Il consigliere provinciale di Forza Italia Roberto Sbragia sul possibile pedaggio della Fi-Pi-Li e sulla nascita di Toscana Strade S.p.A.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del consigliere provinciale di Forza Italia Roberto Sbragia, che interviene sul dibattito relativo all’ipotesi di introduzione del pedaggio sulla superstrada Fi-Pi-Li e sulle recenti scelte della Regione Toscana in materia di infrastrutture e gestione della viabilità.
Nel testo, Sbragia ribadisce la posizione contraria del proprio gruppo politico all’introduzione di un sistema di tariffazione per l’utilizzo dell’arteria stradale, collegando la questione alle politiche regionali annunciate o avviate negli ultimi anni.
Il comunicato fa riferimento anche alla recente delibera regionale con cui è stata avviata la costituzione della società partecipata Toscana Strade S.p.A., iniziativa che secondo l’autore del testo si inserirebbe in un più ampio cambiamento del modello di finanziamento delle infrastrutture pubbliche, con possibili ricadute economiche sulla cittadinanza.
Vengono inoltre richiamate le posizioni espresse da alcune organizzazioni sindacali contrarie al pedaggio, e si sottolinea come, secondo Sbragia, tali preoccupazioni si inseriscano in un dibattito politico già in corso da tempo.
Nel documento si fa infine riferimento alle conseguenze economiche e territoriali che, sempre secondo l’opinione espressa, potrebbero derivare dall’eventuale applicazione di un pedaggio selettivo, con possibili effetti indiretti su imprese, trasporti e costi delle merci. Viene anche citata la posizione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
A seguire, il testo integrale del comunicato.
Da due anni la nostra posizione in merito all’introduzione del pedaggio sulla Fi-Pi-Li è chiara con la cittadinanza, siamo fermamente contrari, spiega Roberto Sbragia Consigliere Provinciale di Forza Italia.
In questi giorni alcune sigle sindacali hanno espresso pubblicamente la loro contrarietà: forse sarebbe stato preferibile se si fossero unite a noi due anni fa, prima delle elezioni regionali, in quanto l’attuale Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani aveva promesso il pedaggio in campagna elettorale. Pochi giorni fa, con la delibera 57/2026 la Giunta Regionale Toscana ha dato avvio alla costituzione di una nuova società partecipata regionale chiamata, Toscana Strade S.p.A., che in realtà, a nostro avviso, è il superamento in termini politici del paradigma tra il cittadino elettore e il cittadino pagatore, così che al cittadino elettore che chiede la sistemazione di una importante arteria come la Fi-Pi-Li viene chiesto di trasformarsi in cittadino pagatore di quella data richiesta.
Vengono cioè introdotte di fatto nuove tasse e costi per la cittadinanza, la prima, con la nascita di Toscana Strade, la seconda con il pedaggio; di fatto le comunità locali dovranno fare nuovi sforzi economici per sistemare ciò per cui la politica non è riuscita a fare negli anni passati e fino ad ora. I costi della costituzione di Toscana Strade graveranno sulla comunità toscana intera con i costi di gestione – compreso un nuovo Presidente e forse un consiglio di amministrazione – con costi fissi che ogni anno dovranno essere esborsati con l’aggiunta dei costi che le comunità locali pagheranno – quasi fossero un bancomat – per la sistemazione di quella arteria.
Il pedaggio selettivo ipotizzato dal Presidente Eugenio Giani – probabilmente incostituzionale – che a nostro parere andrà a colpire solamente in facciata i mezzi pesanti come tir e pullman turistici che transitano sulla grande arteria regionale in realtà impatterà indirettamente sulle comunità di San Miniato, Santa Croce, Empoli e sulle altre che si affacciano sulla Fi-Pi-Li, con le loro aziende – ed i posti di lavoro – che dovranno portare indirettamente il peso economico di reperimento delle risorse per l’ammodernamento della strada.
Illusorio infatti pensare che i maggiori costi chiesti agli autotrasportatori non ricadano indirettamente sui costi delle merci – con il loro aumento derivante dal pagamento del pedaggio – anche dei supermercati o sulle aziende che nei distretti produttivi danno lavoro a migliaia di persone.
Mi auguro che il rimpallo di responsabilità e di reperimento delle risorse non divenga mai il gioco della politica che lascia in mano alla gente che lavora e alle famiglie delle comunità attraversate dalla Fi-Pi-Li ciò che proprio la politica non è mai riuscita a fare in decenni di monocolore regionale.





