Inviato da Confcommercio a 1.300 attività per raccogliere i problemi e le proposte dei commercianti. Il report con le priorità d’intervento sarà presentato al Comune.
Si riporta integralmente il comunicato di Confcommercio Pisa
“Se a fine giornata un imprenditore non trova 10 minuti di tempo per dire cosa non funziona, quali sono i problemi e le idee per risolverli probabilmente non ha a cuore la sua attività e il contesto in cui lavora ogni giorno” suona come una provocazione, ma è un vero e proprio invito a partecipare al questionario inviato via mail da Confcommercio a 1.300 attività del centro storico di Pisa quello del responsabile per la Rigenerazione Urbana di Confcommercio Pisa Alberto Furia.
“Se sei titolare di un negozio, di un bar, di un laboratorio o di uno studio in centro questo è il momento di fare la tua parte. I minuti che ti chiediamo sono più o meno 10, ma in questo caso le scuse stanno a zero. Se non scendi in campo ora le decisioni verranno prese ugualmente, ma sulla base di quello che hanno scelto altri” l’esortazione di Furia.
Quanto tempo richiede la compilazione del questionario?
Appena 10 minuti, si può fare direttamente dallo smartphone, anche la sera dopo la chiusura dell’attività e in forma anonima ed è aperto a tutti i commercianti del centro storico
Come è nata l’idea di sviluppare un questionario dedicato al commercio del centro storico di Pisa?
La sera, quando si abbassa la saracinesca, ogni commerciante del centro fa lo stesso bilancio silenzioso. Quanti sono entrati. Quanti si sono fermati un attimo in vetrina e hanno tirato dritto. Cosa in quella via non ha funzionato. È un patrimonio di osservazioni quotidiane che nessuno può ricostruire da fuori, perché sta negli occhi di chi quel marciapiede lo guarda per 10 ore al giorno.
Il punto è che questo sapere resta quasi sempre frammentato: mille osservazioni giuste, ciascuna chiusa nel proprio negozio. Metterle insieme significa trasformare impressioni individuali in numeri, e i numeri sono l’unica lingua che un tavolo istituzionale è tenuto ad ascoltare. Uno strumento che si aggiunge agli incontri e ai tavoli che Confcommercio porta avanti, con un vantaggio preciso: raggiunge tutti, anche chi lavora da solo e non può chiudere un pomeriggio per partecipare a una riunione.
Come è strutturato il questionario?
Sono due le domande che rivolgiamo, nella sostanza: quali sono i problemi che oggi condizionano il tuo lavoro e cosa potrebbero fare istituzioni e associazioni per affrontarli, e quale idea concreta avresti per far crescere il commercio in città.
Che fine faranno le risposte ricevute?
Questa è la parte che più conta. Le risposte verranno analizzate con criteri dichiarati in anticipo e pubblici: un problema segnalato entra nel report finale solo se lo segnala almeno il 20% dei rispondenti, oppure almeno il 10% attribuendogli una gravità elevata. È il modo per distinguere il disagio condiviso dallo sfogo individuale e per poter dire davanti a un assessore non “ci hanno detto che”, ma “un’attività su tre in centro segnala questo problema”.
Come saranno raccolte le idee?
Il report che ne uscirà sarà presentato in un tavolo operativo con il Comune di Pisa per selezionare le priorità di intervento, e sarà inviato a tutti coloro che avranno partecipato. Chi risponde saprà che fine ha fatto il proprio contributo.
Quali sono i principali punti di forza del questionario?
Innanzitutto quello aritmetico: più siamo, più il quadro è rappresentativo, e più forza avranno le proposte che ne derivano. Un problema segnalato da 30 persone è un’opinione. Segnalato da 300, è un dato che nessuna amministrazione può archiviare.
E successivamente?
La praticità. Non serve avere una soluzione pronta, né saper scrivere una relazione. Basta raccontare cosa non funziona nella tua via, cosa ti costa clienti, cosa ti ha fatto pensare “se solo qualcuno se ne occupasse”.
E se hai un’idea – un’iniziativa, un evento, una regola da cambiare, un servizio che manca – scrivila, anche se ti sembra piccola o scontata. Spesso le proposte migliori sono quelle che nessuno ha ancora messo nero su bianco.





