Al termine della partita fra Italia e Serbia, il commissario tecnico Soncin ha analizzato i 90 minuti disputati quest’oggi.
Al termine della gara di oggi alla Cetilar Arena di Pisa, il tecnico dell’Italia Andrea Soncin ha analizzato la prova della sua Nazionale contro la Serbia con lucidità e chiarezza. Il confronto ha lasciato più di uno spunto positivo: la squadra ha mostrato buoni segnali anche in ottica futura.
L’allenatore azzurro ha parlato anche di qualche singolo e della prestazione offerta nella giornata odierna. Ora testa all’ultima sfida del girone contro la Svezia del prossimo 9 giugno, match tutt’altro che scontato.
Le dichiarazioni di Soncin
«L’aspetto principale è stato quello di credere nelle nostre idee e qualità. Ho chiesto alla ragazze maggiore rapidità di piedi e di scelta nel secondo tempo. La Serbia sa mettere in difficolta molte avversarie, eravamo consapevoli di ciò. L’obiettivo era vincere, ma all’interno della partita ci sono tante fasi diverse e niente e scontato. Nella Serbia ci sono molte giocatrici che militano in top club europei».
«Le mie calciatrice mi permettono di variare moduli e schemi, sono fortunato in questo. Quando sento parlare di sistemi di gioco faccio fatica a capire realmente di cosa si parli. La mia squadra è camaleontica e questo è un punto di forza. Bergamaschi si fa sempre trovare pronta quando chiamata in causa, il gol la ripaga.
È stato bello giocare a Pisa, il pubblico ha capito l’andamento della partita. Ringraziamo tutti quello che ci hanno seguito. Adesso pensiamo alla Svezia, dobbiamo prepararci al meglio. Bonansea ha quella bella capacità di mettersi sempre in discussione, dopo una certa età è fondamentale questo aspetto. Il mio compito principale è convincere le mie giocatrice che possono essere determinati. Dobbiamo avere fiducia nel percorso».
A cura di Matteo Casini




