Nell’incendio sul monte Faeta si arresta la propagazione del fronte di fiamma. Si ferma a sette ettari l’area interessata dal rogo di Massarosa.
Giornata di grande impegno (2 maggio) per il sistema regionale toscano dell’antincendio boschivo. Con due buone notizie.
La prima riguarda il monte Faeta, tra Lucca e Pisa, dove è stata arrestata la propagazione del fronte di fiamma del rogo. L’incendio tecnicamente non può dirsi ancora spento: rimangono numerose piccole riprese all’interno dell’area già percorsa dal fuoco, che continuano ad impegnare le squadre di operai forestali e volontari dell’organizzazione antincendi nelle operazioni di bonifica.
Il fronte di fiamma però è fermo. Sul posto nel tardo pomeriggio era ancora operativo un elicottero della flotta regionale a supporto del personale a terra, mentre i mezzi aerei nazionali erano già rientrati.
La seconda buona notizia riguarda l’altro incendio che ha impegnato dal1 maggio, il sistema antincendi boschivi a Massarosa in provincia di Lucca, alla fine contenuto in circa sette ettari grazie al lavoro dei volontari, degli operai forestali e dei direttori delle operazioni di spegnimento dell’Unione di Comuni della Versilia e della Regione Toscana impegnati nel coordinamento di numerose squadre supportate da tre mezzi aerei nazionali e un elicottero regionale.
La giornata è stata particolarmente impegnativa anche per i numerosi nuovi eventi che si sono sviluppati a partire dalla mattinata: la sala operativa regionale ha gestito complessivamente undici incendi, oltre a cinque segnalazioni di abbruciamento.
“Questi abbruciamenti di sterpaglie e residui vegetali – ribadisce ancora una volta il presidente della Toscana, Eugenio Giani – sono vietati in presenza di vento ed ogni comportamento non conforme può favorire l’innesco di nuovi incendi”.





