Il Pisa riflette dopo l’esonero di Gilardino e valuta il profilo giusto per ripartire: Giampaolo è in pole, ma la lista comprende alternative.
Il Pisa apre una nuova fase tecnica, con la necessità immediata di dare una sterzata a una stagione che fin qui ha tradito anche ogni flebile aspettativa. La società nerazzurra ha infatti deciso di voltare pagina dopo l’esperienza di Alberto Gilardino, sollevato dall’incarico nella notte (leggi qui), dopo all’ennesimo passo falso nella giornata di ieri.
23 giornate, una classifica impietosa e l’ultimo posto condiviso con l’Hellas Verona hanno convinto la dirigenza a intervenire senza ulteriori indugi. In cima alle riflessioni del club c’è Marco Giampaolo, considerato il profilo più adatto per rimettere ordine in una squadra fragile, discontinua e ultimamente anche priva di identità.
L’allenatore abruzzese arriva dalla salvezza ottenuta con il Lecce nella scorsa stagione, un traguardo costruito con idee e lavoro quotidiano, nonostante una separazione maturata nell’estate scorsa. Giampaolo è ancora legato contrattualmente al club salentino fino al giugno 2026 e per legarsi ai toscani dovrebbe prima risolvere il contratto in essere. Un passaggio chiave, necessario per permettere al Pisa di affondare il colpo.
Non si tratterebbe di un nome nuovo per l’ambiente toscano. Già nel mese di giugno 2025, dopo l’addio a Filippo Inzaghi, la dirigenza aveva sondato il terreno con Giampaolo prima di virare su Gilardino, allora ritenuto il profilo ideale per aprire un nuovo ciclo.
Restano sullo sfondo però anche altre candidature. Roberto D’Aversa, reduce dalla retrocessione con l’Empoli, rappresenta una soluzione di carattere. Giuseppe Iachini, fermo dopo l’esperienza con il Bari del 2024, garantirebbe identità immediata. Davide Ballardini è invece sinonimo di interventi d’urgenza e gestione dei momenti critici.
Il Pisa riflette, consapevole che la scelta non potrà essere solo tecnica ma anche emotiva. Serve un allenatore capace di incidere subito, di ricompattare uno spogliatoio scosso e di restituire credibilità a un progetto che rischia di deragliare. Le prossime ore saranno decisive, con il nome di Giampaolo che resta in pole per il dopo Gilardino.
A cura di Matteo Casini





