Terzo indagato nell’inchiesta sull’incendio del 28 aprile a San Giuliano Terme: il rogo ha distrutto oltre 700 ettari.
La Procura ha iscritto un terzo indagato nell’inchiesta sull’incendio scoppiato il 28 aprile e che, in pochi giorni, ha distrutto oltre 700 ettari di bosco tra il Monte Faeta e le aree di Santa Maria del Giudice e Asciano Pisano, nel territorio del comune di San Giuliano Terme. Lo riporta la stampa locale.
Si tratta del proprietario di un’oliveta che avrebbe incaricato due giardinieri di bruciare sterpaglie e residui di potatura all’interno del terreno. Anche per lui l’ipotesi di reato è incendio boschivo colposo aggravato, contestato in concorso con i due giardinieri già indagati.
Secondo gli inquirenti, sono in corso verifiche per accertare se siano state rispettate tutte le prescrizioni previste per gli abbruciamenti, in particolare i limiti sui cumuli, le distanze da boschi e strade, le ordinanze comunali e regionali sul rischio incendi e le condizioni meteorologiche al momento dell’accensione.
Il proprietario sarà ascoltato nei prossimi giorni. L’inchiesta si basa su interrogatori, sopralluoghi, immagini aeree dei danni, sequestri nell’area da cui sarebbe partito il rogo e testimonianze raccolte sul posto, oltre alla consulenza tecnica disposta dalla procura.





