PISA. La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di divieto di avvicinamento nei confronti di due persone nell’ambito degli screzi sorti tra due ristoranti posti a pochi metri da Piazza dei Miracoli.
Personale della Squadra Mobile della Questura di Pisa, nei giorni scorsi, ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal Gip di Pisa per il reato di atti persecutori in concorso nei confronti di un uomo di 36 anni e di una donna di 23 anni. I due indagati sono stati sottoposti al regime del divieto di avvicinamento alle persone offese.
Nel dettaglio, la misura è stata adottata dopo una veloce indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa ed effettuata dalle donne e dagli uomini della Squadra Mobile di Pisa. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire un allarmante quadro probatorio consistente in continui sgarbi e ripicche tra due locali posti a pochi metri dalla Torre Pendente e da Piazza dei Miracoli, tali da costituire giuridicamente gli estremi del reato di stalking.
I due indagati, rispettivamente socio di un locale e cameriera presso un vicino ristorante, avrebbero nel tempo messo in atto una serie di azioni volte a carpire la clientela dei vicini, arrivando persino ad affermare che il cibo della concorrenza era congelato oppure di scarsa qualità, addirittura paventando conseguenze gastrointestinali in caso di ingestione.
In un’occasione, durante una discussione, uno degli indagati avrebbe anche sputato addosso al personale dell’esercizio concorrente.
La situazione era giunta a un tale livello di insostenibilità che le persone offese, individuate dall’Autorità giudiziaria nel personale di entrambi gli esercizi, vicendevolmente perseguitati dall’improvvido comportamento dei due indagati, avevano maturato nel tempo un gravissimo stato d’ansia e persino un fondato timore per la propria incolumità, oltre a patire rilevanti conseguenze economiche legate alla perdita di clientela.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.





