Nuovo ambulatorio all’interno dell’unità operativa Ortopedia e Traumatologia 1 dedicato alla salute ossea dei pazienti sottoposti a interventi di protesi di anca a ginocchio con nuovi percorsi. Ecco tutti i dettagli.
Un nuovo ambulatorio dedicato alla salute ossea dei pazienti sottoposti a interventi di protesi di anca e ginocchio, sia prima sia dopo l’operazione, amplia i percorsi dedicati dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana alla fragilità scheletrica e alla riduzione dei rischi di complicanze legate alla chirurgia protesica, soprattutto in una popolazione di pazienti sempre più anziana.
L’ambulatorio è stato creato all’interno dell’unità operativa Ortopedia e Traumatologia 1, diretta da Paolo Domenico Parchi, professore associato di Malattie dell’Apparato Locomotore all’Università di Pisa, e si pone l’obiettivo di individuare le condizioni di fragilità e definire percorsi di trattamento personalizzati.
Il nuovo servizio va ad affiancarsi e arricchire il percorso, già attivo, Fracture Liaison Service (FLS), che mira a prevenire nuove fratture nei pazienti operati per frattura da fragilità del femore.
Entrambi i percorsi sono gestiti da un’équipe multidisciplinare coordinata dalla bone specialist Vanna Bottai, componente della Commissione nazionale “Fragilità scheletrica” della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) e coordinatrice regionale del Gruppo Italiano Bone Interdisciplinary Specialist (GIBIS), e di cui fanno parte la fisiatra Agnese Menconi e l’ortopedica Giulia Lazzeri.
“Scopo dell’ambulatorio”, sottolinea Bottai, “è ottimizzare la qualità ossea dei pazienti maggiormente fragili sottoposti a chirurgia protesica di anca e di ginocchio per ridurre il rischio di complicanze perichirurgiche e per migliorare la durata dell’impianto; all’ambulatorio vengono indirizzati pazienti fragili selezionati durante la valutazioni ambulatoriali pre o post-ricovero o durante la degenza”.
L’iniziativa si integra inoltre con un progetto di ricerca triennale che vede il supporto di Fondazione Pisa, dedicato, spiega Parchi, alla “definizione di un algoritmo diagnostico-terapeutico per l’individuazione e il trattamento dei fattori di rischio patient-related nei pazienti con mobilizzazione asettica di protesi di anca e ginocchio”.
“Con tutte queste iniziative puntiamo a una presa in carico più completa e personalizzata, che ponga la salute ossea al centro del percorso di cura del paziente ortopedico”.
“La buona riuscita di un intervento di protesi articolare, così come la durata di un impianto protesico sono infatti fortemente correlate alla qualità ossea ma, nonostante questo sia un concetto ormai validato a livello sia nazionale che internazionale, ad oggi mancano percorsi strutturati per il trattamento della fragilità scheletrica in pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia ortopedica maggiore come le sostituzioni protesiche di anca e ginocchio”.
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