A La Rotta, i volontari di Crescere Insieme ricostruiscono il Capannino: un simbolo di comunità, inclusione e futuro.
PONTEDERA – Cresce il numero dei volontari dell’Associazione culturale e solidale Crescere Insieme nella frazione di La Rotta, e con esso cresce anche la forza di una comunità che continua a investire nelle relazioni, nella solidarietà e nell’educazione delle nuove generazioni.
Tra le iniziative più significative che da anni uniscono l’associazione alla Scuola Polo 0-6 “Enzo Catarsi” c’è la costruzione del tradizionale “Capannino”, una struttura realizzata con canne di bambù, ramoscelli di olivo e frasche.
Un’opera semplice solo all’apparenza, che nel tempo è diventata molto di più: un luogo simbolico, un rifugio per il gioco, la fantasia e la condivisione, capace di custodire sogni e sorrisi dei più piccoli.
Quest’anno il maltempo e i ritardi nel rinnovo della struttura avevano messo a dura prova il Capannino, piegandolo e danneggiandolo. Ma per i volontari e per i “nonni” coinvolti nel progetto l’idea di rinunciare non è mai stata presa in considerazione.
«Non ci possiamo arrendere», è stato il pensiero condiviso da chi, con passione e determinazione, ha deciso di rimettersi al lavoro. E così, ancora una volta, l’obiettivo è stato raggiunto: il Capannino è tornato a vivere.
Un risultato reso possibile grazie all’impegno di Marcello, Libero, Savino, Belinda, delle insegnanti e del personale del Nido “La Mongolfiera”, insieme a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
In un tempo spesso segnato da notizie negative e difficoltà sociali, esperienze come questa rappresentano un segnale positivo e concreto. Rafforzano il senso di appartenenza, consolidano le radici della scuola e valorizzano il ruolo degli anziani, che diventano protagonisti attivi della vita comunitaria.
I “diversamente giovani” si sentono utili, riconosciuti e apprezzati, mentre bambine e bambini imparano il valore della collaborazione, del rispetto e della cura reciproca.
La ricostruzione del Capannino è quindi molto più di un intervento materiale: è il simbolo di un ponte tra generazioni, di una comunità che sa prendersi cura dei propri legami e che guarda al futuro con fiducia.
Perché, come sottolineano i volontari, insieme non è stato costruito soltanto un Capannino, ma anche un pezzo di futuro migliore per tutti.





