A pochi giorni dal Gran Premio d’Italia, i due piloti di Aprilia Racing, primo e secondo nel Mondiale, hanno fatto tappa nella città della Vespa.
PONTEDERA – Il rombo assordante dell’Aprilia RS-GP26 ha squarciato il silenzio del Piazzale Corradino d’Ascanio. Non è un suono che si dimentica facilmente, e i tanti studenti presenti oggi, mercoledì 27 maggio, al Museo Piaggio di Pontedera lo sanno bene. Marco Bezzecchi e Jorge Martín, primo e secondo nel Campionato Mondiale Piloti della MotoGP 2026, hanno fatto tappa nella città della Vespa a pochi giorni dal Gran Premio d’Italia, in programma domenica 1 giugno all’Autodromo del Mugello.
Per l’occasione, nel piazzale antistante il Museo è stata esposta l’Aprilia RS-GP26, la moto con cui i due campioni si contendono il titolo mondiale. L’accensione del motore, assordante, viscerale, ha trasformato per qualche minuto uno dei luoghi simbolo della storia industriale toscana in qualcosa di più simile a una pit lane.

Sul palco con i ragazzi
Nell’Auditorium del Museo, Bezzecchi e Martín hanno incontrato una platea di giovani curiosi, pronti a fare domande. Sul palco anche Massimo Rivola e Antonio Boselli, rispettivamente Amministratore Delegato e Responsabile Comunicazione di Aprilia Racing. L’atmosfera era quella del dialogo autentico: i due piloti non si sono sottratti a nessuna domanda, nemmeno a quelle più personali.

Cosa avreste fatto se non foste diventati piloti? Bezzecchi non ha avuto dubbi: «Avrei fatto il meccanico. Mio padre è meccanico, mi piacciono i motori, sarei rimasto comunque in questo settore». Martín ha risposto con più margine, ma con altrettanta convinzione: «Qualcosa legato allo sport. Ho sempre portato avanti gli studi finché non sono diventato pilota professionista, ma il mondo dello sport sarebbe rimasto la mia strada».
Tra il pubblico c’era anche una ragazza che studia grafica e sogna di lavorare nella comunicazione di un team MotoGP. Martín l’ha presa con ironia: ha suggerito di chiedere direttamente il numero di Massimo Rivola. Bezzecchi, invece, ha dato un consiglio concreto: «Formarsi, studiare, essere preparati. E poi buttarsi e chiedere, perché chiedere è gratis».

Il Mugello e la pressione di correre in casa
A una settimana dalla gara di casa, inevitabile parlare del Mugello. «Da italiano è una bella responsabilità – ha detto Bezzecchi – ma cerco di affrontarla come qualsiasi altra gara». Martín, che in Italia non ha il peso dell’attesa della tifoseria di casa, ha ammesso: «Per me è una gara come le altre, importante. Però quando corro in Spagna sento qualcosa di diverso, capisco cosa provano gli italiani».
L’accoglienza di Pontedera
Entrambi i piloti si sono detti colpiti dall’accoglienza ricevuta. «Siamo stati accolti con una passione incredibile – ha detto Bezzecchi -. La passione si sente nell’aria, e soprattutto qui al Museo Piaggio. Mi ha ricordato la prima volta che sono andato a Noale», la città veneta cuore storico di Aprilia.
Soddisfatto il sindaco di Pontedera Matteo Franconi: «Un grande omaggio di Aprilia alla Vespa, un segnale forte di rafforzamento del Gruppo Piaggio. Ringrazio Massimo Rivola per aver concesso queste ore dei due piloti a pochi giorni dal GP del Mugello. L’evento è riuscito perché ha dato voce ai ragazzi, hanno avuto il loro spazio, e si è sentito».








