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Turismo 2024 in Toscana, come è andato? I dati

17:23

2024 anno positivo, cresce la domanda internazionale

Il 2024  e i primi mesi del 2025 confermano la qualità e la competitività della Toscana turistica, attestata dal gradimento del mercato internazionale.  La riduzione del potere d’acquisto delle famiglie italiane, già in atto a partire dagli effetti della crisi del 2008, ma accentuata dal Covid e  dall’ondata inflazionistica del 2022-23, determina il protrarsi della debolezza della domanda interna; il 2024 segna il grande ritorno dei mercati asiatici e la persistenza della crescita dal continente americano; la Toscana affronta le sfide del cambiamento tecnologico e della sostenibilità del sistema turistico in un quadro geopolitico più complesso. Il rapporto Irpet sul turismo in Toscana (https://www.irpet.it/rapporto-sul-turismo-in-toscana-la-congiuntura-2024-e-il-primo-quadrimestre-2025/) prova, poggiandosi su questi elementi, a fare un quadro della situazione nel 2024 e ad individuare il trend per i prossimi mesi. La presentazione oggi a Palazzo Strozzi Sacrati.

La Toscana nel 2024
Il 2024 è stato un anno positivo con un aumento degli arrivi del +5,9% e delle presenze del +4,1% rispetto all’anno precedente. È stato anche l’anno del definitivo recupero rispetto ai flussi pre-pandemia. Si accentua la contrapposizione tra mercato interno ed estero: all’aumento delle presenze straniere (+10,3%), in particolare dagli altri continenti (+17,5%) ma anche europee (+6,9%), fa da contraltare la diminuzione degli italiani (-3,4%) penalizzati dalla riduzione dei redditi reali. Diminuiscono i turisti dal Sud Italia ma anche dalle principali regioni del Nord, tradizionali clienti forti della Toscana.

I principali mercati nazionali e internazionali
La spinta maggiore esercitata dai mercati internazionali arriva dai paesi extra-europei (+17,5%), in particolare dall’Asia (+35,5%, pur mancando ancora oltre un quinto delle presenze 2019). Il mercato latino-americano ha segnato un +21,9% ed ha superato il livello pre-pandemia del +13,9%. Rilevante l’impatto di quello nord-americano (+13,6%) e superiore del 43% ai livelli 2019. Crescono anche il mercato dell’Europa occidentale (+6,5% e +15% rispetto al 2019), paesi scandinavi (+11,4%) ed Est Europa (+9,2%).

Destinazioni e prodotti turistici
Le principali città d’arte sono le mete preferite (+9,2%), in particolare l’area fiorentina (+11,6%). Ambiti d’arte e termali non hanno comunque ancora recuperato il dato pre-pandemia. Sempre trainata dal turismo internazionale è la crescita registrata nel 2024 dalle aree collinari (+3,1%) e montane (+3,6%). Meno positivo invece il dato delle destinazioni balneari (+0,6%): anche qui al dato negativo del turismo interno (-3,1%) si contrappone quello positivo del turismo straniero (+7,1%).

Tipologie ricettive
Segno positivo per l’alberghiero di fascia superiore, concentrato nelle città d’arte (presenze +3,7% nei 5 stelle e +3,2% nei 4 stelle). Penalizzate invece le strutture di fascia più bassa (-5,5% alberghi a 1 stella, -2,7% i tre stelle) e quelle relativamente più presenti lungo la costa e meta del turismo nazionale (case per ferie -14,8%, villaggi turistici -3%, campeggi -5,1%). Più contenuto rispetto agli anni scorsi ma soddisfacente il dato degli Agriturismi (+1,9%). Ad emergere è invece la crescita delle presenze nelle locazioni turistiche brevi non professionali (+64,4%) e professionali (+39,1%).

Il lavoro
Il sistema turistico regionale si conferma una filiera produttiva che genera lavoro per i toscani. Dopo un 2023 con un saldo positivo tra nuove assunzioni e cessazioni di oltre +16 mila contratti, anche il 2024 si caratterizza come un’annata di espansione seppur più moderata (+4.451 il saldo delle posizioni lavorative). Aumenta la quota del saldo dei contratti a tempo indeterminato e in apprendistato sul totale, che passa dal 27% del triennio 2017-2019 al 56% del triennio 2022-2024.

Primi mesi 2025
L’affievolimento graduale dei flussi nel 2024 e nei primi quattro mesi del 2025 indicano una stagnazione delle presenze (-0,4%), trend confermato anche a maggio. Il dato peggiore nelle aree balneari (-15%), in parte bilanciato da quello nelle città d’arte (+4%). Più stabili i flussi nelle aree di campagna (+ 0,2%) e in lieve regresso in quelle montane (-1,4%). Resta ancora forte la spinta della componente extra-europea (+9,2%), non solo nelle città d’arte. Flessione ulteriore dei flussi nazionali (-8,6%) a cui si aggiunge la riduzione degli europei nelle destinazioni costiere (-6,8%), in particolare dalle nazioni di lingua tedesca.

“I dati presentati da Irpet – ha dichiarato il presidente Eugenio Giani – confermano la vitalità del nostro settore turistico, uno dei motori dell’economia toscana. La crescita registrata, soprattutto nei confronti del mercato internazionale, è il frutto del lavoro sinergico di tutti gli attori del sistema: dagli operatori turistici alle istituzioni, dai cittadini alle imprese. La congiuntura sfavorevole ha colpito il turismo interno. Tante famiglie devono fare i conti con una situazione economica che le penalizza. Grazie al nuovo Testo Unico e al lavoro di tutto il settore va impostata una riflessione approfondita che permetta di creare un’offerta più attenta ed economicamente sostenibile. Un grazie sentito a chi, ogni giorno, contribuisce a rendere la Toscana una meta unica al mondo, coniugando tradizione, innovazione e sostenibilità. Continuiamo su questa strada, valorizzando le nostre eccellenze e promuovendo un turismo sempre più inclusivo e di qualità”.

“Nel 2024  – ha detto l’assessore a economia e turismo Leonardo Marras – il settore turistico ha registrato un ritorno ai livelli pre-pandemia, dimostrando una forte capacità di ricostruzione e rilancio della propria competitività. L’aumento dei visitatori internazionali rappresenta un segnale decisamente positivo. Tuttavia, si tratta di un equilibrio ancora fragile, messo alla prova da fattori esterni come turbolenze internazionali e oscillazioni del dollaro. I primi mesi 2025 mostrano già segnali di incertezza, che il settore deve saper leggere per avviare una riflessione attenta sull’offerta turistica. Persistono inoltre le difficoltà del turismo interno, con molti italiani che devono fare i conti con risorse economiche limitate. Questo tema merita un approfondimento: è necessario ripensare l’offerta per renderla più accessibile al turista italiano e, allo stesso tempo, cogliere le opportunità derivanti dalla riapertura di mercati importanti, come quello asiatico. Per affrontare questioni come la congestione in alcune aree – ha proseguito Marras -, la Toscana ha adottato un nuovo Testo Unico, che mette a disposizione strumenti concreti per migliorare l’accessibilità, promuovere la sostenibilità e rafforzare la collaborazione tra ambiti territoriali nell’organizzazione dell’offerta. Nonostante alcune modifiche apportate dal governo, la Regione proseguirà con determinazione su questa strada. Il 2025 sarà un anno cruciale per verificare l’efficacia degli strumenti messi in campo”.

“Il 2024 – ha spiegato il curatore del rapporto, Enrico Conti – è stata una buona annata per il settore turistico toscano, soprattutto per la risposta del mercato internazionale. Meno bene invece per quello interno e la sua debolezza va imputata a due fenomeni. Da un lato la stagnazione dei redditi delle famiglie italiane, che ormai va avanti dal 2008 e che ha ridotto la possibilità di fare vacanze, soprattutto per i ceti meno abbienti. Dall’altro per la propensione di quelli medio-alti a scegliere mete fuori dall’Italia. In quanto ai prodotti – ha aggiunto Conti – bene le città d’arte, ma anche  collina e montagna. Da valutare positivamente le politiche intraprese dalla Regione per diversificare e orientare i flussi: questo sta diventando un fattore molto importante, proprio in termini di sostenibilità, sociale, ambientale ed economica, per chi visita e per chi accoglie. Senza poi tralasciare il cambiamento climatico, che sempre più inciderà sulla capacità di tante destinazioni di offrire servizi turistici adeguati e di qualità”.

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