La visione dell’immagini ha permesso agli uomini della Digos della Questura di Pisa di individuare il ragazzo, già noto alle forze dell’ordine.
L’utilizzo di una semplice app, motivato da gran senso civico e dalla volontà di preservare il valore storico della propria città, ha aiutato la Polizia di Stato ad individuare un giovane che si era reso autore dell’imbrattamento di Palazzo Matteucci, sede del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa e immobile di interesse storico-artistico, in Via Luigi Galvani.
Tutto era nato proprio da una segnalazione anonima sull’applicativo YouPol – app che permette di avere un contatto immediato con la Polizia in caso di necessità – con cui è stato trasmesso un file video che ritraeva un gruppo di ragazzi, durante la notte, intenti a chiacchierare, e uno di loro, con una bomboletta di vernice spray di colore rosso, imbrattare il muro dell’edificio.
La visione dell’immagini ha permesso agli uomini della Digos della Questura di Pisa di individuare il ragazzo, già noto alle forze dell’ordine in quanto aderente all’area antagonista locale e con svariati precedenti di polizia per reati in materia di ordine pubblico.
Lo stesso, è stato denunciato per il reato di imbrattamento di beni culturali e artistici, essendo Palazzo Matteucci sottoposto a vincolo di interesse storico-artistico ai sensi dell’art. 10, co. 1, d.lgs. n. 42/2004 mediante decreto n.529/2013 del 18.11.2013 emanato dal Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo. Anche UniPi aveva depositato una denuncia-querela contro ignoti per lo sfregio subito.
È fatta salva la presunzione di innocenza – in base agli artt. 27 della Costituzione, 6 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, 47 e 48 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea – delle persone sottoposte ad indagini preliminari, nonché la possibilità per le medesime di far valere, in ogni fase del procedimento, la propria estraneità ai reati per cui si procede. Fonte: Questura di Pisa





