Associazione NO Valdera Avvelenata attacca il sindaco di Casciana Terme Lari sulla vicenda dei Poggini e dell’impianto fotovoltaico.
Torna al centro del dibattito la vicenda dei Poggini e dell’impianto fotovoltaico previsto nell’area. L’associazione NO Valdera Avvelenata interviene con una dura presa di posizione contro l’amministrazione comunale e chiede le dimissioni del sindaco di Casciana Terme Lari Paolo Mori.
“I Poggini non sono né di destra né di sinistra, ma un bellissimo polmone verde che tutti dovremmo gelosamente proteggere dalle colate di cemento, recinzioni, ferro, vetro e diserbanti. Dovremmo tutti proteggerli dalla speculazione e dalla depredazione di società e persone che pensano solo al profitto di pochi a danno di molti”, afferma il comunicato dell’associazione.
Nel mirino finisce la gestione politica della vicenda. Secondo il gruppo, il sindaco di Casciana Terme Lari avrebbe respinto la richiesta di un consiglio comunale straordinario aperto ai cittadini dedicato al tema dei Poggini, mentre sarebbero stati invece convocati “tre consigli comunali aperti su argomenti non certamente più importanti: il primo sulla TARI, il secondo sul ritorno ai cassonetti e il terzo sul mettere una piccola ringhierina per aumentare la sicurezza sulle mura del castello medievale”.
Critiche anche alla scelta dell’area destinata all’impianto fotovoltaico, che secondo l’associazione avrebbe potuto essere collocato “nella zona industriale di Perignano e Ponsacco, sui tanti capannoni esistenti, o lungo la superstrada, oppure in tanti altri posti che non fossero in contrasto con l’ambiente e il paesaggio del territorio”.
Nel comunicato si accusa inoltre l’amministrazione di non tutelare adeguatamente il territorio: “Al sindaco Mori non interessa la difesa del territorio e della bellissima oasi, piena di vita e biodiversità, oltre che di prodotti agricoli di pregio, ma interessa assecondare le richieste dei poteri forti”.
L’associazione conclude chiedendo un passo indietro del primo cittadino e del dirigente che ha seguito la pratica: “Dovrebbero andarsene a casa, perché incapaci di difendere gli interessi della propria comunità”.
Infine, una riflessione politica più ampia: secondo il gruppo, la situazione sarebbe favorita dall’assenza di un’opposizione efficace in consiglio comunale.





