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Pontedera (C)i spera

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La strada per il ritorno in Serie C è stretta, ma il caos economico che agita diverse società potrebbe riscrivere tutto. La società granata vuole farsi trovare pronta per rientrare in Serie C dalla porta di servizio. Il punto della situazione.

PONTEDERA – La retrocessione sul campo è una ferita ancora aperta, ma per la società granata la partita è tutt’altro che finita. Da quando il Pontedera ha salutato la Serie C, BR Football Italia, la società controllata dalla brasiliana Sportheca, ha ribadito con forza che resterà al timone del club e che farà di tutto per presentare la domanda di riammissione alla Serie C.

Riammissione o ripescaggio: non è la stessa cosa

Prima di alimentare speranze, è bene capire di cosa si parla. Riammissione e ripescaggio sono due procedure distinte, spesso confuse nel linguaggio comune ma nettamente separate nei regolamenti federali.

La riammissione riguarda esclusivamente le società appena retrocesse dalla Serie C, che possono rientrare tra i professionisti se si crea una carenza di organico. La graduatoria si costruisce in base alla classifica finale della regular season, con criteri di spareggio in caso di parità: prima il maggior numero di vittorie, poi le reti segnate, poi le reti subite e, solo in ultima istanza, il sorteggio.

Il ripescaggio, invece, è una procedura più ampia che può coinvolgere anche club che non erano titolari del diritto sportivo a partecipare alla categoria. Per il Pontedera, la via della riammissione appare più percorribile.

Il nuovo ordine di priorità favorisce i granata?

Il Consiglio Federale ha mantenuto sostanzialmente l’impianto dello scorso anno, aggiornando però l’ordine di priorità nei ripescaggi in Lega Pro. Per la stagione 2026/27, in virtù del criterio dell’alternanza, la precedenza andrà a: una nuova Seconda Squadra di Serie A, poi a una retrocessa dalla Serie C, poi alla Serie D e infine a un’eventuale Seconda Squadra di Serie A già in D. L’anno scorso le retrocesse dalla C erano terza scelta; adesso sono seconde.

Chi sono i concorrenti e come funziona la graduatoria

Le squadre retrocesse dalla Serie C sono al momento otto su nove: Triestina, Pro Patria e Virtus Verona dal girone A; Rimini e Pontedera dal girone B; Trapani, Siracusa e Foggia dal girone C. Il nono nome uscirà dal playout tra Torres e Bra (andata vinta dalla Torres 0-1, ritorno il 16 maggio a Sassari). Triestina, Siracusa e Trapani e Rimini sono già escluse dalla riammissione per ragioni regolamentari. Le società rimaste in corsa sono quindi Torres o Bra, Foggia, Virtus Verona, Pro Patria e Pontedera.

Per stilare la graduatoria, la FIGC non si limita a ordinare le retrocesse per punti in classifica. Il sistema è più articolato: ogni squadra riceve un punteggio da 1 a 9 per ciascuno dei tre criteri, classifica finale della regular season, tradizione sportiva della città e media spettatori nelle stagioni dal 2021/22 ad oggi, e la graduatoria finale si ottiene con la formula: punteggio classifica x 0,5 + punteggio tradizione x 0,25 + punteggio spettatori x 0,25. Per quanto riguarda la classifica finale, l’unica delle tre già definibile, la graduatoria attuale è la seguente:

  • Torres o Bra – da definire il 16 maggio – 9 punti (ammesse)
  • Foggia – 8 punti (ammessa)
  • Siracusa – 7 punti (non ammessa)
  • Virtus Verona – 6 punti (ammessa)
  • Trapani – 5 punti (non ammessa)
  • Pro Patria – 4 punti (ammessa)
  • Pontedera – 3 punti (ammessa)
  • Triestina – 2 punti (non ammessa)
  • Rimini- 1 punto (non ammessa)

I granata partono quindi in svantaggio sulla voce che pesa di più, con soli 3 punti su 9. Per risalire la graduatoria, il Pontedera dovrà far valere tradizione sportiva e media spettatori. Sul fronte tradizione, i 14 campionati consecutivi in Serie C potrebbero rivelarsi un’arma importante: ogni stagione in Lega Pro vale 4 punti nel calcolo federale, e una storia lunga e ininterrotta nel professionismo pesa. La distanza dai concorrenti diretti, Virtus Verona e Pro Patria, è ancora tutta da misurare, ma il dato non è sfavorevole a priori.

Il Pontedera è quinto tra le squadre ammesse alla riammissione. Una posizione scomoda, che però non chiude le porte: tutto dipende da quanti posti si libereranno nell’organico della Serie C. Infatti, sono diverse le società in situazioni economico-finanziarie complicate. Scenari che potrebbero portare tali formazioni alla rinuncia del tentativo di iscrizione alla prossima stagione di Serie C e quindi far scattare le riammissioni.

Il caso più urgente è quello della Ternana, con l’asta giudiziale fissata per il 13 maggio che si avvicina a grandi passi. Nelle ultime ore si starebbe facendo largo l’ipotesi di una cordata di quattro imprenditori. I calciatori starebbero inoltre valutando la rinuncia a diverse mensilità per abbattere il monte debiti. Dopo l’asta, i nuovi proprietari dovranno trattare con FIGC e Covisoc un debito federale stimato in 4,1 milioni di euro per ottenere l’iscrizione al campionato entro il 6 giugno. Se l’operazione non dovesse andare in porto, la Ternana non si iscriverebbe alla Serie C 2026/27, e quel posto potrebbe aprirsi per le retrocesse.

Situazione analoga, ma non ugualmente grave, per il Siracusa: i siciliani, già esclusi dalla graduatoria delle riammissioni per ragioni regolamentari, nelle ultime settimane hanno evitato la liquidazione giudiziale all’ultimo momento, ma restano debiti, ritardi nei pagamenti e una gestione che ha già portato a penalizzazioni in classifica. Se non dovessero iscriversi alla prossima Serie C, si libererebbe un ulteriore posto nell’organico.

Il nodo Bra e il caso Foggia

Proprio il Bra è un nome da tenere d’occhio, indipendentemente dall’esito del playout contro la Torres. La società piemontese ha disputato l’intera stagione lontano da casa, al “Giuseppe Sivori” di Sestri Levante, sostenendo un costo di circa 12mila euro a partita. Un problema di impianto che potrebbe aggravarsi: sia il Vado, vincitore del campionato di Serie D, che il Ligorna, impegnato nei playoff per la promozione, potrebbero avere necessità di utilizzare lo stesso stadio di Sestri Levante per la prossima stagione. Se così fosse, il Bra si troverebbe senza impianto, un ostacolo potenzialmente insormontabile per ottenere la Licenza Nazionale, che richiede requisiti infrastrutturali precisi.

Anche il Foggia è un osservato speciale. I rossoneri hanno salutato il professionismo domenica scorsa con la sconfitta interna contro la Salernitana, al termine di una stagione amara. In graduatoria per la riammissione precedono il Pontedera con 8 punti nel criterio classifica. Ma è nel ripescaggio che la piazza rossonera potrebbe diventare ancora più pericolosa: la procedura, distinta dalla riammissione, tiene conto per il 25% della tradizione sportiva e per il 25% della media spettatori, due voci su cui il Foggia, storicamente, ha ben poco da invidiare a chiunque.

Le date da segnare in rosso

Il calendario è serrato e scandito da due scadenze fondamentali.

16 giugno 2026: termine perentorio entro cui tutte le società di Serie C dovranno depositare alla Lega la domanda di ammissione al campionato 2026/27, con tassa di iscrizione e richiesta di Licenza Nazionale. Da quel momento si capirà quanti posti si libereranno davvero nell’organico.

20 luglio 2026: termine ultimo per presentare domanda di integrazione dell’organico, ovvero riammissione, sostituzione o ripescaggio. La domanda non è gratuita: le società dovranno allegare un assegno circolare intestato alla FIGC di 300.000 euro a titolo di contributo straordinario un esborso definitivo e immediato. Ma il comunicato ufficiale FIGC n. 219/A del 6 maggio 2026 prevede anche requisiti di solidità finanziaria aggiuntivi: due fideiussioni bancarie a favore della Lega, rispettivamente da 350.000 e 300.000 euro. Non si tratta di pagamenti diretti, ma di garanzie che una banca emette solo a fronte di una situazione patrimoniale solida. In sostanza, chi vuole rientrare in Serie C deve dimostrare di avere le spalle economiche per farlo, non basta la volontà.

La speranza c’è ma l’attesa sarà lunga

La strada è in salita e dipende da fattori largamente esterni alla volontà del Pontedera. Tutto dipende da quante squadre non riusciranno a iscriversi alla Serie C entro il 16 giugno: solo allora si capirà se e quanti posti si libereranno per le retrocesse. La società granata ha scelto la strada della chiarezza: ci crede, ma senza alimentare false illusioni. Ai tifosi granata non resta che aspettare luglio, e seguire con attenzione le vicende societarie delle altre.

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