Sequestrato uno smartphone nel carcere Don Bosco di Pisa. L’Al.Si.P.Pe elogia gli agenti ma denuncia «struttura fatiscente e carenza di personale».
PISA – Un nuovo telefono cellulare è stato rinvenuto all’interno della casa circondariale Don Bosco di Pisa. Questa mattina, nel corso dei controlli, la Polizia Penitenziaria ha scoperto uno smartphone abilmente occultato, impedendone l’utilizzo da parte dei detenuti.
Secondo quanto riferisce l’Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria (Al.Si.P.Pe), si tratta dell’ennesimo episodio che testimonia l’impegno del personale nel contrastare l’introduzione di materiale illecito. «Con abnegazione e spirito di sacrificio – scrive la segreteria – il personale continua a svolgere al meglio il proprio lavoro, ottenendo buoni risultati nel contrasto all’utilizzo di apparecchi telefonici in carcere».
Il sindacato, tuttavia, richiama l’attenzione sulle condizioni operative in cui gli agenti sono chiamati ad agire: «nonostante una struttura fatiscente, sovraffollamento e carenza di personale, con turni che spesso vanno oltre le otto ore». In questo senso, l’assegnazione dei neo-agenti provenienti dal 185° corso allievi viene vista come un possibile sollievo per un organico sottoposto a «pesanti carichi di lavoro».
Per affrontare le criticità del carcere pisano, la Segreteria Nazionale di Al.Si.P.Pe., guidata da Luigi Porcu, ha annunciato una visita per il prossimo 9 ottobre. All’incontro con la direzione prenderanno parte, oltre a Porcu, il rappresentante provinciale Marcello Leozappa e i delegati locali Federica Crocco, Giuseppe Esposito e Marco Capasso.
La segreteria conclude esprimendo «complimenti al personale per l’importante operazione di servizio portata a termine».





