PFAS: studio pisano scopre doppia interferenza dei contaminanti ambientali su funzione tiroidea e neurosviluppo.
Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Pisa e professionisti dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana insieme ai colleghi dell’Università di Pavia, pubblicato sulla rivista Environmental Pollution, approfondisce gli effetti dei contaminanti ambientali PFAS sulla funzione tiroidea e sull’azione periferica degli ormoni tiroidei mostrando come queste sostanze possano provocare ipotiroidismo e pregiudicare anche il regolare sviluppo delle cellule cerebrali.
Lo studio, intitolato “A double endocrine-disrupting effect of PFAS on intra- and extra-thyroid targets: inhibition of iodide uptake and interference with MCT8-mediated T3 transport in vitro”, condotto attraverso modelli cellulari in vitro sotto il coordinamento di Massimo Tonacchera, professore associato di Endocrinologia all’Università di Pisa (Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale) in servizio nell’Unità operativa di Endocrinologia 1 dell’Aoup, nell’ambito del progetto PRIN 2022 “The impact of endocrine dysruptors on thyroid cell metabolism, inflammation, cancer, and brain thyroid hormone action mediated by MCT8”, ha dimostrato infatti come questi contaminanti interferiscano sia con la captazione dello ioduro da parte della tiroide sia con l’ingresso dell’ormone tiroideo nei neuroni e nelle cellule gliali del cervello.
Oggi c’è un diffuso allarme nella comunità scientifica internazionale riguardo agli effetti dannosi sulla salute degli PFAS derivati da processi industriali in quanto si diffondono facilmente nell’ambiente (tramite acque superficiali e falde sotterranee) contaminando il suolo, gli alimenti e l’acqua potabile in maniera persistente. L’esposizione prolungata può determinare alterazioni del sistema immunitario ed endocrino, nonché un aumento del rischio di patologie tumorali.
Allo studio hanno lavorato le ricercatrici biologhe Unipi Eleonora Ferrarini e Giuseppina De Marco con la collaborazione delle professioniste dell’Aoup Patrizia Agretti (biologa), Lucia Montanelli (endocrinologa), Brunella Bagattini (endocrinologa) e Luisa Pignata (endocrinologa assegnista di ricerca in Unipi), insieme a Mario Rotondi, professore ordinario di Endocrinologia all’Università di Pavia, con la patologa clinica Francesca Coperchini.
Attraverso l’approfondimento dei meccanismi molecolari con cui i composti PFAS alterano la fisiologia tiroidea e l’azione degli ormoni tiroidei nelle cellule cerebrali, incidendo in particolare sui loro trasportatori, sono emerse anche possibili correlazioni con lo sviluppo immaturo del cervello fetale durante la gravidanza o con possibili alterazioni neuropsicologiche durante l’età evolutiva nei neonati esposti a questi contaminanti, anche a basse concentrazioni.
I risultati aprono nuove prospettive nella ricerca endocrinologica e forniscono basi sperimentali per approfondire il ruolo dei PFAS attraverso competenze integrate di endocrinologia, biologia molecolare e tossicologia ambientale.





