Il Como vola, il Pisa crolla: al Sinigaglia è dominio totale dei lariani, che travolgono i nerazzurri con un netto 5-0 al termine di una gara senza storia, segnata anche dalle pesantissime assenze in casa toscana – ben sette – che hanno inevitabilmente condizionato l’equilibrio del match.
La partita si mette immediatamente in salita per il Pisa. Al 7’ il Como è già in vantaggio con Assane Diao: prima occasione e subito gol. Il senegalese sfrutta un retropassaggio impreciso di Stefano Moreo, si invola e con un diagonale batte Nicolas, non perfetto nell’intervento. I lariani non rallentano e al 29’ trovano il raddoppio con Anastasios Douvikas: azione in transizione perfetta, avviata da Nico Paz e rifinita ancora da Diao, che serve un assist perfetto per il greco, freddo davanti al portiere.
Il Como va al riposo avanti 2-0, ma il punteggio sta persino stretto. La squadra di Cesc Fàbregas domina nel possesso e colpisce con cinismo in campo aperto. Il Pisa prova a reagire, ma senza concretezza: Moreo e Matteo Tramoni restano isolati e poco serviti.
L’illusione di un possibile rientro dura pochissimo. Dopo una chance iniziale del Pisa, al 48’ arriva il 3-0 firmato da Martin Baturina, che con un preciso esterno dal limite non lascia scampo a Nicolas. I toscani provano a reagire, ma senza fortuna: due reti annullate per fuorigioco – prima a Stojilkovic, poi a Meister – spengono definitivamente ogni speranza.
Nel finale è pura accademia per i padroni di casa. Al 76’ arriva il poker con ancora Nico Paz, al termine di una splendida azione corale avviata da Maxence Caqueret e rifinita da Alberto Moreno. All’81’ è invece Máximo Perrone a chiudere i conti sul definitivo 5-0, inserendosi perfettamente su assist di Kuhn dopo l’ennesima manovra avvolgente.
Quinta vittoria consecutiva per il Como, che dopo Juventus, Lecce, Cagliari e Roma, travolge anche il Pisa e sale al quarto posto in classifica. Una squadra che non solo gioca bene, ma sa anche adattarsi: possesso, verticalizzazioni e transizioni letali. Il Pisa esce ridimensionato, penalizzato dalle assenze ma anche da una sterilità offensiva evidente.



