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Peccioli, vivere soli non significa restare soli: la ricerca indica la strada per nuove relazioni sociali

15:34

Peccioli, la ricerca sulle famiglie unipersonali fa emergere il bisogno di luoghi di incontro e relazioni sociali. Le parole del sindaco Renzo Macelloni a VTrend.

A Peccioli un’indagine sulle famiglie unipersonali: un primo passo che percorre la strada del welfare preventivo. 

I risultati dello studio promosso dal Comune in collaborazione con Belvedere S.p.A. e con il sostegno della Società della Salute: un modello di ascolto protetto sul territorio per intercettare bisogni e fragilità e attivare risposte immediate. 


Creare occasioni di incontro, rafforzare la vita associativa e favorire le relazioni tra le persone. Sono queste alcune delle esigenze emerse dalla ricerca “Famiglie unipersonali”, il progetto avviato dal Comune di Peccioli nel 2025 per approfondire le condizioni di vita di chi abita da solo e comprendere quali bisogni possano richiedere nuove risposte da parte della comunità.

I primi risultati sono stati presentati nella mattinata di oggi, mercoledì 28 ottobre, durante una conferenza stampa al Bar Le Piscine, alla presenza del sindaco Renzo Macelloni, della direttrice della Zona Distretto Alta Val di Cecina e Valdera, Michela Profeti, e degli autori e coordinatori della ricerca.

Nella foto la psicologa Giulia Galletti Michela Profeti Direttore della Società della Salute Renzo Macelloni Sindaco di Peccioli e Domenico Cascello ex comandante Carabinieri Peccioli
Nella foto la psicologa Giulia Galletti Michela Profeti Direttore della Società della Salute Renzo Macelloni Sindaco di Peccioli e Domenico Cascello ex comandante Carabinieri Peccioli

Il progetto, realizzato in collaborazione con la Società della Salute Valdera e sostenuto da Belvedere SpA, è stato condotto dalla psicologa Giulia Galletti e coordinato da Domenico Casciello.

Al centro del lavoro, l’ascolto diretto dei cittadini, con l’obiettivo di distinguere le diverse situazioni di chi vive solo: da una parte chi lo fa per scelta e conduce una vita soddisfacente, dall’altra chi può trovarsi ad affrontare difficoltà legate all’età, alle condizioni personali o alla mancanza di relazioni.


Per prevenire i rischi legati all’isolamento e al decadimento psicofisico, l’Amministrazione Comunale di Peccioli, in collaborazione con Belvedere S.p.A. e con il sostegno della Società della Salute, ha promosso un’indagine socio-demografica e di ascolto ad alto valore generativo rivolta alle famiglie unipersonali.

Grazie all’utilizzo di un approccio metodologico rigoroso e a un’azione capillare di prossimità, l’iniziativa ha dato voce al punto di vista dei cittadini, affrontando il tema delle famiglie unipersonali direttamente con i soggetti coinvolti.

Nel Comune di Peccioli, al 31 gennaio 2025, le persone che vivono sole sul territorio comunale corrispondono al 34,5% dei 2.094 nuclei familiari complessivi,

un dato in crescita rispetto agli anni precedenti.

Negli ultimi decenni l’aumento costante delle famiglie unipersonali ha rappresentato uno dei cambiamenti più significativi della struttura sociale contemporanea: oggi in Italia il 37,1% dei nuclei familiari è monocomponente, con proiezioni ISTAT che stimano un’incidenza del 41,1% entro il 2050.

WELFARE PREVENTIVO

Il progetto offre una doppia chiave di lettura: l’autonomia abitativa liberamente scelta come espressione di indipendenza e la solitudine percepita come condizione sofferta e/o subita.

In questo scenario, i nuclei unipersonali si rivelano tra quelli più esposti al rischio di solitudine e isolamento involontario, una condizione che la letteratura scientifica individua come fattore determinante nell’accelerare il declino cognitivo, favorire la sedentarietà e aggravare o far insorgere patologie croniche.

Questo fenomeno non colpisce solo i singoli, ma può destabilizzare l’intero sistema: sovraccarica la rete informale, alimentando il fenomeno della “doppia solitudine” dei caregiver, e i servizi pubblici, spesso costretti a intervenire tardivamente su fragilità che potrebbero essere intercettate precocemente a livello comunitario.

OBIETTIVO DELL’INTERVENTO

L’intervento mira a intercettare sia la dimensione oggettiva dell’isolamento sociale, inteso come assenza di contatti, sia la sofferenza della solitudine soggettiva.

Queste condizioni possono emergere quando si contraggono le reti informali o si verificano lutti, cambiamenti sociali o problemi di salute che trasformano l’autonomia in fragilità.

È proprio partendo da questa sensibilità che le realtà promotrici dell’iniziativa scelgono di invertire la rotta. L’obiettivo è innescare un circolo virtuoso di welfare preventivo: un’azione strutturata per intercettare precocemente l’isolamento sofferto, tutelare l’autonomia dei cittadini, sollevare le famiglie dal carico assistenziale e garantire la sostenibilità sociale ed economica dell’intera comunità.

Il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, sottolinea il valore del percorso avviato:

«Con questo progetto abbiamo voluto compiere un passo in più nella conoscenza della nostra comunità, mettendo al centro le persone e le loro esperienze.

Vivere soli non significa necessariamente essere soli, ma è importante saper riconoscere per tempo le situazioni in cui l’autonomia rischia di trasformarsi in fragilità.

Ascoltare direttamente i cittadini ci consente di comprendere meglio i bisogni reali del territorio e di costruire risposte più adeguate, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni, la partecipazione e la qualità della vita.

È questo il senso di un welfare che non si limita a intervenire quando emerge una difficoltà, ma lavora per prevenirla».

Per Silvano Crecchi, presidente di Belvedere S.p.A., il progetto rappresenta anche un’importante occasione di collaborazione tra istituzioni e territorio:

«Belvedere ha sostenuto con convinzione questo progetto, riconoscendone l’indubbio valore sociale e la capacità di tradurre l’ascolto dei cittadini in una migliore comprensione dei bisogni del territorio.

È un’occasione importante per rinnovare la collaborazione con le istituzioni pubbliche, come già avvenuto in altre circostanze, mettendo a disposizione competenze e risorse per contribuire al benessere della comunità.

Incrociare i bisogni delle persone con la capacità di risposta delle istituzioni significa lavorare insieme per costruire interventi sempre più mirati, efficaci e vicini ai cittadini».

Come ha spiegato il sindaco Renzo Macelloni a VTrend, il percorso non è ancora concluso, ma ha già restituito indicazioni considerate significative.

L’amministrazione ha scelto di lasciare spazio a tutte le persone interessate a partecipare, offrendo loro la possibilità di confrontarsi con gli esperti coinvolti nel progetto.

L’indagine non si limita a esaminare i bisogni sanitari e sociali già intercettati dai servizi di assistenza, ma cerca di capire più a fondo che cosa vivano le persone che abitano da sole e quali siano le loro necessità quotidiane.

«Uno degli elementi più importanti emersi finora è quello di avere luoghi dove ritrovarsi, dove incontrarsi. In sostanza, ci chiedono vita sociale, vita associativa», ha sottolineato Macelloni.

Un’indicazione che, se confermata dal proseguimento della ricerca e da eventuali riscontri più ampi a livello della Valdera, potrebbe aprire nuove riflessioni sulle politiche sociali e sulle modalità con cui le amministrazioni locali possono rispondere alle esigenze dei cittadini.

Per il sindaco di Peccioli, la questione non riguarda necessariamente soltanto la disponibilità di risorse economiche o l’erogazione di servizi materiali.

Una parte importante della risposta potrebbe passare dalla creazione di occasioni di incontro e dalla possibilità di costruire legami, mantenendo allo stesso tempo la propria autonomia.

«Più che offrire risposte esclusivamente materiali, penso che ci sia bisogno di stabilire relazioni, che sono vitali per tutti noi e sembrano esserlo ancora di più per le persone in età avanzata», ha dichiarato.

Tra le ipotesi indicate dal primo cittadino c’è anche quella di coinvolgere direttamente le persone che vivono sole e che hanno maggiori possibilità di attivarsi, affinché possano contribuire a creare contatti e favorire nuove occasioni di socialità.

L’obiettivo, dunque, è individuare strumenti e modalità di intervento che aiutino a contrastare l’isolamento senza compromettere l’indipendenza individuale.

Un lavoro che, secondo Macelloni, richiede soprattutto un diverso approccio organizzativo e una maggiore attenzione alla dimensione delle relazioni.

Il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni. Foto di VTrend

LE FIGURE PROFESSIONALI COINVOLTE

Per superare le ritrosie iniziali e garantire un’adesione del tutto volontaria, tutelata anche dal punto di vista della privacy, l’intervento si è avvalso di una coppia operativa sul campo, con ruoli distinti e complementari.

Da un lato, l’ex maresciallo dei Carabinieri di Peccioli, referente rassicurante e riconosciuto sul territorio, ha contribuito a instaurare un primo contatto basato sulla fiducia; dall’altro, una psicologa ha garantito uno spazio d’ascolto sicuro, neutrale e protetto per affrontare i temi delicati oggetto del progetto.

ATTIVITÀ DI ASCOLTO CAPILLARE

In questa cornice integrata, i cittadini sono stati invitati a partecipare a colloqui che non si sono configurati come una semplice raccolta di dati, ma come uno spazio attivo di prima accoglienza e orientamento per la cittadinanza, capace di intercettare le fragilità e indirizzarle verso i servizi territoriali.

Il percorso di ascolto si avvia alla conclusione e ha già registrato una partecipazione diffusa. Sono stati svolti 140 colloquinelle sedi del capoluogo e delle frazioni di Fabbrica, Legoli e Ghizzano.

In parallelo, il percorso ha incluso visite domiciliari per persone con ridotta mobilità e incontri dedicati ai caregiver di persone non autosufficienti, accolti per offrire comunque un canale di ascolto e intercettare il carico assistenziale, pur trattandosi di figure non incluse originariamente nel campione d’indagine.

MAPPA DEI BISOGNI SU QUATTRO AREE

Dall’ascolto dei cittadini è emersa una mappa di bisogni articolata su quattro aree:

1. Socializzazione e cultura: luoghi fisici di ritrovo e attività ricreative condivise – laboratori, cinema, eventi ed escursioni – per superare l’isolamento, stimolare le funzioni cognitive e rafforzare la vita di comunità.

2. Prossimità e mobilità: reti di vicinato e volontariato per le piccole incombenze quotidiane, come la spesa, l’acquisto di farmaci e la compagnia, affiancate da una navetta comunale per garantire gli spostamenti verso servizi sanitari, uffici e centri di aggregazione.

3. Salute psicosociale preventiva: attività motoria, allenamento cognitivo, sportello psicologico e teleassistenza con contatto umano.

4. Inclusione digitale: un servizio di alfabetizzazione e affiancamento informatico per semplificare l’uso della tecnologia e facilitare l’accesso autonomo ai servizi online sanitari e comunali.

Da sx dott.ssa Giulia Galletti, psicologa del progetto e Domenico Casciello, ex maresciallo dei Carabinieri di Peccioli

La dott.ssa Giulia Galletti, psicologa del progetto, evidenzia il valore delle indicazioni emerse dai colloqui:

«L’ascolto dei cittadini ha portato alla luce un messaggio chiaro: chi vive solo non cerca l’isolamento, ma chiede luoghi e occasioni per stare insieme. È proprio questo bisogno primario di relazione, unito ai temi della mobilità, della prevenzione della salute e dell’inclusione digitale, a tracciare la rotta da cui deve ripartire il nuovo welfare di comunità di Peccioli».

I temi emersi tracciano la strada per la programmazione futura dell’Amministrazione Comunale di Peccioli, che prende in carico le istanze della cittadinanza per trasformarle in nuove linee di intervento e servizi strutturati.

Al contempo, è auspicabile che le evidenze raccolte possano favorire l’apertura di un tavolo di riflessione con le altre realtà della Valdera, ponendo le basi per una lettura condivisa dei bisogni e per lo sviluppo di possibili azioni coordinate a livello territoriale.

La direttrice della Zona Distretto Alta Val di Cecina e Valdera, Michela Profeti, a VTrend: 

«Si tratta di una bellissima iniziativa, perché significa stare vicini al territorio e conoscerne le esigenze. Intervistare le singole persone permette di cogliere ogni aspetto, comprendere di cosa hanno realmente bisogno e creare servizi capaci di rispondere a esigenze concrete.

È importante promuovere attività che mettano in relazione le persone più anziane con quelle più giovani, favorendo lo scambio tra generazioni, mantenendosi attivi e tramandando le tradizioni, come lavorare a maglia.

Sono attività che permettono di lavorare con le mani, ma anche con la testa, stimolando la mente e creando occasioni di incontro e condivisione».

Anche Jonathan Canini era presente a Peccioli, con un intervento caratterizzato da estratti dei suoi diversi spettacoli.

«È un testo toscano, con alcuni dei miei personaggi: speriamo che piacciano», ha raccontato. Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti, gli spettacoli ripartiranno il 6 novembre da Perugia, per poi proseguire con un tour in giro per l’Italia.

Jonathan Canini. Foto di VTrend

 

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