In Vespa per rinascere: un viaggio intorno al mondo passa da Pontedera. La storia di un uomo che lascia la dipendenza e riparte dalla vita.
Undici giorni di viaggio, oltre 1.200 chilometri percorsi e una storia personale che parla di cadute e ripartenze.
Partito il 18 aprile da Liberec, nella Repubblica Ceca, è arrivato ieri tra Pisa e Pontedera Ludva Klatovský, 48 anni, protagonista di un viaggio intorno al mondo in Vespa che è molto più di un’impresa su due ruote: è il simbolo concreto di una seconda possibilità.
La tappa nel territorio pisano non è casuale. Proprio a Pontedera, infatti, è nata la Vespa, icona italiana che ha fatto il giro del mondo e che oggi accompagna anche il percorso di rinascita del viaggiatore ceco. Un arrivo carico di significato, dopo giorni di strada attraversando l’Europa centrale fino all’Italia.
Dietro il viaggio c’è una storia complessa. Klatovský racconta di un’adolescenza segnata dalla separazione dei genitori e di un rapporto con l’alcol cresciuto nel tempo, senza eccessi apparenti ma sempre più radicato. Una vita “normale” all’esterno, tra lavoro e famiglia, ma con un problema che, negli anni, è diventato impossibile da ignorare.
La svolta è arrivata con la decisione di fermarsi e chiedere aiuto: un percorso terapeutico in una clinica psichiatrica, durato sei mesi, che gli ha permesso di affrontare le cause profonde della dipendenza. Oggi è sobrio da due anni e ha scelto di cambiare radicalmente stile di vita, ripartendo da zero.
Prima del grande viaggio, un’altra esperienza decisiva: il Cammino di Santiago, affrontato con lo stretto indispensabile. Un passaggio che gli ha insegnato a ridimensionare i bisogni e a dare valore all’essenziale.
Il progetto attuale è ambizioso: circa sei mesi di viaggio e oltre 20 mila chilometri attraverso Europa, Asia e Stati Uniti. Dopo l’Italia, il percorso lo porterà nei Balcani, in Turchia e Georgia, fino a spingersi verso la Russia e il Giappone, per poi proseguire negli Stati Uniti prima del ritorno in Europa.

Non mancheranno ostacoli, tra guasti meccanici e lunghe attese, ma Klatovský li considera parte integrante dell’esperienza. Viaggia leggero: pochi vestiti, un sacco a pelo, un materassino e l’essenziale per la manutenzione della Vespa. Ma il carico più importante è quello simbolico.
Il messaggio che porta con sé è semplice e diretto: cambiare è possibile, ma richiede decisione e costanza. Non tutti – dice – devono per forza compiere imprese straordinarie, ma fare un passo avanti rispetto a ieri è già un risultato.
Dopo la tappa nel Pisano, il viaggio continua. La strada è lunga, ma per Klatovský il traguardo più importante, in fondo, è già iniziato.





