San Rossore, polemica sulla Zona Rossa: natanti e “stabilimenti” improvvisati. Legambiente: “Si mettono a rischio eventuali nidificazioni di tartarughe e del Fratino”.
Una giornata di escursione nel Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli ha portato alla segnalazione di una possibile violazione delle regole nella cosiddetta “Zona Rossa”, l’area di massima tutela nei pressi della Spiaggia del Gombo.
Secondo quanto riportato dalla realtà escursionistica Vado e Vedo, durante un’uscita guidata il gruppo avrebbe osservato la presenza di numerose imbarcazioni e di persone sbarcate a terra con attrezzature da spiaggia e animali domestici, in un contesto considerato incompatibile con le norme di protezione dell’area. La guida ha evidenziato anche una possibile difficoltà di controllo: mentre gli accessi da terra sono regolamentati e contingentati, quelli via mare risulterebbero più complessi da monitorare.
L’episodio riapre il tema della tutela di un ecosistema particolarmente fragile e della necessità di garantire il rispetto uniforme delle regole in una zona di grande valore naturalistico e inserita nella rete UNESCO MAB.
A intervenire sulla vicenda è anche Legambiente, che richiama l’attenzione sui possibili rischi per la fauna protetta e sulle attività di monitoraggio in corso. Di seguito il comunicato integrale:
“In quell’area del Gombo e nella zona costiera interessata dal massiccio afflusso di persone e barche, l’afflusso non consentito può mettere a rischio eventuali nidificazioni di tartarughe marine e dello stesso Fratino”.
Lo dice Yuri Galletti di Legambiente e responsabile per la Toscana del progetto Life TurtleNest, il progetto europeo che nasce per monitorare e tutelare le nidificazioni di tartarughe Caretta caretta lungo le coste.
“Maggior disturbo antropico vuol dire minor possibilità di nidificazione delle due specie che già soffrono di habitat sempre più limitati per il cambiamento climatico. Se poi ci mettiamo l’inquinamento acustico e luminoso, si crea nella specie da proteggere un forte disorientamento. Le nostre fasce costiere sono già molto antropizzate. Lì al Gombo, ci sono vincoli precisi di tutela anche dell’Unesco. Vediamo di rispettarli partendo anche da campagne di sensibilizzazione.” continua Galletti.
Intanto, con l’avvicinarsi dell’estate prende ufficialmente il via la stagione 2026 del progetto Life Turtlenest lungo la costa pisana. Il progetto, finanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, ha l’obiettivo di migliorare la conservazione della tartaruga marina Caretta caretta nel Mediterraneo, attraverso attività di monitoraggio, tutela dei siti di nidificazione, sensibilizzazione e coinvolgimento attivo delle comunità locali.
Fino al 15 agosto, le volontarie e i volontari monitoreranno quotidianamente circa sette chilometri di litorale compresi tra Calambrone e Marina di Pisa.
Chi desidera partecipare alle attività di monitoraggio può richiedere informazioni scrivendo a legambiente@legambientepisa.it. Le attività inizieranno alle ore 5.30 del mattino con partenza dall’ingresso C91 di Calambrone e interesseranno due transetti distinti, uno verso nord e uno verso sud, con l’obiettivo di individuare eventuali tracce di risalita e nidificazione di Caretta caretta.
Un ruolo fondamentale sarà svolto anche dall’Ente Parco Regionale Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, che ha aderito al progetto in qualità di stakeholder e “Area protetta amica delle tartarughe marine”.
All’interno dell’area protetta i monitoraggi vengono effettuati due volte a settimana mediante l’utilizzo di un drone. Hanno inoltre aderito alla rete territoriale i Comuni di Vecchiano e San Giuliano Terme, che partecipano all’iniziativa come “Comuni amici delle tartarughe marine”, confermando l’importanza di una collaborazione sempre più ampia tra istituzioni, enti di ricerca, associazioni e cittadini.





