Insieme a mister Bianco, nella conferenza di oggi organizzata dal Pisa hanno preso parola anche il diesse Gabbanini e il diggì Corrado.
È andata in scena la prima conferenza stampa ufficiale della nuova stagione del Pisa, con anche la presenza dei vertici societari nerazzurri, oltre al tecnico Bianco. Il direttore sportivo Leonardo Gabbanini e il direttore generale Giovanni Corrado hanno incontrato i media per fare il punto sul momento del club. Un appuntamento che segna l’inizio del nuovo percorso in vista dell’annata sportiva appena cominciata.
Dopo le prime indescrizoni estive e la definizione dei nuovi equilibri tecnici, la dirigenza ha avuto modo di presentarsi davanti alla stampa. L’incontro rappresenta un passaggio importante per raccontare il lavoro portato avanti dalla società e gli obiettivi del Pisa. Grande attenzione rivolta al progetto nerazzurro e alla costruzione della squadra per la stagione di Serie B.
Le dichiarazioni di Gabbanini
“Non sono una persona a cui piace parlare, penso in primis al lavoro. Ho accettato la proposta del Pisa con entusiasmo, penso che ci sia una società che ha possibilità e voglia di crescere. Questo in Italia non è scontato. Non è così facile una progettualità come questa. Il mio lavoro è quello di cercare di costruire una squadra che lotta e vince ogni domenica, qualcosa di duraturo. Devo considerare tutte le variabili e costruire un bel mosaico”.
“Ci sono diversi modelli da cui prendere spunto. La stabilità è la prima cosa che dobbiamo ricercare. In questo momento è l’aspetto fondamentale. Quella di questa stagione è una ripartenza che deve essere inclusiva, tutti dobbiamo essere coinvolti. Il concetto è far si che tutti siamo d’accordo sugli acquisti e sui vari aspetti societari. Questo farà la differenza”.
“Sicuramente la scorsa stagione ha lasciato una nuova attorno alla squadra e ad alcuni giocatori. Credo che i ragazzi hanno dei valori importanti però. Dobbiamo cercare di fondere bene il gruppo vecchio e quello nuovo. Abbiamo richieste per i nostri calciatori. Chi vogliamo tenere però li terremo. Il concetto che mi piacerebbe far passare è quello di fare una programmazione importante, niente di improvvisato”.
“Pensare solo al colpo da 90 (magari l’attaccante) non ha molto senso. Dobbiamo costruire passo dopo passo. Nell’ultima stagione ho visto diversi giocatori affranti, se riescono a trasformare la furia agonistica in energia ci toglieremo delle soddisfazioni. I giocatori che verrano a Pisa hanno fatto e faranno una scelta netta, sono loro stessi i motori della trattativa, altrimenti guarderemmo altrove”.
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Le dichiarazioni di Corrado
“Speriamo che la prossima stagione abbia presupposti diversi da come è finita l’ultima annata. Il mister Bianco ha fatto una scelta importante e raggiunto buoni risultati in un contesto di rilievo. Ci siamo lasciati alla fine della scorsa stagione già con un monito: conosciamo questa categoria, ma non ci dimentichiamo le difficoltà che esistono nella serie cadetta. Gli equilibri sono simili fra varie squadre”.
“Non dobbiamo fare l’errore di sottovalutare la prossima stagione. Oggi torniamo a essere una squadra di Serie B che ha voglia di lavorare e ottenere il massimo. Dobbiamo avere la maturità giusta di affrontare al massimo il campionato che verrà”.
“L’esperienza che abbiamo avuto in Serie A ci ha dato tanto. All’inizio, come detto, avevo sottostimato le difficoltà. Quest’anno non abbiamo commettere i soliti errori. Dobbiamo essere superiori. Sappiamo cosa serve per stare ad alti livelli per la categoria. Come società stiamo facendo passi importanti, sia dentro che fuori dal campo. Il tema non è quando arrivare a raggiungere i nostri obiettivi, ma come”.
“Abbiamo bisogno di rasserenare l’ambiente. La strategia che abbiamo in mente è chiara. Ci stiamo organizzando per fare amichevoli di grande blasone. Oggi serve serietà per andare avanti come si deve”.
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La scelta del Pisa su Gabbanini è coerente con l’attualità
La decisione del Pisa di ormai quale mese fa riguardante Gabbanini non rappresenta un salto nel vuoto, ma una scelta perfettamente coerente con l’evoluzione del calcio moderno. Affidarsi ad una figura cresciuta nello scouting significa puntare sulla competenza tecnica, sulla conoscenza dei giocatori e sull’abilità di leggere i mercati.
Gabbanini, per fortuna, arriva proprio da questo tipo di formazione. Ha lavorato in contesti altamente professionali, confrontandosi con metodologie internazionali e strutture avanzate. Ridurre tutto alla frase “era un solo un uomo scout” significa ignorare completamente l’evoluzione del ruolo del direttore sportivo negli ultimi anni.
Il calcio contemporaneo premia sempre di più le idee, la struttura e la capacità di anticipare gli altri. Non basta avere budget elevati: serve riconoscere il talento prima che esploda. Ed è proprio questo il terreno sul quale dirigenti come Gabbanini costruiscono la propria credibilità.
A cura di Matteo Casini





