Verde urbano a Pisa, scontro politico tra Antonio Mazzeo e Lorenzo Vouk: al centro il piano contro le isole di calore e gli investimenti per una città più vivibile.
Botta e risposta sul tema del verde urbano a Pisa. Dopo le osservazioni sui dati relativi alla presenza di aree verdi in città, il vicepresidente del consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo torna sulla questione replicando alle dichiarazioni del consigliere comunale Lorenzo Vouk.
Al centro del confronto non ci sarebbe soltanto la posizione nelle classifiche, ma la necessità, secondo Mazzeo, di affrontare gli effetti del cambiamento climatico con maggiori investimenti sul verde, sull’ombra negli spazi pubblici e sulla riduzione delle isole di calore.
«Vedo che di fronte alle osservazioni sui dati relativi al verde urbano diversi esponenti dell’amministrazione comunale stanno reagendo in modo stizzito.
Evidentemente abbiamo colpito nel segno perché in tutte le repliche alle mie parole sulla necessità di maggiori investimenti in tema ambientale si evita il punto di fondo: Pisa deve fare i conti con il riscaldamento globale, con temperature sempre più alte e con isole di calore che rendono meno vivibili strade, piazze, scuole, fermate e spazi pubblici e non si sa quali siano gli strumenti che intende mettere in campo».
Così Antonio Mazzeo, vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, replica al consigliere comunale Lorenzo Vouk sul tema del verde urbano.
«Il punto non è la classifica in sé, ma capire se il verde che abbiamo è sufficiente, ben distribuito e davvero utile a proteggere le persone. Gli alberi non servono a fare numero: servono a fare ombra, ad abbassare le temperature, a migliorare la qualità dell’aria e a rendere più vivibile la città. Prendiamo Piazza della Stazione, uno degli accessi principali a Pisa: è attraversata ogni giorno da migliaia di persone ma nelle ore più calde si aspetta un autobus o un taxi senza pensiline adeguate, senza ombra sufficiente, in mezzo ad asfalto e superfici che accumulano calore. Questa non è qualità urbana».
Un altro aspetto, per Mazzeo, “sono i dati forniti da uno studio del CNR che ha dimostrato che la riforestazione urbana, le depavimentazioni e pavimentazioni che non trattengono calore possono ridurre le temperature fino a 4 gradi nelle ore più calde. Dimostrano che il verde non è arredo: è infrastruttura climatica e sanitaria».
«Per questo – conclude Mazzeo – Pisa ha bisogno di un vero piano contro le isole di calore: più alberi dove possibile, più ombra nei luoghi di attesa, pensiline adeguate, più verde vicino alle scuole, più suolo permeabile, più depavimentazioni e risorse dedicate. Non si tratta di snaturare Pisa, ma di proteggerla. Vouk può continuare a discutere dei dati: noi preferiamo discutere di come rendere Pisa più vivibile davanti al caldo che cresce».





