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Il cordoglio della Stella Maris per la scomparsa del consigliere Pietro Pugi

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La scomparsa del Rag. Pietro Pugi, Consigliere del Consiglio di Amministrazione della IRCCS Fondazione Stella Maris.

Il Presidente della IRCCS Fondazione Stella Maris, Giuliano Maffei, insieme al CdA, ai Revisori dei conti, ai Direttori generale, scientifico e sanitario ed ai dipendenti e collaboratori della Stella Maris, esprimono il loro profondo cordoglio alla moglie Antonella e ai familiari per la scomparsa del Rag. Pietro Pugi, Consigliere del Consiglio di Amministrazione della IRCCS Fondazione Stella Maris.

I funerali si terranno oggi lunedì 6 luglio alle ore 18 presso la Chiesa di Lunata a Capannori (Lucca)

Ricorda con affetto il Presidente della IRCCS Fondazione Stella Maris, Giuliano Maffei:  “Carissimo Pietro, oggi, sabato 4 luglio,  “sei rinato al cielo”, o meglio, “in Paradiso“. Deve essere per forza così, perché le persone buone come te che in ogni occasione hanno sempre seminato Amore, sono certo, riceveranno la gioia immensa di incontrare subito gli occhi di Gesù e di Maria in un abbraccio spirituale senza uguali che neppure tu, nonostante la tua confidenza quotidiana amorevole di preghiera con la Mamma celeste e Suo figlio hai mai provato.

In questi anni a Stella Maris, insieme agli altri amici del Cda, abbiamo ideato e realizzato tante cose belle meravigliandoci poi dei risultati che profumavano di cielo perché senza l’assistenza dei nostri “Angeli” di lassù difficilmente sarebbero stati conseguiti.  Abbiamo tutti apprezzato la tua determinata professionalità, la tua pignoleria, il tuo essere sempre il “pierino” rompiscatole, come ti piaceva definirti, che ci stimolava continuamente a riguardare ed analizzare ogni cosa da trecento punti di vista differenti, compresi quelli spirituali. Che bello che è stato questo viaggio insieme nel costruire una Stella Maris migliore, un mondo migliore.

Adesso stiamo costruendo il nostro Nuovo Ospedale dei bambini e dei ragazzi. Sono molti anni che insieme l’abbiamo immaginato e progettato. Gli abbiamo dato il via nella realizzazione nonostante il Covid e tutto quello che ne è poi conseguito, anche nelle dimensioni economiche divenute esagerate. Follemente siamo andati avanti comunque nella decisione di realizzarlo perché crediamo nella Divina Provvidenza che non ha mai abbandonato le Opere di Dio. Stella Maris lo è. Adesso lo vediamo salire verso il cielo, siamo al terzo piano, mi sembra venga bello.

Alla cerimonia di posa della “Prima pietra”, in quel giorno di immensa luce, hai tenuto il nastro tricolore per dare il via ai lavori insieme al giovane Christian. Pietro e Christian, che bellezza straordinaria, un caso? Direi di no perché sentivamo di essere tutti quanti spiritualmente sul monte Tabor. Pensa, quel giorno, come allora, c’era anche un Giovanni, il nostro vescovo Giovanni Paccosi. Stupendo.

Adesso, da lassù, lo vedrai ancora meglio e ti prego di seguirlo con la tua pignoleria allontanando i problemi che quando si costruisce, come ben sai, arrivano sempre. Potrai fare molto dal Cielo.

Quindi, per favore, proteggi questa “nostra” bella Opera che aiuterà tante famiglie disperate e tanti giovani fragili. Forza capo scout, datti da fare. Sei solo in un’altra dimensione, mica ci hai abbandonato. Non ti vediamo con la vista, ma continueremo a vederti e sentirti con il cuore. Carissimo amico mio, sei stato una vera roccia affrontando dei momenti di gravissime malattie estremamente dolorosi che avrebbero abbattuto chiunque, meno che te sempre aggrappato alla vita e alla bellezza della Fede.

Ti ho sempre ritrovato dopo queste incredibili esperienze pieno di entusiasmo e di Fede aumentata. Pronto, subito, a dare il tuo contributo nei nostri programmi costruttivi in corso.

Un vero incredibile testimone di Vita. Grazie di cuore Pietro per quanto mi hai donato in forza fisica e spirituale. Te ne sono riconoscente.

Adesso, una piccola confidenza. Venerdì Tua moglie Antonella mi ha contattato avvisandomi che ti stavi preparando all’incontro con il cielo, dicendomi che potevo venire a salutarti.

Sono corso all’Ospedale San Luca dove ti ho trovato addormentato legato ad un respiro sempre più difficilmente aiutato dall’ossigenoterapia.

C’era Antonella così affranta dal dolore che ti accarezzava e si premurava con delicata attenzione che tu non soffrissi. Vi erano anche  dei vostri  amici.

Non sapevamo se tu eri ancora in grado di ascoltarci. Nella cameretta c’era giorno. Le domande sul “perché” di tanta sofferenza, ancora una volta proprio a te che hai passato le prove di malattie enormi, interpellavano le nostre menti ed i nostri cuori, ma rimanevano senza risposta. Sono domande forti che fanno parte il mistero della vita e del dolore umano, a cui non sappiamo rispondere, ma che possono mettere a dura prova anche la fede. Persino Gesù nella sua fragile dimensione di uomo, nell’orto degli ulivi, ha chiesto al Padre di allontanare il calice.

Nel guardarti, le mie preghiere ai nostri amici di lassù viaggiavano una dietro un’altra, come un rosario, con l’umana richiesta di un imprevisto miracoloso alla terribile diagnosi medica che diceva: “non c’è più niente da fare”. In quei momenti di dolore  però si faceva sempre più forte la bella sensazione interiore della tua grande dignità, di fronte a quel  corpo maculato che stavi per abbandonare al fine di tornare in Spirito alla Casa del Padre. Soprattutto, mi giungevano al cuore delle tue parole rassicuranti che un domani vorrei fossero le mie: “State tranquilli, sono pronto ad affrontare il viaggio di ritorno, non mi sono lasciato cogliere impreparato.

Ti ringrazio Signore di avermi dato la vita, di avermi messo accanto Antonella, di essere stato un tuo strumento di Speranza per il Prossimo. Adesso, cari amici, anche se mi vedete soffrire e sembro dormire, vi assicuro che dentro di me ho la Luce”. Forse, è proprio così, perché in quella stanza di ospedale non ho sentito la morte, ma un raduno di preghiere che a migliaia, da ogni dove, provenivano per ringraziare ed abbracciare il nostro amico Pietro di tutto il bene e l’amore che ha sempre donato e per il quale sarà ricordato.

Grazie Pietro, a te le mie preghiere. Ave o Maria. Gloria al Padre. Così sia.

Con il Cda, i Revisori, le Direzioni ed il personale tutto,  ti saluto ed invio a tua moglie Antonella e ai tuoi familiari le più sentite condoglianze unite ad un abbraccio affettuoso”. Fonte: www.fsm.unipi.it 

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