Il Consiglio di Stato conferma l’abuso edilizio a Ponsacco: l’edificio in zona vincolata dovrà essere demolito e non potrà essere sanato.

Dopo quasi dieci anni di battaglie legali si chiude definitivamente la vicenda dell’edificio residenziale costruito in località Val di Cava, tra Ponsacco e Pontedera, ritenuto non conforme alle norme urbanistiche.
Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che la costruzione è abusiva perché realizzata in una zona dove vige un vincolo di inedificabilità assoluta a 50 metri dal bosco. Per questo motivo non è possibile alcuna regolarizzazione dell’immobile.
La decisione arriva con due sentenze che mettono la parola fine al contenzioso: da un lato viene confermata la legittimità dell’ordine di demolizione già emesso dal Comune di Ponsacco, dall’altro viene respinta l’ipotesi di una possibile sanatoria dell’edificio.
Secondo i giudici, qualsiasi tentativo di rendere regolare la costruzione sarebbe nullo perché in contrasto con una decisione ormai definitiva.
Di conseguenza, il Comune è ora obbligato a procedere con la demolizione dell’immobile, con i costi che dovranno essere sostenuti dai responsabili della costruzione.
La vicenda ha origine nel 2015, quando la famiglia Cerretini aveva ottenuto dei permessi edilizi nell’ambito di un progetto agricolo che prevedeva il riutilizzo di volumi di vecchi edifici. Su quella base era stata realizzata una nuova abitazione.
Sin dall’inizio però l’opera era stata contestata dai proprietari dei terreni vicini, che avevano segnalato presunte irregolarità. Da lì è nato un lungo contenzioso amministrativo, passato attraverso Tar e Consiglio di Stato, con decisioni spesso contrastanti che hanno sospeso per anni l’esecuzione della demolizione.
Ora, con l’ultima pronuncia, la situazione è stata chiarita in modo definitivo: l’edificio non è sanabile e dovrà essere abbattuto.
La sentenza prevede anche la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e impone all’amministrazione comunale di dare esecuzione alla demolizione.




