Addio a Loris Martinelli, lo storico “barista del paese”: il ricordo affettuoso di Orentano e dell’ex sindaco Gabriele Toti.
CASTELFRANCO DI SOTTO – La comunità di Orentano piange la scomparsa di una delle sue figure più iconiche, identitarie e benvolute. All’età di 91 anni si è spento Loris Martinelli, conosciuto da generazioni di concittadini semplicemente come Loris «del bar». Una definizione che non racchiudeva soltanto il suo mestiere, ma un vero e proprio ruolo di presenza sociale e punto di riferimento costante per l’intero paese.
Per decenni Loris ha gestito il bar di famiglia, uno dei principali centri della vita cittadina. Nel 1986 aveva ceduto l’attività a quella che sarebbe poi diventata la rinomata Pasticceria Cristiani, pur rimanendo a lungo all’interno del locale per dare una mano e continuare a far sentire la sua presenza affabile ed accogliente.
A tracciare un ritratto intimo, nitido e commosso di Martinelli è Gabriele Toti, ex sindaco di Castelfranco di Sotto, legato a Loris da profondo affetto e consuetudine familiare.
Toti ha voluto ripercorrere l’importanza storica che quel locale e la figura di Loris avevano per la comunità di Orentano negli anni passati:
«Per tutti ad Orentano Loris era identificato come un punto di riferimento fondamentale, perché il suo era lo storico bar di famiglia. Loris era una persona conosciuta, apprezzata e stimata da tutti. Detto oggi sembra quasi di descrivere qualcosa di archeologico, ma la sua attività era il posto pubblico, il posto di telefono pubblico del paese.» – racconta.
«A suo tempo, quando ancora non c’erano i telefoni in tutte le case, quello era il luogo dove poter andare per chiamare. Tra gli aneddoti più belli c’era il fatto che Loris si ricordasse quasi tutti i numeri a memoria, anche quelli delle persone che abitavano fuori. Negli anni ’60, ’70 e ’80 c’erano tante persone di Orentano che vivevano in altre città, e lui si ricordava i loro numeri a mente: aveva questa caratteristica straordinaria» – continua Toti: una caratteristica straordinaria che testimonia quanto Loris Martinelli fosse davvero al centro della comunità del suo paese.
L’ex primo cittadino ha poi sottolineato il valore aggregativo di quella realtà in una comunità in forte trasformazione:
«Nel suo bar c’era il biliardo e il gioco delle carte: attività di forte socializzazione in un paese prevalentemente rurale, ma che comunque stava cambiando. Essere al centro del bar voleva dire praticamente conoscere ciò che accadeva nel paese, conoscere le realtà e ciò che si stava verificando. Una realtà che raccontata oggi sembra quasi aliena ma che in realtà era la vita di un paese di mille abitanti di qualche decennio fa».
Come evidenzia lo stesso Toti, la figura di Loris ha incarnato quel tipo di presenza positiva e caratterizzante che definisce l’identità profonda di una comunità. La sua scomparsa ha infatti toccato sul personale l’intera popolazione proprio per la traccia indelebile lasciata ad Orentano attraverso il lavoro di una vita e il suo ruolo di punto di riferimento per intere generazioni.
Il ricordo dell’ex sindaco intreccia poi l’aspetto pubblico a quello personale, riportando alla memoria le abitudini e gli affetti del passato:
«Loris era un grande amico del mio babbo fin quando è stato in vita. So bene quante volte si ritrovavano, parlavano e scherzavano sul tifo calcistico. Il mio primo ricordo diretto e personale risale a quando andavo alle scuole superiori: la mattina presto, verso le sei e mezzo o le sette, andavo a fare colazione prima di prendere il pullman per andare a Pontedera. Lui era già lì a servire davanti al banco, con la sua solita gentilezza. È un ricordo che mi porterò sempre dietro» – ricorda.
La notizia della scomparsa di Loris Martinelli ha suscitato profonda commozione in tutta Orentano e nell’intero territorio comunale di Castelfranco di Sotto. Ai ricordi dell’ex sindaco si uniscono le condoglianze di tutta la comunità, che si stringe con affetto attorno alla moglie Maria Franca, al figlio Mauro e a tutti i familiari.
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