Lo studente ha discusso il 16 ottobre la tesi in Studi Orientali ed Egittologici all’Università di Pisa, conseguendo il voto di 103/110.
Quattro lauree e un percorso di studi che dalle scienze politiche è arrivato alle civiltà del mondo antico e contemporaneo. Jacopo Favarin ha conseguito il suo quarto titolo all’Università di Pisa nel corso di Studi Orientali ed Egittologici del Dipartimento di Civiltà e forme del sapere.
Il 16 ottobre ha discusso la tesi “Islam europeo, tra identità e integrazione”, con relatrice Renata Pepicelli e correlatore Daniele Mascitelli, ottenendo il voto di 103/110.
Il lavoro indaga il rapporto tra integrazione e identità musulmana in Europa, con particolare attenzione al contesto italiano. Attraverso due casi di studio, il Centro Islamico Culturale d’Italia e l’Unione degli Studenti Musulmani d’Italia, la tesi mostra come identità e integrazione siano processi dinamici, segnati anche da discriminazioni e razzismo. Al centro della riflessione c’è il valore del dialogo per promuovere una società più inclusiva e pluralista.
Originario di Pontedera, Jacopo ha iniziato il suo percorso universitario con la laurea triennale in Scienze politiche nel 2012, seguita nel 2018 dalla magistrale in Scienze politiche – Relazioni internazionali, entrambe conseguite con 110 e lode.
Nel frattempo ha frequentato un master in Studi Europei a Maastricht nel 2013 e conseguito una specializzazione in Diritti Umani al Parlamento Europeo nel 2014. È poi arrivata la terza laurea, in Lettere antiche, con una tesi di storia dell’egittologia discussa con Marilina Betrò.
Jacopo convive con la Corea di Huntington, una malattia degenerativa. Nel suo percorso ha potuto contare sul sostegno degli operatori del centro Le Vele della Fondazione Dopo di Noi, ente di scopo della Fondazione Pisa, e sui servizi dell’Ateneo per l’inclusione degli studenti con disabilità.
La sua esperienza è anche tra le testimonianze raccolte nel sesto volume di “Progetti di Vita”, dedicato al tutorato universitario nell’Ateneo pisano. Attraverso le voci di tutor, studenti e studentesse con disabilità, il volume racconta il contributo del tutorato all’autonomia, al benessere personale e al percorso accademico: un sostegno che, anche nella testimonianza di Jacopo, assume il valore di un punto di riferimento umano oltre che di un aiuto nello studio.
Fonte: www.unipi.it





