Al termine della partita fra Pisa e Lecce, il dirigente Giovanni Corrado ha analizzato il momento attuale nell’ambiente nerazzurro.
Al termine della sfida tra Pisa e Lecce, conclusa con la sconfitta per 2-1 dei nerazzurri, arriva anche il verdetto più amaro per la stagione della squadra toscana. Il risultato sancisce infatti la retrocessione matematica del Pisa in Serie B.
In questo clima carico di delusione e amarezza, il dirigente Giovanni Corrado si è presentato in conferenza stampa per analizzare il momento attuale. Le sue parole arrivano pochi minuti dopo il triplice fischio, con l’obiettivo di fare chiarezza sulle prospettive future e non solo.
Le dichiarazioni di Corrado
«Abbiamo dimostrato di non essere da Aerie A, anche se abbiamo una tifoseria e una città splendide che la meriterebbero. Perdiamo una categoria che abbiamo inseguito per anni, probabilmente ne abbiamo sottostimato l’impatto, pensavamo di essere più pronti. Purtroppo vincere la Serie B non significa essere da Serie A. Ora torniamo in un campionato complicatissimo. Mi dispiace per i ragazzi che avrebbero meritato più punti. Tanti di loro ritroveranno la Serie A molto presto e spero lo faccia anche il Pisa».
«Senza dubbio non è una giornata che ci rende felici. Questo è stato il verdetto che ci aspettavamo da settimane. Più volte abbiamo provato a capire cosa ci sia mancato, la verità è che ci è mancata la Serie A. Il pubblico credo abbia apprezzato i nostri sforzi sul campo. Ci siamo scontrati con errori di valutazioni sulle necessità per capire cosa significasse mantenere la categoria».
«Purtroppo abbiamo capito i nostri errori solo vivendoli. Non abbiamo ancora le qualità per stare in questa categoria. Dovevamo bilanciare le esigenze di breve periodo per salvaguardare la salute nel lungo periodo. Oggi retrocede una squadra neopromossa dalla Serie B che era papabile retrocedesse. In ogni caso, credo che questo progetto abbia spiragli che a Pisa non si siano mai visti».
«Quando siamo arrivati a Pisa la Serie B era un sogno e la Serie A era un miraggio: credo che diversi passi in avanti siano stati fatti. Il Pisa ha una proprietà quasi unica, tutti devono stare tranquilli per questo. Abbiamo sopravvaluto il nostro lavoro dello scorso anno, pensavamo che questa realtà fosse più pronta alla categoria. Eravamo abituati a essere “lo straordinario” del campionato e non è stata una buona cosa».
«Nel futuro prossimo andranno fatte grosse valutazioni. Oggi abbiamo tanti ragazzi giovani che daranno una continuità a un progetto che non è banale. Questa è una società che porta avanti la sua salute prima di ogni cosa. Dobbiamo imparare tutti a fare delle valutazioni nei modi e nei tempi opportuni. Quando vogliamo criticare aspramente un ragazzo pensiamo a Moreo, è passato dall’essere fischiato a uno dei simboli di questa squadra».
«Quando sei in una piazza piccola per la Serie A come Pisa, devi fare i conti anche con l’appeal nei confronti dei giocatori. A gennaio abbiamo pensato potesse essere più utile concentrarci sulle qualità dei ragazzi. Credo che abbiamo un gruppo di grandi uomini e grandi giocatori. Le società non muoiono per dei giocatori acquistati, specialmente se sono giovani. Le società muoiono per gli stipendi importanti da pagare quando non ci si possono permettere nel lungo periodo».
Il Lecce condanna il Pisa alla Serie B
Determinante è stata la sconfitta maturata nella serata di oggi contro il Lecce per 2-1, nessun punto conquistato che ha ulteriormente aggravato una classifica già compromessa nelle ultime settimane. Qualsiasi risultato della Cremonese, che scenderà in campo lunedì contro la Lazio, non avrà alcuna valenza per la formazione toscana.
Un risultato che ha condannato la discesa del Pisa in Serie B. A tre giornate dalla conclusione del campionato, il distacco dalla zona salvezza si è rivelato ormai irrecuperabile. I punti raccolti finora, appena 18, raccontano con chiarezza le difficoltà incontrate lungo tutto l’arco della stagione.
A cura di Matteo Casini



