Ecco il bilancio 2025 del welfare comunale tra sostegni alle famiglie e nuove strutture per l’inclusione sociale.
Il 9 per cento della spesa corrente per quasi 3,7 milioni di euro, in aumento rispetto all’anno passato. Oltre 1000 persone assistite, a vario livello. Tanti progetti realizzati e molti in campo. Il Comune di Pontedera fa il punto sugli interventi in ambito sociale.
“Una rete di protezione messa in campo a difesa dei soggetti più deboli” – dice il sindaco Matteo Franconi – “Una scelta politica ben delineata che mette al centro la persona e i pilastri della cura, della prossimità e dell’uguaglianza, rafforzando il concetto di welfare di cittadinanza in collaborazione con i soggetti del terzo settore.”
“In ambito sociale” – spiega la vicesindaca Carla Cocilova che, in Giunta, detiene una delega specifica – “Non arretriamo di un millimetro, ma anzi, pur a fronte di tagli arrivati dal Governo centrale, continuiamo a tenere la barra dritta”.
Il 2025 si è chiuso con numeri importanti. Parte delle risorse stanziate dal bilancio vengono destinate, sempre in ambito sociale, a due realtà delle quali Pontedera è protagonista: Società della Salute Valdera-Valdicecina e Unione Valdera. Le voci, nel primo caso, sono quelle relative a trasferimenti per, tra gli altri, contributi anziani non autosufficienti, centri diurni, assistenza domiciliare, disabilità. E vari servizi socio sanitari come, ad esempio, co-housing, ludobus, trasporto sociale, contrasto alla dispersione scolastica. Nel caso dell’Unione Valdera i fondi vengono destinati ad altri settori, come ad esempio quello del contributo affitti e dell’aiuto per gli indigenti. Un’altra fetta resta in cassa a Palazzo Stefanelli per interventi diretti.
Gli uffici lavorano a pieno regime, con la sede principale dislocata in via Fratelli Bandiera. Qui ha sede l‘Urp sociale, un ufficio di prima accoglienza dove le persone vengono accolte e indirizzate rispetto alle casistiche che si presentano. In realtà, il lavoro a monte viene fatto anche dalle assistenti sociali ( personale Asl e Unione Valdera) che collaborano fattivamente, nelle situazioni quotidiane, con il Comune. Tutto confluisce, periodicamente, nel lavoro della commissione di assistenza sociale, che prende atto dei casi, analizza ed eroga contributi. Qualche dato per rendersi conto della situazione locale. Solo nel 2025 gli uffici sociali di Palazzo Stefanelli, che spesso sono il tramite rispetto a richieste di aiuto, con fondi poi assegnati da soggetti terzi, hanno ricevuto quasi 200 domande per il bonus idrico e 60 per assegni di maternità, fatto l’istruttoria su quasi 400 carte di sostegno denominate “Dedicata a te” e accolto 240 richieste per il contributo affitti.
C’è poi tutto il versante dei contributi sociali, ordinari e straordinari. Nel primo caso il 2025 ha visto l’aiuto diretto di 473 famiglie per un totale di oltre 75mila euro. “Si tratta – spiega Cocilova – di sostegni economici di carattere continuativo, erogati generalmente con cadenza trimestrale e sempre sottoposti al vaglio della commissione multidisciplinare. Quella stessa sede dove si valuta anche lo straordinario e in questo caso parliamo di altri 45mila euro per quasi 200 famiglie aiutate a pagare le bollette, i servizi scolastici, ma anche i campi estivi e lo sport per i figli”.
Uno degli esempi di come funziona concretamente l’aiuto sul territorio è quello legato all’Emporio civico alimentare. La sede è in via Fratelli Bandiera e possono accedervi le famiglie, prese in carico dai servizi, che hanno i requisiti per farlo. “Per l’Emporio sono state aiutate in media ogni mese circa 90 famiglie, per un totale di 1060 nel 2025. Il totale dei buoni spesa distribuiti è di quasi 33mila euro. Presso l’emporio, oltre a ritirare i buoni spesa, è possibile “acquistare” beni di prima necessità: ai prodotti è assegnato un punteggio e ogni persona può spendere i punti che le vengono riconosciuti dalla commissione di assistenza sociale. La gestione dello spazio comunale – spiega ancora Cocilova – è della Rete Alimentiamo, con il supporto di Banco alimentare della Toscana”. Tra i vari interventi sociali in elenco da segnalare anche i contributi erogati da un fondo garanzia sulla casa, in caso di sfratti e le oltre cento esenzioni concesse in un anno su mensa, trasporti scolastici e pasti per il nido.
“La rete di aiuti è vasta e concorrono più soggetti in maniera sinergica – aggiunge Cocilova – ovviamente un grazie enorme va al volontariato, che fa da supporto a tanti servizi offerti e alle tante associazioni del terzo settore operative sul territorio. Proprio a queste realtà va il merito di essere presidi sul territorio. Disabilità, accessibilità, famiglie, marginalità, sportelli di ascolto, distribuzione beni di prima necessità, sportelli immigrazione, servizi per le donne, quelli di orientamento e per i diritti e contrasto alle discriminazioni. E una vastissima offerta di servizi per giovani e adolescenti, la nostra youth zone, e i numerosi doposcuola diffusi sul territorio. Recentemente abbiamo svolto una mappatura, pubblicata sul sito del Comune di Pontedera ( https://www.comune.pontedera.pi.it/pontedera-delle-culture/ ) dove è possibile reperire tutta una serie di informazioni utili, assieme a tutta la realtà dell’intercultura, anche questa consultabile sul sito ( https://www.comune.pontedera.pi.it/pontedera-delle-culture/cultura-e-animazione-sociale/ )”
Recentemente sono arrivate due strutture nuove, attive sul territorio: nella sede Asl di via Fleming il Pua ( Punto Unico di Accesso ) per rispondere ad ogni richiesta di aiuto a fini sociali e sanitari e la stazione di Posta ai Villaggi, per rispondere ai bisogni dell’alta marginalità. “Si sono chiusi i lavori al Crec Piaggio e vanno avanti quelli all’ex Montale di via Puccini, diventato nel tempo sempre più casa del volontariato- conclude la vicesindaca – la rotta del sociale è ampia e condivisa ma Pontedera non offre solo servizi, crea anche relazioni e diritti diffusi a 360 gradi”.





