Un incendio devastante, centinaia di ettari distrutti e migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case. Sul Monte Faeta, tra Lucca e Pisa, si fa ora la conta dei danni dopo giorni di paura.
Mentre l’emergenza rientra, si guarda già al futuro: sicurezza del territorio, rischio idrogeologico e ricostruzione ambientale sono le priorità. Il sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, annuncia la richiesta dello stato di calamità e ringrazia il sistema di soccorso che ha evitato conseguenze ben più gravi. Una comunità colpita, ma pronta a ripartire.
Le dichiarazioni del sindaco Matteo Cecchelli:
Il giorno dopo la grande la grande paura, l’obiettivo è già proiettato sul futuro: “Dobbiamo mettere in sicurezza i versanti del Monte Faeta andati in fumo con opere di rimboschimento” dice il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli.
“Già nelle prossime ore – annuncia – presenteremo alla Regione la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale e messa in sicurezza dai rischi di dissesto idrogeologico dei versanti colpiti dall’incendio”.Ora la priorità è quella.
E il lavoro da fare non è poco perché complessivamente, il rogo, partito il 28 aprile dal versante lucchese del Faeta, ha riguardato ben 710 ettari di bosco, 420 dei quali nel territorio sangiulianese, in particolare, il fianco al di sopra di Asciano.
“A memoria non si ricorda un incendio di queste proporzioni sui nostri monti” continua Cecchelli. È per quello che il giorno dopo il ritorno a casa di tutti i residenti della popolosa frazione sangiulianese, la sensazione è quella del pericolo scampato: nonostante le fiamme siano arrivate vicinissime alle abitazioni, infatti, non ci sono feriti, né persone che abbiano subito malori a causa del fumo e, alla fine, si conta una sola casa parzialmente danneggiata.
“Ci ha aiutato anche il vento, che fortunatamente, ha cambiato direzione, ma il merito è soprattutto della lavoro straordinario di tutto il sistema della protezione civile che è riuscito a contrastare e bloccare le fiamme impedendogli di avvicinarsi ancora di più al centro abitato – ha spiegato Cecchelli-: complessivamente nelle operazioni sono state coinvolte oltre mille fra vigili del fuoco, operatori e volontari, fra cui 354 squadre de sistema regionale dell’antincendio boschivo.
Il mio ringraziamento – conclude il sindaco – va a loro e a tutti i volontari, le associazioni, la polizia locale e i dipendenti comunali che si sono adoperati nell’assistenza delle famiglie che abbiamo dovuto evacuare. Grazie anche agli ascianesi per aver la collaborazione e l’aiuto offerto nelle ore precedenti: senza la piena collaborazione dei cittadini, avremmo avuto molte difficoltà in più”.





