corte dei Conti afferma che saranno necessari aumenti tributari o tagli ai servizi».
La deliberazione, secondo quanto riportato dal Comune, imporrebbe l’adozione di misure correttive per il riequilibrio contabile, lasciando all’ente la scelta degli strumenti più appropriati.
Franconi sostiene inoltre che le coperture del maggior disavanzo risultino già in parte assorbite dal risultato della gestione 2025 e in parte previste nelle programmazioni di bilancio.
La parte conclusiva della replica contiene anche un elemento che il sindaco presenta come particolarmente significativo.
«La diversa qualificazione del disavanzo porta a dover svincolare le risorse utilizzate nel 2025 a copertura del disavanzo, che torneranno disponibili per la spesa d’investimento».
Secondo la ricostruzione di Franconi, queste risorse potrebbero quindi essere nuovamente utilizzate per finanziare investimenti, comprese opere pubbliche e interventi sulle strade.
Il messaggio finale del sindaco torna così al tema da cui era partita la sua riflessione: la necessità, nella discussione politica sul bilancio comunale e sulla pronuncia della Corte dei Conti, di partire dagli atti e dai numeri prima delle interpretazioni.
Una presa di posizione che si inserisce nel confronto politico a Pontedera e che rappresenta la replica dell’amministrazione comunale alle contestazioni sollevate da Fratelli d’Italia sulla situazione contabile dell’ente.




