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Pontedera riparte da Quintieri e Mascara: «Costruiamo basi solide, senza promettere miracoli»

14:43

Presentati in sala stampa il nuovo direttore sportivo e il tecnico Mascara, collegato dalla Sicilia per l’emergenza Etna. Il presidente Nikitiuk sull’addio di Caponi: «Come tutti gli altri, nessuno scappa dalle proprie responsabilità». La nuova società chiede fiducia, stasera i tifosi si riuniranno davanti lo stadio.

PONTEDERA – Nella sala stampa dello stadio Ettore Mannucci, presenti anche di alcuni tifosi, la società granata ha presentato il nuovo direttore sportivo Simone Quintieri, affiancato dal presidente Gustavo Nikitiuk, e il nuovo allenatore Giuseppe Mascara era collegato in videochiamata dalla Sicilia. Il tecnico non è riuscito a raggiungere Pontedera a causa dell’attività eruttiva dell’Etna, che lo ha bloccato sull’isola.

L’incarico a Quintieri, ex calciatore con un passato in maglia granata nella stagione 2005/06, era stato ufficializzato dal club lo scorso 19 giugno. Il contratto tra le parti avrà la durata di una stagione.

Una giornata, quella di oggi, che porta con sé anche un secondo appuntamento: alle 21 è in programma un’assemblea pubblica convocata dagli ultras della gradinata nord “Diego Savelli”, che chiedono chiarezza alla proprietà brasiliana dopo la retrocessione in Serie D.

Il presidente Nikitiuk: «Una società con basi solide, senza promettere miracoli»

Ad aprire la conferenza è stato il presidente Gustavo Nikitiuk: «Oggi si inizia un nuovo percorso. Prima di tutto devo ringraziare i tifosi che ci sono stati accanto in questo momento difficile. La retrocessione è stata una grande amarezza. Dobbiamo costruire un nuovo Pontedera senza promettere i miracoli a nessuno, si deve costruire una società con basi solide, con un progetto, con un settore giovanile provenienti dal territorio. Si deve lavorare tanto. Siamo consapevoli che è un percorso difficile ma siamo fiduciosi per la scelta del nuovo direttore sportivo e di un professionista come Giovanni Vaglini che ci darà una grande mano».

Sul passato recente della gestione, Nikitiuk ha ricordato: «Quando siamo arrivati a Pontedera abbiamo condiviso e accompagnato con la vecchia società tutte le decisioni che sono state prese». Il presidente ha poi raccontato: «A febbraio, vista la situazione in classifica, avremmo potuto tirarci indietro e non comprare più il Pontedera ma sarebbe stato troppo facile. La società ha affrontato e sofferto fino alla fine del campionato. Il nostro progetto e le nostre idee non potevamo metterle in pratica in quella situazione, dovevamo essere concentrati sulla salvezza».

Guardando al futuro ha detto il presidente: «Oggi con un nuovo direttore sportivo, con un nuovo allenatore e con la consulenza di Vaglini costruiamo una nuova strada per il futuro del Pontedera». Non sono mancate critiche alla precedente gestione societaria: «Prima di noi non c’era futuro, si giocava per mantenere la categoria e basta. Non c’era progetto. Certamente è stato fatto tantissimo per restare in serie C ma non c’era un progetto che andava oltre. Oggi il nostro progetto è costruire, piano piano, una strada che vada oltre la Serie D». Nikitiuk ha infine chiesto pazienza alla tifoseria: «Oggi ci vogliono i fatti, la tifoseria sarà contenta quando inizieremo a vincere. Capisco i dubbi dei tifosi, rispettiamo la loro opinione».

Quintieri: «Squadra quasi completata, obiettivo salvezza per ripartire»

Il nuovo direttore sportivo ha spiegato le ragioni della scelta granata: «Ho accettato Pontedera con grande convinzione, una società sicuramente seria. Per me è la fondamentale trovare un ambiente dove la programmazione, l’organizzazione e il lavoro siano presenti».

Sul mercato e sugli obiettivi stagionali: «La costruzione della squadra è quasi completata, mancano gli ultimi tasselli. Quest’anno sarà un anno di ripartenza, che deve sicuramente mantenere la categoria. L’obiettivo deve essere quello di salvarci per costruire qualcosa di importante per l’anno dopo. La squadra sarà composta di giovani, sicuramente minimo 9, (visto che c’è l’obbligo di schierare in campo per l’intera durata della partita almeno tre giovani calciatori, ndr). La mancanza di esperienza andrà compensata con altri giocatori che hanno già presenze in serie D».

Sulla scelta del tecnico Mascara, ha detto il neo Ds: «Giuseppe ha sposato le nostre idee, è un allenatore molto attento alla crescita del settore giovanile».

Mascara: «Un onore, vogliamo creare qualcosa che duri»

Bloccato in Sicilia dall’emergenza legata all’attività eruttiva dell’Etna, il nuovo allenatore Giuseppe Mascara ha seguito la conferenza in videochiamata: «Un onore per me far parte del Pontedera, una società storica che negli ultimi 14 anni ha sempre fatto il professionismo. Per me è una chance molto importante».

Sul progetto tecnico: «La nostra volontà è quella di creare qualcosa che duri nel tempo». E ancora: «Stiamo costruendo una squadra competitiva fatta di giovani. Nella mia carriera ho lavorato con i giovani e mi piace. Pontedera per i giovani deve essere un punto di partenza. Negli anni Pontedera ha dimostrato di essere riuscita a tirar fuori dei signori calciatori».

Mascara ha poi sottolineato la necessità di ricompattare l’ambiente: «Adesso mancano le componenti per creare una famiglia e un ambiente coeso con la gente, i tifosi, la società e la stampa». Sul piano tattico: «A livello tattico ho sempre preferito e avuto la possibilità di giocare con 4-3-3 però bisogna sempre adattarsi in base ai calciatori e capire come metterli nella posizione per farli rendere al meglio».

Il caso Caponi: «Nessuno scappa dalle proprie responsabilità»

Interrogato sull’addio di Andrea Caponi, il presidente Nikitiuk non ha lasciato spazio a dubbi: «Perché Andrea Caponi non può far parte del Pontedera? Perché abbiamo un progetto diverso, ad Andrea Caponi ho detto che la porta del Pontedera resterà sempre aperta per lui quando smetterà di giocare. Non è questione economica o personale con Caponi. Per noi Andrea Caponi è uno dei tanti calciatori che l’anno scorso ha perso 18 partite consecutive e ha portato alla retrocessione. Caponi non è diverso dagli altri, Caponi è come tutti gli altri. Nessuno scappa dalle proprie responsabilità. Oggi preferisco dare spazio a un giovane del settore giovanile per costruire il futuro».

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