Violenta rissa in piazzale Donatello al Cep di Pisa: decine di persone coinvolte lunedì sera. Testimoni sotto shock.
Lunedì sera (25 maggio) poco dopo le 20, piazzale Donatello nel quartiere Cep di Pisa è diventato il palcoscenico di una violenta rissa. Lo riporta il quotidiano Il Tirreno.
Tra le trenta e le cinquanta persone, di diverse nazionalità – in prevalenza nordafricane ed est europee – si sono affrontate in strada con una brutalità che ha lasciato i testimoni sotto shock.
Durante gli scontri sono volati pugni e bottiglie e sarebbero spuntati anche dei coltelli. A colpire maggiormente chi ha assistito alla scena è stato un dettaglio inquietante: qualcuno avrebbe sollevato un tombino per usarlo come arma.
All’arrivo delle volanti della Polizia, la piazza era già tornata tranquilla: nessuno ha fornito agli agenti una versione chiara di quanto successo.
Nonostante la scena descritta dai testimoni fosse tutt’altro che rassicurante, non si registrano feriti gravi né denunce ufficiali.
“Le scene apocalittiche registrate lunedì sera a Piazzale Donatello, nel quartiere del Cep a Pisa, dove tra le trenta e le cinquanta persone – tutte straniere – si sono fronteggiate a colpi di bottiglie, coltelli e persino tombini sradicati, sono l’ennesimo campanello d’allarme che non può restare inascoltato. Esprimo la mia totale e convinta solidarietà ai residenti e ai commercianti della zona, oggi prigionieri della paura e del silenzio imposto da questa violenza inaudita”. Lo dichiara in una nota Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale toscano.
“Non possiamo accettare che i nostri quartieri vivano queste scene da far west. Chi pensa di importare il crimine e la guerriglia urbana a Pisa deve trovare davanti a sé lo Stato.
Mentre le nostre città soffrono, assistiamo al solito deprimente spettacolo del presidente Eugenio Giani che fa spallucce. Proprio ieri, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito alla Camera la centralità del piano del Governo per l’attivazione di nuovi Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), compreso uno in Toscana. Giani si è limitato a trincerarsi dietro a un no ideologico insieme al PD e difendendo un modello di accoglienza che fa acqua da tutte le parti. Se oggi squadre di immigrati si fronteggiano nelle nostre piazze, la responsabilità è di coloro che hanno lasciato entrare chiunque nella nostra Nazione per decenni.” prosegue Petrucci.
“Il fenomeno migratorio è serio e va gestito nella sua complessità. Non si può pensare ancora oggi di far arrivare in Italia tutti e bisogna scrivere su pietra il sacrosanto principio per cui gli immigrati che delinquono devono essere buttati fuori da qui! Con il Governo Meloni il numero di rimpatri è aumentato, sono cresciuti di oltre il 40%, con un balzo ulteriore quest’anno, portando il rapporto tra sbarchi e rimpatriati al 33%. Strumenti come i CPR sono essenziali per togliere dalle nostre strade chi non ha diritto di stare in Italia e delinque, minando la serenità dei pisani.” continua Petrucci.
“Giani e la sinistra locale la smettano di fare campagna elettorale sulla pelle della sicurezza dei pisani. Dire no al CPR significa, nei fatti, strizzare l’occhio al degrado e lasciare soli i cittadini di fronte a scene di pura guerriglia urbana come quella di lunedì.” conclude Petrucci.





