Il punto di vista di Legambiente Valdera sul POC di Pontedera: urbanistica, consumo di suolo e trasformazione delle aree verdi tra sviluppo e criticità ambientali.
Nel corso degli ultimi giorni il Consiglio comunale di Pontedera ha approvato il nuovo Piano Operativo Comunale (POC), un atto che ha riacceso il dibattito sul consumo di suolo e sulle future trasformazioni urbanistiche del territorio.
Il piano, secondo quanto dichiarato dall’amministrazione, si inserisce in una revisione delle precedenti previsioni urbanistiche che, nelle intenzioni, comporterebbe una riduzione complessiva delle aree destinate a nuova edificazione rispetto agli strumenti di pianificazione passati.
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Una parte della cittadinanza e diversi comitati locali hanno espresso perplessità rispetto ad alcune scelte contenute nel POC, in particolare per quanto riguarda la previsione di nuove aree edificabili e interventi su zone attualmente verdi o agricole.
Tra le aree citate nel dibattito figurano il Chiesino, la zona della Bellaria, il Noceto a La Borra e altre porzioni del territorio comunale, sulle quali vengono avanzate osservazioni relative all’impatto ambientale, alla mobilità e alla qualità degli spazi urbani.
L’amministrazione, dal canto suo, sostiene che il piano rappresenti un equilibrio tra esigenze di sviluppo urbano, sostenibilità economica e riduzione del consumo di suolo rispetto alle pianificazioni precedenti.
Si riporta integralmente il comunicato del Direttivo di Legambiente Valdera
“Prevedere di cementificare decine di ettari, ignorando le raccomandazioni contro il consumo di suolo a ogni livello: internazionale, nazionale e locale, con vari comitati e gruppi di cittadini che chiedono di rispettare spazi verdi importanti come spazi sociali e per contrastare le difficoltà della crisi climatica. E riuscire a dire di aver risparmiato suolo, mentre se ne programma la distruzione! Perchè i precedenti piani urbanistici prevedevano un consumo ancora maggiore.
Questa è la premessa, dichiarata dal Sindaco di Pontedera per giustificare le misure previste nel POC, approvato qualche giorno fa dal consiglio comunale. E’ come se un ladro avesse deciso di svuotarvi la casa, poi ci ripensa e porta via solo i contanti. Non è un furto: è una riduzione di precedenti pianificazioni.
E’ così che l’amministrazione comunale di Pontedera diventa, purtroppo in buona compagnia con altri comuni poco virtuosi, una amministrazione del cemento. Ladri di futuro che ignorano gli effetti sempre più dannosi del consumo di suolo, in nome di uno sviluppo che favorisce pochi investitori e porta un po’ di ossigeno nelle casse comunali.
Aree verdi come quella del Chiesino, che con pochi interventi potrebbe diventare un parco urbano, essendo un’area già piena di alberi nati spontaneamente, con una ricchezza di specie locali, e su cui invece è previsto un nuovo enorme e ridondante centro commerciale, sovraccaricando la viabilità da Pontedera verso Fornacette, già caotica in diverse fasce orarie.
O il parco della Bellaria, in cui l’ostinazione pervicace nel favorire un imprenditore locale ha dell’incredibile, come ha dell’incredibile la sistematica e ostentata sordità rispetto alle richieste di centinaia di cittadini. O ancora il Noceto a La Borra, destinato a nuove edificazioni.
In teoria si salverebbe la tenuta Isabella, in cui il POC prevede di diminuire le previsioni edilizie, tanto ci penserà il governo a realizzare le necessarie asfaltature per costruire la base militare.
E’ la sconfortante ripetizione di un modello che ogni anno viene segnalato come insostenibile da ISPRA e altre agenzie pubbliche, che misurano la crescita del consumo di suolo nonostante le alluvioni (che anche Pontedera ha conosciuto non solo storicamente ma anche negli anni più recenti), le isole di calore, la perdita di suolo agricolo e biodiversità, la perdita di qualità della vita per i residenti.
E’ inutile ragionare di indicatori, percentuali e ettari con chi non sente ragioni ed è convinto di avere ragione. Proveremo a fare qualche tentativo con osservazioni mirate, ma l’atteggiamento dimostrato dall’amministrazione comunale, Sindaco in testa, ci fa sperare poco.
Nè speriamo che con questa amministrazione di possa parlare di “depaving”, cioè della rimozione in area urbana di parti di cemento per sostituirle con aree verdi o permeabili.
Ci auguriamo che le spiegazioni non le diano i prossimi danni degli eventi estremi derivanti dalla crisi ambientale; ma anche in questi casi le responsabilità saranno sempre evanescenti.”





