Dal 16 al 25 ottobre l’Antica Fiera di San Luca torna nell’area Panorama. Ingresso gratuito, espositori, enogastronomia, artigianato, auto, agricoltura, falconeria, cinofilia, mezzi agricoli d’epoca e attività per famiglie. Anna Bartelletti, presidente dell’associazione: «Vogliamo riportarla ai tempi d’oro»
C’è una parola che accompagna il ritorno dell’Antica Fiera di San Luca a Pontedera: tradizione. Ma c’è anche una seconda parola, altrettanto importante: rilancio.
Dal 16 al 25 ottobre 2026, la storica manifestazione (giunta alla 555ª edizione) torna nell’area di fronte alla Piazza del Mercato e nei pressi del Centro Commerciale Panorama, lungo la Tosco Romagnola, con una formula pensata per mettere insieme memoria e presente, commercio e artigianato, prodotti tipici e attività per famiglie.
L’ingresso alla Fiera sarà gratuito tutti i giorni. L’appuntamento è già inserito nel calendario degli eventi dell’autunno pontederese e rappresenta una nuova tappa del percorso di rilancio avviato negli ultimi anni.
L’organizzazione è affidata all’associazione Centro Diffusione “I Cavalieri” APS.
La storia della Fiera affonda le proprie radici nel 1471, quando la Repubblica di Firenze concesse a Pontedera la possibilità di organizzare una grande fiera annuale dedicata alle merci e al bestiame.
Una storia secolare che ancora oggi costituisce uno degli elementi identitari della manifestazione.
Anche il Comune ricorda come proprio nel 1471 la concessione della fiera abbia segnato per Pontedera un passaggio importante verso una città sempre più legata agli scambi e ai commerci.
La nuova edizione vuole essere prima di tutto una fiera campionaria, capace di riunire realtà diverse all’interno dello stesso spazio.
Ci saranno attività commerciali e artigianali, servizi, arredamento, tecnologie ambientali, concessionarie auto e moto, agricoltura, giardinaggio, arredo per esterni, prodotti fatti a mano e, naturalmente, una delle componenti più attese: l’enogastronomia.
Una parte importante sarà infatti dedicata ai prodotti tipici, con specialità provenienti dalla Toscana e dalle altre regioni italiane, creando un percorso tra sapori, tradizioni e produzioni differenti.
La manifestazione si svilupperà su un’area complessiva di circa 4.000 metri quadrati, con circa 2.000 metri quadrati di spazi coperti, organizzati attraverso padiglioni di diverse dimensioni.
Una soluzione che consentirà di visitare la Fiera anche in caso di condizioni meteorologiche non favorevoli.
Non mancheranno inoltre gli spazi all’aperto dedicati ai settori dell’automotive, dell’agricoltura, del giardinaggio e del food & beverage.
Accanto agli espositori, uno degli obiettivi dell’organizzazione è quello di recuperare quella dimensione di evento popolare che storicamente ha accompagnato San Luca. Per questo tornano alcune delle iniziative collaterali che negli ultimi anni hanno incontrato l’interesse del pubblico.
Ci sarà l’area dedicata alla falconeria, ormai diventata uno degli appuntamenti caratterizzanti della manifestazione. Saranno presenti anche attività legate alla cinofilia, un settore introdotto nella nuova formula della Fiera e confermato proprio grazie alla risposta dei visitatori.
Particolare attenzione sarà riservata inoltre alla memoria della vocazione agricola della manifestazione, con una presenza dedicata alle macchine e ai trattori agricoli d’epoca.

«La Fiera nasceva come fiera agricola e del bestiame – racconta Bartelletti a VTrend -. Oggi purtroppo l’agricoltura è rimasta ben poco, però è giusto mantenere la memoria sempre in primo piano».
Un modo per guardare al passato senza trasformarlo in semplice nostalgia, ma utilizzandolo come elemento per costruire la nuova identità dell’appuntamento.
Tra gli elementi che completano il programma ci sarà anche il coinvolgimento delle scuole professionali del territorio. Nelle precedenti edizioni, in particolare, gli studenti dell’IPSIA hanno avuto la possibilità di presentare i propri lavori e le proprie attività.
L’obiettivo è mantenere questo collegamento tra scuola, formazione e mondo del lavoro, valorizzando competenze e professionalità che possono trovare spazio anche all’interno del tessuto produttivo locale.
Un’altra presenza significativa sarà quella dell’area dedicata alla micologia. La stagione autunnale è infatti quella in cui molti appassionati si dedicano alla raccolta dei funghi e la Fiera vuole offrire anche un momento di informazione e confronto attraverso la presenza degli esperti e le attività organizzate dall’associazione micologica coinvolta nella manifestazione.
«Vogliamo riportarla ai tempi d’oro»
A raccontare lo spirito con cui gli organizzatori, Associazione I Cavalieri e Alter Ego, stanno lavorando alla nuova edizione sono le parole raccolte dagli stessi, impegnati a riportare la manifestazione alle sue origini.
Il rapporto con San Luca, per Alter Ego, non è infatti iniziato oggi.
«Abbiamo gestito la Fiera dal 1994 al 2017 – ricorda Bartelletti -. Poi ci siamo confrontati nuovamente con l’amministrazione comunale due anni fa, abbiamo trovato una sensibilità diversa e abbiamo deciso di proseguire questa esperienza».
Il ritorno, dunque, non viene vissuto semplicemente come la riproposizione di una manifestazione già conosciuta, ma come un tentativo di ricostruire nel tempo un appuntamento che aveva perso parte della propria centralità.
«In questo momento noi siamo nella fase di rilancio – proseguono gli organizzatori -. La nostra preoccupazione principale era quella di mantenere le caratteristiche della Fiera. Il nostro obiettivo è quello di rilanciarla, di riportarla un po’ ai tempi d’oro».
Un progetto che guarda quindi alla continuità prima ancora che alla trasformazione.
Il valore della manifestazione, secondo gli organizzatori, non si esaurisce negli spazi espositivi. Una Fiera può diventare infatti anche un’occasione per portare persone a Pontedera, favorire la presenza di visitatori provenienti dalla provincia di Pisa e da altre zone della Toscana e creare un movimento che possa coinvolgere anche il resto della città.

«Da un punto di vista turistico, i visitatori che provengono da fuori città hanno la possibilità di vivere questo momento, che possiamo chiamare una festa paesana – spiega Anna Bartelletti a VTrend -. Ma c’è anche un ritorno commerciale, perché chiaramente, con una buona partecipazione da parte dei visitatori, le persone vengono a visitare la Fiera e poi possono girare anche per la città».
È proprio questa una delle scommesse del rilancio: fare della Fiera non soltanto un luogo dove acquistare o osservare prodotti, ma un appuntamento capace di generare movimento, incontro e partecipazione.
Il ritorno di Alter Ego alla Fiera di San Luca nasce anche da una lunga esperienza nel settore fieristico. Un bagaglio che, secondo gli organizzatori, serve oggi ad affrontare un settore profondamente cambiato rispetto al passato.
«Le fiere sicuramente, a livello nazionale, si sono modificate – osservano gli organizzatori -. Però San Luca, essendo una fiera antica, vale la pena poterci lavorare sopra».
La scelta è quindi quella di conservare gli elementi che hanno caratterizzato storicamente l’appuntamento, adattandoli alle esigenze del pubblico contemporaneo.
Il progetto per la Fiera di San Luca si inserisce inoltre in un percorso pluriennale. Nel giugno 2026 il Comune di Pontedera ha avviato la procedura di co-progettazione per le attività gestionali e funzionali della manifestazione per il periodo 2026-2028.
Un orizzonte di tre anni che permetterà agli organizzatori di lavorare non soltanto sulla singola edizione, ma sulla costruzione progressiva dell’evento.
«Abbiamo ripreso questa manifestazione per i prossimi tre anni – confermano gli organizzatori -. Questo sarà il primo, poi abbiamo altri due anni e faremo un bilancio per capire quanto ancora questo evento possa essere di interesse collettivo».
La prospettiva, dunque, è quella di tornare a far crescere San Luca gradualmente, misurandone nel tempo la risposta del pubblico e degli espositori.
Ed è proprio al pubblico che Bartelletti affida il messaggio conclusivo.
«Il nostro messaggio principale verso i visitatori è quello di ricredere in questo evento. La partecipazione è essenzialmente questa: il rilancio delle attività territoriali».
Un invito che riguarda direttamente il rapporto tra cittadini, imprese e territorio.
«A livello nazionale c’è una crisi profonda – aggiunge -. Mantenere vivo questo tipo di attività per la promozione dei vari settori, sia commerciali che artigianali, è importante. Quindi non perdere la memoria di questo evento».
La Fiera di San Luca torna così a proporsi come un appuntamento nel quale il passato e il presente possono incontrarsi: da una parte la storia iniziata nel Quattrocento, dall’altra imprese, artigiani, produttori, associazioni e realtà del territorio che cercano nuovi spazi per farsi conoscere.

Info utili e orari
L’Antica Fiera di San Luca 2026 sarà aperta dal 16 al 25 ottobre, nell’area di Piazza del Mercato e del parcheggio Panorama, lungo la Via Tosco Romagnola. L’ingresso è gratuito.
Orari di apertura:
• Venerdì, sabato e domenica: dalle 10:00 alle 20:00
• Da lunedì a giovedì: dalle 15:00 alle 20:00
Per chi arriverà nel fine settimana ci sarà quindi l’intera giornata per passeggiare tra gli stand, fermarsi nell’area gastronomica, conoscere espositori e attività, visitare gli spazi dedicati alle iniziative collaterali e trascorrere qualche ora in famiglia.
La Fiera torna dunque con una formula che punta sulla partecipazione, sulla riscoperta delle proprie radici e sul rapporto con il territorio.
Perché, come sottolineano gli organizzatori, riportare San Luca al centro dell’autunno pontederese significa anche provare a conservare una parte della storia commerciale e sociale della città, trasformandola in un appuntamento capace di parlare ancora al pubblico di oggi.
L’evento è inoltre patrocinato da Regione Toscana, con il contributo del Consiglio regionale, dalla Provincia di Pisa, dalla Camera di Commercio Toscana Nord ovest, Terre di Pisa, TheLands of Giacomo Puccini, CNA Pisa, Confartigianato Pisa, Confesercenti Pisa, Casartigiani e Partner editoriale VTrend.





