Ilaria Cucchi in visita al carcere Don Bosco di Pisa denuncia sovraffollamento, carenza di personale e condizioni critiche dopo un tentato suicidio di un detenuto.
«Oggi abbiamo toccato con mano cosa significhi la sofferenza del carcere». Con queste parole la senatrice Ilaria Cucchi, senatrice AVS, ha descritto la visita effettuata nella casa circondariale Don Bosco di Pisa, dove ha denunciato le gravi criticità legate al sovraffollamento, alla carenza di personale della polizia penitenziaria e alle condizioni di vita all’interno dell’istituto.
Durante la visita, ha raccontato, la delegazione ha assistito a episodi di autolesionismo e anche al tentativo di suicidio di un giovane detenuto, sventato grazie al tempestivo intervento di alcuni agenti della polizia penitenziaria.
Secondo Massimiliano Ghimenti, consigliere regionale AVS della Toscana, la situazione del sistema penitenziario italiano è ormai «veramente critica». Nel carcere Don Bosco di Pisa, ha ricordato, a fronte di una capienza regolamentare di 199 posti sono presenti oltre 300 detenuti.
Una condizione che, a suo avviso, mette in difficoltà non solo le persone detenute ma anche il personale penitenziario. «Il sovraffollamento espone gli operatori a rischi importanti e compromette quello che è un dovere costituzionale: la funzione rieducativa della pena, indispensabile per ridurre il rischio di recidiva», ha affermato.
Il consigliere ha quindi respinto l’accusa di buonismo, spiegando che la visita rappresenta «un gesto di attenzione alla vita umana e al diritto di lavorare in sicurezza di chi opera nelle carceri».
Infine, l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra ha rivolto un appello alla politica: «Dovrebbero essere qui coloro che fanno della sicurezza un tema di scontro. Trattare le persone in modo disumano significa mettere a rischio gli agenti, aumentare il rischio di recidiva e, di conseguenza, compromettere la sicurezza dell’intera collettività . Per noi tutto questo è inaccettabile».





