Ponsacco, il presidente del Consiglio comunale Roberto Russo replica sulle tensioni del 10 settembre e chiarisce la questione.
PONSACCO. Dopo le tensioni registrate poco prima della seduta del Consiglio comunale dello scorso 10 settembre, arriva la precisazione del presidente del Consiglio comunale Roberto Russo, che interviene per chiarire la propria ricostruzione dell’episodio e respingere l’interpretazione secondo cui quanto accaduto sarebbe riconducibile al confronto politico interno a una componente della maggioranza.
«L’episodio richiamato rientra esclusivamente nell’esercizio delle funzioni proprie del Presidente del Consiglio Comunale e non ha alcuna attinenza con il confronto politico interno a una componente dell’attuale maggioranza», precisa Russo.
Il presidente ritiene quindi «doveroso», nei confronti dei cittadini di Ponsacco e dell’istituzione che rappresenta, chiarire alcuni aspetti della vicenda.
Al centro del confronto c’era anche la modifica della postazione consiliare e lo spostamento del relativo badge.
Russo precisa che «non è mai stato contestato ad alcun consigliere il diritto di avanzare una richiesta di spostamento». Secondo il presidente, la questione riguardava invece il fatto che fosse stata modificata una postazione, con il conseguente spostamento del badge, «senza che la Presidenza ne fosse stata preventivamente informata».
«Una modifica dell’assetto materiale dell’aula non può essere considerata una mera iniziativa individuale», sottolinea Russo, soprattutto quando questa può incidere «sulla collocazione e sulle esigenze organizzative degli altri consiglieri».
Il presidente richiama inoltre il diritto degli altri componenti dell’assemblea «ad essere rispettati e, ove direttamente interessati, coinvolti».
A sostegno della propria ricostruzione, Russo spiega che «alcuni consiglieri mi hanno segnalato tempestivamente l’avvenuto cambiamento di postazione».
Secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio comunale, prima dell’inizio della seduta la sua iniziativa sarebbe stata esclusivamente quella di chiedere chiarimenti.
«Prima dell’inizio della seduta mi sono quindi limitato a chiedere, in via del tutto informale, le ragioni per cui tale modifica non fosse stata preventivamente rappresentata alla Presidenza», afferma Russo.
Il presidente sceglie invece di non entrare ulteriormente nel merito del confronto verbale che ne è seguito.
«Non ritengo opportuno aggiungere altro sul confronto che ne è seguito, già ampiamente riportato dalla stampa e sui social», precisa.
Nella parte conclusiva della sua replica, Russo rivendica il proprio ruolo istituzionale e garantisce l’intenzione di continuare a svolgere le proprie funzioni nel rispetto delle prerogative dell’intero Consiglio comunale.
«La mia lealtà nei confronti delle Istituzioni rimane adamantina», afferma il presidente, aggiungendo che, «fino a quando avrò l’onore di ricoprire questo ruolo», continuerà «a garantire con imparzialità le prerogative di ogni singolo consigliere, di maggioranza e di opposizione».
L’impegno dichiarato è quello di operare «nel rispetto delle regole e del corretto e sereno funzionamento dell’assemblea».
La replica di Russo, dunque, mira a ricondurre l’episodio esclusivamente all’esercizio delle prerogative della presidenza del Consiglio comunale, escludendo un collegamento con eventuali dinamiche o contrasti politici interni alla maggioranza.
Il Presidente del Consiglio Comunale
Roberto Russo





