Un nuovo progetto di impianto agrivoltaico arriva sul territorio della Valdera e accende il dibattito. Si tratta di un intervento previsto a Lavaiano, in un’area di circa 22 ettari confinante con la Fi-Pi-Li.
Per discutere del progetto, delle sue possibili conseguenze sul territorio e dell’iter autorizzativo è stata organizzata un’assemblea pubblica in programma lunedì 7 settembre, alle 21.15, al Circolo Arci di Lavaiano.
L’incontro è promosso dall’Associazione No Valdera avvelenata e dal Coordinamento Valdera per la Palestina, che intendono portare all’attenzione della cittadinanza la questione del nuovo impianto.
Secondo quanto riportato nel comunicato diffuso dagli organizzatori, la società proponente è Spv Energy E32, controllata dalla società israeliana Shikun & Binui Ltd.
Gli organizzatori contestano in particolare il coinvolgimento della società israeliana e chiedono che le istituzioni interessate forniscano alla cittadinanza tutte le informazioni relative al progetto e al procedimento di autorizzazione.
Nel comunicato viene inoltre sostenuto che Shikun & Binui Ltd sia stata inserita nella cosiddetta black list delle Nazioni Unite per attività economiche nei territori palestinesi occupati e che una società collegata al gruppo sia stata coinvolta nella realizzazione della barriera che circonda la Striscia di Gaza.
Si tratta di affermazioni contenute nel comunicato degli organizzatori e che, nel contesto dell’incontro, vengono poste al centro della contestazione.
Nel mirino degli organizzatori ci sono anche le istituzioni coinvolte nel procedimento autorizzativo, dalla Regione Toscana al Comune di Casciana Terme-Lari.
«Hanno il dovere di informare la cittadinanza e prendersi le proprie responsabilità di fronte a questo progetto», sostengono i promotori, invitando i cittadini a partecipare all’assemblea di lunedì sera.
L’appuntamento sarà quindi l’occasione per approfondire il progetto dell’impianto agrivoltaico previsto a Lavaiano e per discutere delle ricadute sul territorio.
Lo slogan scelto per l’iniziativa è netto: “No all’agrivoltaico sporco di sangue”.
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