Caso Cerretini a Ponsacco: l’ex assessore Ferretti accusa il Comune di inerzia e parla di ingiustizia.
Dopo quasi dieci anni di battaglie legali, si chiude definitivamente la vicenda dell’edificio residenziale costruito in località Val di Cava, tra Ponsacco e Pontedera, ritenuto non conforme alle norme urbanistiche. Il Consiglio di Stato ha stabilito in via definitiva che la costruzione è abusiva, poiché realizzata in una zona soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta entro 50 metri dal bosco.
Nessuna possibilità di sanatoria, dunque: due sentenze hanno confermato sia la legittimità dell’ordine di demolizione già emesso dal Comune di Ponsacco, sia l’impossibilità di regolarizzare l’immobile.
Villetta della famiglia Cerretini, fine della battaglia legale: sarà demolita
Secondo i giudici, qualsiasi tentativo di rendere conforme la costruzione risulterebbe nullo, in quanto in contrasto con una decisione ormai definitiva. Il Comune dovrà quindi procedere con l’abbattimento dell’edificio, con costi a carico dei responsabili. La vicenda risale al 2015, quando la famiglia Cerretini aveva ottenuto permessi edilizi nell’ambito di un progetto agricolo per il recupero di volumi esistenti. Fin da subito, però, erano emerse contestazioni da parte dei proprietari confinanti, dando origine a un lungo contenzioso amministrativo, tra Tar e Consiglio di Stato, che ha sospeso per anni l’esecuzione della demolizione.
Ora, con la pronuncia definitiva, la parola fine è stata scritta: l’immobile dovrà essere abbattuto.
In questo contesto si inseriscono le dure dichiarazioni dell’ex assessore al sociale Samuele Ferretti, da tempo vicino alla famiglia Cerretini, che parla apertamente di “ingiustizia” e punta il dito contro l’amministrazione comunale.
«Un’altra pugnalata alle spalle a questa famiglia», afferma Ferretti. «Un’altra grande ingiustizia ha colpito Paola Cerretini e i suoi cari».
L’ex assessore ripercorre le tappe più recenti della vicenda, ricordando come nel giugno 2024 l’attuale sindaco Gabriele Gasperini si fosse esposto pubblicamente accanto alla famiglia, promettendo impegno per risolvere la situazione. «Fece un video davanti alla casa dei Cerretini – racconta – invitando i cittadini a votarlo e assicurando che avrebbe fatto il possibile per aiutarli».
Secondo Ferretti, un momento cruciale sarebbe arrivato nel luglio 2024, quando una sentenza apriva alla possibilità di valutare una sanatoria. «Per i Cerretini fu uno spiraglio di luce in una valle di disperazione», dice. «Ricordo ancora quella notte in cui, trovandomi a New York per lavoro, mi collegai con il sindaco, la famiglia e i legali: c’era grande entusiasmo».
Ma, sempre secondo la sua ricostruzione, qualcosa sarebbe cambiato dopo l’estate. «Dopo agosto 2024 il vento cambiò: venne deciso di non procedere con il riesame della sanatoria e di attendere le mosse della controparte».
Una scelta che Ferretti contesta apertamente: «Avevo sollecitato di eseguire la sentenza, vitale per i Cerretini, ma non è stato fatto». E ancora: «Alla fine si è arrivati all’udienza del marzo 2026 senza che il Comune presentasse nulla: né una sanatoria, né una difesa. In tutti questi mesi, neppure una parola di sostegno alla famiglia».
L’ex assessore respinge anche le possibili giustificazioni legate ai costi o all’incertezza dell’esito: «Non si può dire che sarebbe stato inutile tentare. La famiglia non è abusiva, andava aiutata come promesso ai cittadini».
Infine, l’affondo sulle possibili conseguenze economiche: «Si è persa un’occasione. Prima di demolire, si deve fare tutto il possibile per sanare, anche perché sanare costa meno che abbattere e risarcire. Il Comune potrebbe essere chiamato a risarcire la famiglia».
Ferretti chiude con un interrogativo polemico: «Perché tutto questo?», e un messaggio diretto a Paola Cerretini: «Siamo in tanti con te e non ti lasceremo mai sola».
Una vicenda che, nonostante la conclusione giudiziaria, continua a far discutere sul piano politico e umano.





