Il Consiglio di Stato conferma l’abuso edilizio e l’ordine di demolizione dell’immobile. La proprietaria Paola Cerretini contesta la sentenza.

Si chiude dopo quasi dieci anni la vicenda dell’edificio residenziale costruito in località Val di Cava, tra Ponsacco e Pontedera, al centro di un lungo contenzioso amministrativo.
Il Consiglio di Stato ha stabilito in via definitiva che l’immobile è stato realizzato in un’area soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta entro 50 metri dal bosco. Per questo motivo, secondo i giudici, la costruzione è abusiva e non può essere oggetto di alcuna sanatoria.
La decisione conferma inoltre la legittimità dell’ordine di demolizione già emesso dal Comune di Ponsacco e pone fine a una lunga serie di ricorsi e passaggi giudiziari che negli anni avevano alternato sospensioni e nuove valutazioni tra TAR e Consiglio di Stato.
La vicenda ha origine nel 2015, quando la famiglia Cerretini aveva avviato la realizzazione dell’abitazione nell’ambito di un progetto agricolo che prevedeva il riutilizzo di volumi edilizi esistenti. L’opera era stata sin dall’inizio contestata dai proprietari dei terreni confinanti, dando avvio a un lungo iter legale.
Con l’ultima pronuncia, il Comune è ora tenuto a procedere con la demolizione dell’edificio, con i costi a carico dei responsabili della costruzione.
A seguito della sentenza, la proprietaria Paola Cerretini ha espresso forte dissenso:
“È una sentenza politica, hanno vinto i poteri forti, i giudici che hanno deciso di premiare chi ha abbandonato un parco monumentale e romantico, la mia casa è il simbolo della mala politica…
Io non ho ancora capito quale abuso ho fatto, mi sono trovata con la mia casa, nel posto sbagliato al momento sbagliato e sono stata lasciata sola nella tana dei lupi.
Continuerò a lottare per difendere la mia casa, lì c’è tutta la mia vita.”




