Il sindaco Bandecchi alza bandiera bianca: asta deserta, la Ternana è fuori dal professionismo. Un posto in Serie C si libera, e i granata guardano con attenzione.
PONTEDERA – La notizia che il Pontedera aspettava, anche se arriva dalla storia triste di un altro club. Oggi, 12 maggio 2026, il termine fissato per la presentazione delle offerte all’asta giudiziale è scaduto nel silenzio. Nessun offerente si è presentato. La Ternana Calcio, cento anni di storia dalla Serie A ai dilettanti, è fuori dal calcio professionistico.
Pochi minuti prima della scadenza, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi aveva già alzato bandiera bianca: «Sono dolente di dover comunicare che qualunque tentativo di salvare la Ternana calcio da parte mia e da parte del Comune di Terni è fallito».
Cosa è successo
La cordata di imprenditori guidata da Fabio Splendori, che in mattinata si era detta pronta a depositare il 10% della base d’asta, si è ritirata all’ultimo momento. A bloccare tutto, secondo Bandecchi, sono stati due ostacoli insormontabili: l’incertezza sulla gestione del debito societario e oltre dieci punti di penalizzazione che la FIGC non avrebbe condonato ai nuovi proprietari. Una condizione che rendeva, di fatto, impossibile qualsiasi progetto credibile di rilancio.
Il termine delle ore 12 è scaduto senza che nessun offerente si presentasse. Domani mattina, mercoledì 13 maggio, i curatori fallimentari accerteranno ufficialmente l’assenza di offerte e decreteranno l’asta deserta. A quel punto la Ternana sarà cancellata dal calcio professionistico. La ripartenza, se ci sarà, avverrà dai campionati dilettantistici, con un nuovo bando che il sindaco Bandecchi dovrà aprire per trovare soggetti interessati a far rinascere il club rossoverde.
A fare eco alle parole del sindaco è arrivata anche la voce di Massimo Sarandrea, l’advisor che ha lavorato per conto di Splendori. «Sapevo fin dal primo istante che sarebbe stata una partita da giocare oltre i novanta minuti“, ha dichiarato a Tag24Umbria, lasciando però uno spiraglio volutamente criptico: «Questo non significa che sia finita qui, perché ora spetterà al regolatore e alle istituzioni valutare se il nostro progetto potrà soltanto risultare più lungo». Parole che non chiariscono su quale piano si potrebbe ancora giocare la partita per la Ternana.
Cosa significa per il Pontedera
Si tratta di uno spiraglio: con la Ternana fuori dal professionismo, un posto in Serie C 2026/27 si libera. È il primo tassello concreto che si muove a favore delle retrocesse, e arriva prima ancora del 16 giugno, la data entro cui le società di Serie C devono presentare domanda di iscrizione.
Il Pontedera, che nella graduatoria delle riammissioni parte da una posizione di svantaggio con soli 3 punti su 9 nel criterio classifica, guadagna uno scenario improvvisamente più favorevole. Non è ancora una certezza assoluta, bisognerà attendere la conferma ufficiale di domani, ma il primo posto vacante nell’organico della Serie C 2026/27 è di fatto aperto.
La strada è ancora lunga
Un posto liberato non basta da solo. Il Pontedera è quinto nella graduatoria delle riammissioni, dietro Torres o Bra, Foggia, Virtus Verona e Pro Patria. Per rientrare in Serie C serviranno altri posti vacanti, oltre a soddisfare tutti i requisiti economici e infrastrutturali previsti dalla FIGC, tra cui il contributo straordinario di 300.000 euro e le fideiussioni bancarie richieste.
Ma oggi, per la prima volta dalla retrocessione, il calendario lavora dalla parte giusta. Le vicende societarie delle altre, quelle che i tifosi granata sono stati invitati a seguire con attenzione, stanno già cominciando a fare il loro corso.



