Il caso Palazzo Rosa torna al centro del dibattito: Insieme CambiAMO Ponsacco chiede chiarezza sui costi e sui danni contestati dopo il soggiorno a Massa.
Il caso Palazzo Rosa torna al centro del dibattito politico. Insieme CambiAMO Ponsacco interviene sui costi sostenuti dal Comune dopo lo sgombero dell’edificio e solleva interrogativi sui risarcimenti per i danni contestati durante il soggiorno temporaneo degli ex occupanti in una struttura ricettiva di Massa.
Nel comunicato diffuso dal gruppo vengono ripercorse le spese affrontate negli anni dall’amministrazione comunale per la gestione della vicenda, dagli interventi di sicurezza e pulizia fino alle operazioni legate alla liberazione dello stabile.
Secondo Insieme CambiAMO Ponsacco, l’ultimo capitolo riguarderebbe la richiesta avanzata dall’albergo che ha ospitato temporaneamente gli ultimi nuclei familiari, con una somma richiesta per danni materiali riscontrati nelle camere e altre spese collegate.
Il gruppo politico chiede quindi chiarimenti all’amministrazione sulla gestione economica della vicenda, sulle eventuali azioni di rivalsa nei confronti dei responsabili dei danni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche impiegate.
Nel comunicato non mancano inoltre critiche rivolte alle precedenti amministrazioni e alle forze politiche di maggioranza e opposizione, con un richiamo alla necessità di maggiore trasparenza su documenti, fatture e dati relativi ai costi sostenuti dal Comune.
Si riporta integralmente la nota stampa
“La vicenda del Palazzo Rosa sembra non trovare mai la parola fine. Quella che per anni è stata una spine nel fianco per vivibilità, sicurezza e decoro, continua ancora a gettare ombre e soprattutto uscite di cassa.
Un’odissea politica e sociale in cui a pagare sono sempre e soltanto i cittadini. Se da una parte la passata amministrazione a guida PD ha alimentato e trascinato le criticità, dall’altra lo sgombero ( avviato con i calendari di sfratto del curatore durante la scorsa legislatura e giunto al compimento sotto l’attuale amministrazione di centrodestra) si è rivelato tutt’altro che privo di incognite economiche.
È bene ricordare ai cittadini che nel corso degli anni sono stati stanziati € 200.000 per tentativi di sgombero (non riusciti) e presidi di sicurezza, € 50.000 per le operazioni straordinarie di pulizia e infine € 150.000 erogati dal Ministero dell’Interno destinati alla liberazione, di cui €108.000 usati per coprire il soggiorno temporaneo in albergo a Massa degli ultimi nuclei presenti all’interno del palazzo.
È bene anche ricordare che i contributi, le buonuscite e tutte le forme di sostegno che sono state elargite a queste famiglie, hanno fatto sì che molti degli occupanti, una volta lasciato il palazzo abbiano comprato abitazioni nel centro storico.
Ma torniamo all’ultimo capitolo di spesa, quello del soggiorno presso l’albergo Vacanza Felice a Massa dove il Comune di Ponsacco si è formalmente impegnato a fare da garante per queste persone. Ebbene la struttura ha presentato al Comune un conto di € 61.500,00 più spese tecniche e legali per danni materiali riscontrati nelle stanze, televisori rotti, arredi rovinati e valigie abbandonate.
La domanda sorge spontanea: chi risponderà di questi atti? Spetterà al comune e quindi ai cittadini staccare l’assegno di risarcimento?
Per i cittadini la beffa sembra doppia: da un lato la sensazione che chi ha occupato abusivamente e creato situazioni di degrado sia stato assistito e compensato a spese della collettività; dall’altra l’incertezza su quanti soldi pubblici ancora serviranno per coprire gli strascichi.
Mentre le parti politiche di destra e sinistra continuano a rivendicare meriti o a scaricare colpe l’una sull’altra noi chiediamo trasparenza: l’amministrazione applicherà azioni di rivalsa sui singoli responsabili? I fondi utilizzati per coprire questo capitolo di spesa fanno parte di quelli straordinari messi a disposizione dal Ministero o andranno a intaccare il bilancio comunale?
Oltre all’amarezza per i conti pubblici, quello che ci lascia perplessi l’assordante silenzio da parte degli schieramenti partitici su dati, fatture e numeri che sono lì, a portata di mano, liberamente accessibili ma probabilmente tenuti volutamente nascosti anche e sopratutto dalla sinistra che il massimo dell’opposizione che riesce a fare è pubblicare sui social network foto di piante non annaffiate.
D’altronde, dopo 70 anni ininterrotti passati sui banchi della maggioranza, per la sinistra sinistra la palestra dell’opposizione si sta rivelando più difficile del previsto: serve tempo e capacità per imparare a spulciare le carte e fare le domande giuste, fortunatamente a Ponsacco esiste anche un’opposizione attenta e responsabile in grado di tenere informati e tutelare davvero gli interessi dei cittadini.
Insieme CambiAMO Ponsacco“





