Cresce la mobilitazione delle associazioni ambientaliste contro il progetto di parcheggio nel Vallo del Giardino Scotto a Pisa. Secondo i comitati, dagli ultimi atti emergerebbero elementi che mettono in discussione l’impostazione dell’intervento, giudicato da rifare.
PISA – Si apre uno spiraglio nella vicenda del progetto per la realizzazione di un parcheggio nel Vallo del Giardino Scotto di Pisa. A sostenerlo sono diverse associazioni ambientaliste e gruppi civici, che da settimane hanno avviato una mobilitazione ampia e partecipata, coinvolgendo cittadini, realtà culturali, rappresentanti del mondo scientifico e anche alcuni esponenti istituzionali.
Secondo quanto riportato dai promotori della mobilitazione, le numerose osservazioni critiche sul progetto sarebbero arrivate anche all’attenzione del Ministero della Cultura. Inoltre, emergerebbe che l’area non risulterebbe inclusa nel Piano Operativo Comunale come zona destinata a parcheggio, ma come area verde.
Le associazioni fanno inoltre riferimento alla risposta della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, dalla quale emergerebbe che l’iter del progetto sarebbe attualmente sospeso. L’area, infatti, è soggetta anche a vincolo paesaggistico in quanto compresa nelle “Zone adiacenti alle mura urbane di Pisa”.
La Commissione comunale per il paesaggio avrebbe inoltre evidenziato criticità sul progetto presentato da PISAMO, ritenuto non sufficientemente coerente con una reale valorizzazione dell’area. Nel documento si suggerisce anche di prendere come riferimento le mappe storiche ottocentesche per una eventuale riprogettazione.
Dalla stessa relazione si apprende che il progetto sarebbe in fase di revisione, con possibili modifiche che includerebbero una riduzione delle aree di sosta, un ampliamento delle zone di rispetto e una maggiore attenzione alle opere a verde.
Per le associazioni, tuttavia, il punto resta chiaro: «Il progetto va rifatto». Pur riconoscendo alcuni passi avanti, le realtà firmatarie parlano di un risultato ancora insufficiente.
I gruppi ribadiscono inoltre che sull’area graverebbe un vincolo di inedificabilità assoluta, legato al decreto ministeriale del 1992 sulla “Zona di rispetto alla Fortezza”, che renderebbe incompatibile la realizzazione di un parcheggio.
La proposta alternativa resta quindi quella di abbandonare definitivamente l’ipotesi del parcheggio e puntare su un progetto di verde pubblico qualificato, affidato a professionisti esperti nella valorizzazione di contesti storici e monumentali. Un intervento che, secondo i firmatari, dovrebbe garantire fruibilità pubblica e benefici ambientali per l’intera città.





