Il bilancio del 1° maggio tra evacuazioni e 800 ettari bruciati. Situazione in miglioramento ma ancora difficile.
Sabato 2 maggio – Dopo una giornata drammatica, segnata da paura, evacuazioni e un imponente dispiegamento di forze, arriva un primo bilancio di quanto accaduto ieri, venerdì 1° maggio, sul Monte Faeta, teatro di un vasto incendio che ha messo in ginocchio il territorio tra Pisa e Lucca.
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Le ore più critiche si sono registrate nella notte tra giovedì e venerdì, quando un improvviso cambio di vento ha spinto il fronte del fuoco verso la frazione di Asciano. Intorno all’1:30, il sindaco Matteo Cecchelli ha lanciato l’allarme, rendendo necessaria l’evacuazione immediata di circa 2.000 persone. Un’operazione complessa, portata a termine in tempi rapidissimi per garantire la sicurezza dei residenti.
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Con le prime luci dell’alba di ieri, la macchina dei soccorsi si è rimessa in moto a pieno regime. In cielo sono entrati in azione tre Canadair e tre elicotteri, mentre a terra circa 600 operatori tra vigili del fuoco, protezione civile e volontari hanno lavorato senza sosta per contenere le fiamme. Fondamentale, in questa fase, il calo e il cambio di direzione del vento, che ha permesso di rallentare l’avanzata del rogo.
Sul posto è arrivato anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha parlato di un “cauto ottimismo”, sottolineando come la situazione fosse in miglioramento rispetto alle ore notturne, pur restando complessa. A fare il punto insieme alle autorità locali anche numerosi rappresentanti istituzionali regionali e provinciali.
Il bilancio ambientale resta però pesantissimo: si stima che l’incendio abbia interessato circa 800 ettari di bosco sui versanti pisano e lucchese, un’estensione senza precedenti per l’area. Nonostante ciò, non si registrano feriti né intossicazioni, e il centro abitato di Asciano è stato in gran parte salvato, anche se alcune zone sono state lambite dalle fiamme.
Determinante nelle operazioni di spegnimento si è rivelata la vasca antincendio situata nei pressi della strada Lungomonte, da cui i mezzi aerei hanno potuto attingere acqua rapidamente, aumentando l’efficacia degli interventi.
Nel corso del pomeriggio di ieri, le autorità hanno monitorato costantemente l’evoluzione dell’incendio per decidere se consentire il rientro degli sfollati. Tuttavia, la prudenza ha prevalso.
In serata, intorno alle 21:15, al termine di una lunga riunione in Prefettura con i vigili del fuoco, è stato confermato che, pur in miglioramento, la situazione non era ancora del tutto sotto controllo. È stata quindi mantenuta l’evacuazione precauzionale di diverse aree a nord di via Trieste, tra cui Via delle Casette, Via del Falcione, Via del Fondo e Località Palamidessi.
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Via Trieste è stata inoltre interdetta alla sosta su entrambi i lati, per garantire il passaggio dei mezzi di soccorso, mentre le persone fragili già accolte nelle strutture sanitarie e nei centri comunali hanno potuto continuare a rimanervi in sicurezza.
La giornata di ieri si è dunque chiusa con segnali incoraggianti ma senza un pieno ritorno alla normalità. Decisivo sarà l’andamento delle prossime ore per capire quando sarà possibile revocare le evacuazioni e avviare il ritorno dei cittadini nelle proprie case. Nel frattempo, resta forte il ringraziamento delle istituzioni a tutti gli operatori e volontari impegnati senza sosta nell’emergenza.





