PONTEDERA – L’immagine che resta è quella degli studenti sul viale Rinaldo Piaggio con le bandierine tricolore ad accogliere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un colpo d’occhio semplice ma potente, capace di raccontare il senso della giornata: il legame tra istituzioni, lavoro e nuove generazioni.
La giornata si è aperta nello stabilimento, con l’incontro con i vertici aziendali, i lavoratori e le istituzioni. Presenti, tra gli altri, il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco Matteo Franconi e il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori. Dopo una breve visita ai reparti produttivi, il Presidente ha proseguito al Museo Piaggio.
Nell’auditorium si sono susseguiti gli interventi. Ad aprire è stato Andrea Madonna, presidente dell’Unione Industriale Pisana: «Piaggio è simbolo riconosciuto della capacità industriale italiana». Un discorso che ha toccato i temi della sicurezza, dell’innovazione e della trasformazione tecnologica, sottolineando come «Ogni incidente una sconfitta per tutti».
A intervenire è stato anche il padrone di casa Matteo Colaninno, presidente esecutivo del Gruppo Piaggio, che ha ricordato il legame tra la nascita della Vespa e la storia repubblicana: «La festa nasce nel 1946 con la Repubblica. In 80 anni ha attraversato epoche, stili di vita e generazioni». E ancora: «Siamo all’alba delle 20 milioni di vespe costruite e vendute nel mondo. Sono il merito e la capacità delle lavoratrici e dei lavoratori della Piaggio».
Un passaggio sul valore costituzionale del lavoro: «Non è un caso se i padri costituenti posero il lavoro a fondamento della Repubblica, perché sapevano che senza lavoro non c’è libertà, non c’è coesione, non c’è futuro». Quindi il riferimento alle sfide attuali: «Viviamo una stagione ad altissima complessità che pone al lavoro sfide enormi», tra «pandemia, guerre, crisi energetiche, trasformazioni tecnologiche».
Infine l’impegno dell’impresa: «Siamo e vogliamo continuare ad essere imprenditori italiani di aziende italiane, capaci di competere, intraprendere, innovare e rischiare». E sul rapporto con il territorio: «Vogliamo mantenere il più forte e solido ancoraggio a queste fabbriche, a questo territorio, all’Italia».

Pamela Vanni, rappresentante dei lavoratori dello stabilimento Piaggio, ha portato una testimonianza diretta dalla fabbrica: «Lavoro in Piaggio da più di 30 anni e quando sono entrata ero molto giovane, era la mia prima esperienza in un grande stabilimento industriale». Un legame, quello con Piaggio, che affonda le radici nella storia familiare: «Quest’azienda in qualche modo la conoscevo già, ne sentivo parlare in famiglia ogni giorno, soprattutto da mio padre che ci ha lavorato per tanti anni».
Nel racconto, anche l’emozione dei primi giorni: «Ricordo ancora il mio primo giorno, quando ho varcato i cancelli: sono rimasta colpita dalle dimensioni dello stabilimento, dal numero di persone e da tutto quello che c’era da imparare». Da lì «l’inizio di una nuova vita», con «l’opportunità per me, giovane donna, di costruirmi un futuro con serietà e dignità».
Un passaggio centrale sui valori: «Qui ho trovato non solo un lavoro stabile ma soprattutto i valori che mio padre aveva vissuto in Piaggio e che avevo respirato in casa e in famiglia: serietà, impegno, rispetto e senso del dovere». Non sono mancati i riferimenti alle difficoltà affrontate: «Abbiamo attraversato anche periodi non facili, momenti di crisi e di emergenza, come è avvenuto con il Covid». Ma, ha aggiunto, «grazie al contributo delle organizzazioni sindacali e al confronto con l’azienda sono state trovate soluzioni capaci di tutelare sempre il lavoro e le persone».
l ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone ha detto: «La sicurezza sui luoghi di lavoro non può essere considerata un costo ma un presupposto». Nel suo intervento ha sottolineato come «il lavoro deve essere regolare e sicuro, deve essere capace di sostenere lo sviluppo e al tempo stesso garantire condizioni adeguate a chi lo svolge», evidenziando che «dove questo equilibrio si realizza, il sistema cresce, dove viene meno si indebolisce l’intero tessuto economico e sociale».
Un passaggio anche sul ruolo della legalità: «La legalità stessa non è un elemento esterno al mercato ma la sua condizione di funzionamento». E ancora, tornando sul tema della sicurezza: «La sicurezza sui luoghi di lavoro è parte integrante della qualità del sistema produttivo». Infine, uno sguardo alle trasformazioni in atto: «La tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, sta modificando i processi produttivi», ma «il vantaggio competitivo dell’Italia resta legato alla qualità delle persone», ribadendo la necessità di investire su competenze e formazione per affrontare il futuro senza perdere centralità del lavoro umano.

Poi la parola al Presidente della Repubblica, per un intervento di circa 17 minuti, tra memoria storica e sguardo al futuro. Nel corso del discorso, anche un momento di leggerezza: nel voltare pagina, Mattarella si è fermato un istante e ha sorriso: «Scusate la manualità inadeguata». Un passaggio che ha strappato sorrisi e reso ancora più piacevole il clima in sala.
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha richiamato il valore fondante del lavoro nella Costituzione, citando anche lo storico Carlo Cipolla e sottolineando come l’Italia sia da sempre capace di «produrre all’ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo». Ha quindi evidenziato le sfide attuali: innovazione tecnologica, occupazione giovanile, lavoro femminile e sicurezza.
Un passaggio particolarmente forte ha riguardato proprio gli incidenti sul lavoro: «La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere che non consente rinunce o distrazioni». E ancora: «Sono oltre mille le vite spezzate ogni anno», un tributo definito «inaccettabile».
Il Presidente ha poi lanciato uno sguardo al futuro, parlando di intelligenza artificiale e trasformazione del lavoro: «L’accelerazione tecnologica per altro non conduce alla eliminazione del lavoro, ma alla sua trasformazione». Un cambiamento da governare, senza perdere centralità della persona.
A margine della visita, anche i messaggi social delle istituzioni locali. Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha parlato di «riconoscimento a una comunità che ha saputo costruire futuro con impegno, innovazione e dignità», aggiungendo: «Bentornato in Toscana, Presidente Sergio Mattarella! A Pontedera, nello stabilimento Piaggio. Un luogo che rappresenta il lavoro, la storia industriale e l’identità profonda della Toscana e dell’Italia. La visita del Capo dello Stato, alla vigilia della Festa dei Lavoratori, è un riconoscimento a una comunità che ha saputo costruire futuro con impegno, innovazione e dignità».
Sulla stessa linea il sindaco di Pontedera Matteo Franconi, che ha sottolineato «il significato profondo e altamente simbolico» della presenza del Presidente, parlando di «attenzione alle eccellenze dell’industria italiana, espressione autentica di ingegno, laboriosità e visione». Franconi ha scritto: «AccoglierLa nella città di Giovanni Gronchi e sentire quell’applauso all’interno della fabbrica da parte delle lavoratrici e dei lavoratori di Piaggio ha il suono e l’emozione di un abbraccio».





