Pavimento pelvico, conoscerlo per stare meglio: allo Studio Rubichi un percorso personalizzato per ritrovare consapevolezza, benessere e qualità di vita.
C’è una parte del nostro corpo che lavora ogni giorno, sostiene, stabilizza e contribuisce a funzioni fondamentali, ma alla quale spesso prestiamo attenzione soltanto quando compare un problema.
È il pavimento pelvico, una struttura muscolare fondamentale per il benessere della persona e per l’equilibrio dell’intero corpo.
Ed è proprio dalla volontà di approfondire questo tema e offrire ai propri pazienti un servizio sempre più completo che, allo Studio Rubichi di Ponsacco, la fisioterapista Michela Rubichi ha sviluppato un percorso specifico dedicato alla rieducazione del pavimento pelvico.
Un servizio che nasce da una formazione approfondita e che si inserisce nella filosofia dello studio: accompagnare ogni persona attraverso un percorso costruito sulle proprie esigenze, mettendo in campo professionalità diverse e, quando necessario, collaborando con medici e specialisti.
Il pavimento pelvico: una parte del corpo che non dovrebbe essere trascurata
«Era già qualche anno che stavo approfondendo questo argomento – racconta Michela Rubichi a VTrend – e nell’ultimo periodo ho avuto la possibilità di studiarlo ulteriormente attraverso un percorso formativo specifico con una docente di grande esperienza. È una parte del nostro corpo alla quale, in generale, viene data poca importanza. Eppure è fondamentale».

Il pavimento pelvico può essere immaginato come una sorta di “base” del bacino. È costituito da muscoli e tessuti che contribuiscono al sostegno degli organi pelvici e partecipano al controllo delle funzioni urinarie e intestinali.
Il suo corretto funzionamento è legato anche alla respirazione, alla postura e alla coordinazione dei movimenti.
Il punto di partenza della rieducazione, però, non è semplicemente “rafforzare”. Prima bisogna imparare a conoscere il proprio corpo.
«Il percorso che faccio – spiega Michela – è aiutare la persona a conoscere e percepire il proprio pavimento pelvico, prima ancora di rinforzarlo. È importante capire dove dobbiamo lavorare e imparare ad attivare correttamente la muscolatura. Ma è altrettanto importante riuscire a rilassarla».
Un aspetto fondamentale, perché un pavimento pelvico non deve essere semplicemente forte: deve anche essere funzionale, elastico e capace di contrarsi e rilassarsi nel momento corretto.

Non solo dopo il parto: il percorso può essere utile in diverse fasi della vita
Quando si parla di pavimento pelvico, il pensiero corre spesso alla gravidanza e al periodo successivo al parto. Sono certamente momenti nei quali può essere particolarmente importante prendersene cura, ma non sono gli unici.
Il percorso proposto da Studio Rubichi si rivolge alle donne in diverse fasi della vita: prima e dopo il parto, durante la menopausa, ma anche in presenza di disturbi come alcune forme di incontinenza urinaria o altre problematiche del sistema muscolare pelvico.
La fisioterapia del pavimento pelvico viene infatti utilizzata, in base alla valutazione del singolo caso, per affrontare diverse problematiche, tra cui incontinenza, disfunzioni della muscolatura, dolore pelvico e prolasso.
In presenza di incontinenza urinaria da sforzo o mista, un percorso rieducativo mirato può rappresentare un importante approccio conservativo, lavorando sulla consapevolezza, sulla coordinazione e sulla funzionalità della muscolatura pelvica.
Ma c’è anche un altro aspetto spesso poco conosciuto: il pavimento pelvico riguarda anche gli uomini.
«Non pensiamo mai agli uomini quando parliamo di questo argomento – sottolinea Michela – ma il percorso è rivolto anche a loro. Per esempio, può essere importante in presenza di problematiche prostatiche e, in particolare, dopo interventi alla prostata, quando può essere indicata una rieducazione specifica».
Anche per gli uomini la fisioterapia del pavimento pelvico può essere inserita in un programma personalizzato per lavorare sulla funzione muscolare e sulla continenza.
Anche lo sport può mettere alla prova il pavimento pelvico
Non è necessario avere una determinata età o aver affrontato un parto per iniziare a occuparsi del proprio pavimento pelvico.
«Può essere utile anche a persone giovani e sportive – spiega Michela – per esempio a chi pratica pallavolo o bodybuilding, attività nelle quali la gestione delle pressioni e dei carichi può mettere alla prova questa muscolatura».
L’attività fisica, infatti, aumenta in determinate situazioni la pressione esercitata sul tronco e sul pavimento pelvico. Per questo la consapevolezza della respirazione, la gestione delle pressioni e la corretta attivazione muscolare possono diventare parte importante di un lavoro più generale sul corpo.
Ed è proprio qui che emerge uno degli elementi distintivi dell’approccio di Studio Rubichi: non considerare il corpo come una somma di parti separate.
Respirazione, postura e pavimento pelvico: il corpo non è “a compartimenti”
«Il pavimento pelvico lavora in stretta sinergia con il diaframma respiratorio. – racconta Michela – Respirazione, addome e muscolatura pelvica devono coordinarsi. Per questo non possiamo considerare il corpo a compartimenti separati».
Da qui l’importanza di lavorare sulla consapevolezza corporea, sulla respirazione, sulla coordinazione e sulla postura.
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L’obiettivo non è quindi limitarsi a intervenire sul sintomo, ma aiutare la persona a comprendere meglio il proprio corpo e a utilizzarlo in maniera più consapevole.
«Quando una persona diventa consapevole di una parte del proprio corpo che magari prima non conosceva, può imparare a utilizzarla in modo diverso. E questo può avere ripercussioni positive sul resto del corpo».
È un approccio che si integra perfettamente con il lavoro multidisciplinare dello Studio Rubichi, dove fisioterapia e riabilitazione possono dialogare con altre professionalità.
La prima visita: ascoltare, capire e costruire il percorso
Il percorso non è uguale per tutti. Anzi, uno degli aspetti centrali è proprio la personalizzazione. La prima fase parte dal colloquio.
«Faccio un’anamnesi per raccogliere i dati e capire perché la persona è arrivata da me e quale problema vuole affrontare. Chiedo, per esempio, se ci sono problematiche durante la minzione, perdite sotto sforzo, magari quando si tossisce, si starnutisce o si ride, oppure se ci sono dolori o difficoltà nei rapporti».

Sono informazioni importanti per comprendere il quadro e orientare il successivo percorso. Il pavimento pelvico coinvolge diversi aspetti e, quando serve, il confronto con l’ostetrica, il ginecologo, l’urologo o altri specialisti permette di accompagnare il paziente in modo più completo.
«A volte chi si presenta ha già una valutazione funzionale, altre volte durante il colloquio emerge una problematica che richiede un approfondimento. Credo molto nel lavoro multidisciplinare, perché permette di offrire alla persona un percorso più completo e sicuro».
Una volta raccolte le informazioni necessarie, è possibile impostare il lavoro fisioterapico in maniera mirata.
Dalla consapevolezza agli esercizi: un percorso costruito sulla persona
Respirazione, percezione, consapevolezza e movimento diventano quindi alcuni dei punti di partenza del percorso.
«Prima di tutto occorre far comprendere la respirazione, la percezione e l’esercizio specifico. Poi si lavora sulla consapevolezza e successivamente sulle tecniche mirate».
Ma la rieducazione passa anche dalle abituai quotidiane: «per esempio, insegno la corretta gestione sul WC, la gestione della respirazione e delle pressioni e il “Knack”, cioè la contrazione preventiva del pavimento pelvico prima di tossire, starnutire o compiere uno sforzo».
Il lavoro sul pavimento pelvico, dunque, non dovrebbe essere inteso come una serie di esercizi standard da ripetere indistintamente.
La valutazione individuale serve proprio a capire quale tipo di lavoro sia più adatto alla singola persona, perché possono esistere situazioni molto diverse tra loro: muscolatura debole, ma anche eccessivamente contratta, difficoltà nella coordinazione o problematiche che richiedono il coinvolgimento di altre figure sanitarie.

Un team di professionisti per accompagnare la persona nel tempo
La rieducazione del pavimento pelvico è una delle nuove possibilità offerte dallo Studio Rubichi, ma si inserisce in un progetto più ampio.
«L’idea è prendere per mano la persona e accompagnarla verso una vita più sana e serena».
Accanto a Michela Rubichi c’è infatti un team di professionisti, con la possibilità di creare percorsi integrati e personalizzati in base alle necessità e, quando indicato, di collaborare con medici e specialisti.
L’obiettivo è seguire il paziente non soltanto durante la terapia, ma anche nella fase successiva, quella del mantenimento.
Perché prendersi cura del proprio corpo non significa necessariamente aspettare che qualcosa non funzioni più. A volte significa semplicemente imparare ad ascoltarlo prima.
Il pavimento pelvico come le fondamenta di una casa
È proprio con un’immagine semplice che Michela Rubichi spiega perché non bisognerebbe trascurare questa parte del corpo.
«Lo dice la parola stessa: è il nostro pavimento. È il nostro pavimento, un po’ come le fondamenta di una casa. Ma non deve essere soltanto forte: deve essere elastico, funzionale e capace di attivarsi e rilassarsi nel momento giusto».
Una metafora che racchiude la filosofia dello Studio Rubichi: lavorare sulla persona nella sua globalità, con attenzione, ascolto e percorsi costruiti sulle esigenze individuali.
E per chi riconosce alcuni segnali – perdite di urina durante uno starnuto, un colpo di tosse o una risata, difficoltà dopo il parto, cambiamenti legati alla menopausa, problematiche successive a un intervento alla prostata, dolore o semplicemente la sensazione di non avere una buona consapevolezza di questa parte del corpo – il primo passo può essere parlarne con un professionista.
Non c’è bisogno di aspettare che il problema diventi importante. Conoscere il proprio corpo è già un modo per prendersene cura.

Studio Rubichi: un percorso su misura per il tuo benessere
Lo Studio Rubichi si trova in via di Gello 95 a Ponsacco.
La fisioterapista Michela Rubichi e il suo team sono a disposizione per valutare insieme alla persona il percorso più adatto, anche attraverso la collaborazione con medici e specialisti quando necessario.
Per informazioni e per prenotare un appuntamento, è possibile rivolgersi direttamente allo Studio Rubichi: 340 243 8114





