Ateneo in lutto per la scomparsa del professor Roberto Paolo Ciardi. Professore emerito di Storia dell’Arte Moderna, nel 2005 era stato insignito dell’Ordine del Cherubino.
Martedì 16 giugno 2026 si è spento a Lari, all’età di 88 anni, Roberto Paolo Ciardi, professore emerito di Storia dell’Arte Moderna dell’Università di Pisa, raffinato studioso che nel corso della sua carriera ha contribuito in maniera rilevante agli studi di storia della critica d’arte e di storia dell’arte tra XV e XIX secolo, e alla loro crescita in Ateneo.
Nato a Prato nel 1938, Ciardi era stato allievo del corso ordinario e del corso di perfezionamento della Scuola Normale Superiore laureandosi nel 1960 sotto la guida di Carlo Ludovico Ragghianti. Faceva parte di quel gruppo di brillanti allievi di Ragghianti che andarono a costituire l’asse portante dell’Istituto, poi Dipartimento di Storia delle Arti del nostro Ateneo, progredendo attraverso tutti i livelli della docenza universitaria. Nel 1981 Ciardi vinse la cattedra di professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna a Pisa dove ha insegnato fino al 2006.
Uomo delle istituzioni, spigoloso e poco incline al compromesso, nel suo lungo percorso accademico Ciardi incrociò i momenti tumultuosi della contestazione studentesca, e poi quelli delle grandi riforme che seppe interpretare con lungimiranza e coraggio: concepì e presiedette il Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali, fu Direttore della Scuola di Dottorato e di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Pisa oltre a dirigere il Dipartimento di Storia delle Arti nella sede storica di San Matteo. Insegnò anche presso l’Università di Parma; fu Visiting Professor alla Syracuse University, New York, e conferenziere a Parigi al Collège de France e al Musée du Louvre
Intellettuale rigoroso, dotato di una affascinante capacità affabulatoria Ciardi ha conquistato generazioni di studenti con le sue brillanti ekphrasis di opere e artisti. Molti ricordano ancora il valore formativo della estenuante preparazione dei suoi esami, apprezzando retrospettivamente il suo intento di instillare negli studenti capacità logiche e non meramente mnemoniche, riassunto in un suo frequente commento per cui “sbagliando si possono dire anche cose intelligenti”.
Con la sua scrittura elegantemente cesellata, densa di riferimenti storici e letterari, Ciardi ha rappresentato un modello difficilmente emulabile e profondamente esemplare della cultura italiana, e questo in anni in cui la storia dell’arte guardava sempre di più a modelli stilistici e interpretativi anglo-americani.
Tra le sue intuizioni, che riflettevano anche certe istanze politiche dei primi anni Novanta, è da ricordare la grande valorizzazione degli studi legati al territorio che percorreva in macchina alla ricerca delle opere più sperdute e degne di documentazione e studio. Operare nella Toscana occidentale, territorio comunque privilegiato, aveva enormi implicazioni e ricadute per gli studenti, ai quali venivano assegnate tesi sul territorio che richiedevano ricerche negli archivi locali; per la costituzione di una imponente fototeca dipartimentale grazie alle capillari campagne fotografiche eseguite; per i rapporti con le Soprintendenze e con le istituzioni laiche e religiose locali.
In particolare risale a questi anni il sodalizio con il Prof. Avv. Fabio Merusi, all’epoca Presidente della Cassa di Risparmio di Pisa, che dette luogo alla pubblicazione di una serie memorabile di volumi da lui curati dedicati alle arti a Pisa tra Quattro e Ottocento, nonché alle acquisizioni di opere per la nascente Fondazione. Si ricordano qui Scultura a Pisa tra Quattro e Seicento (1987), Aurelio Lomi: Maniera e Innovazione (1989), Settecento Pisano: pittura e scultura a Pisa nel XVIII secolo (1991), Pittura a Pisa tra Manierismo e Barocco (1992), Pisa Romantica (1995), L’Immagine immutata: le arti a Pisa nell’Ottocento (1998). Seguirono poi pubblicazioni con la Banca Toscana, tra cui Case di artisti in Toscana (1998), Vallombrosa: santo e meraviglioso luogo (1999), e tra il 2000 e il 2006 la direzione insieme a Mina Gregori della serie “Storia dell’Arte in Toscana” con sei volumi, dal Trecento all’Ottocento, a cui ha contribuito saggi di geniale perspicacia soprattutto nel volume sul Cinquecento.
A questa già imponente produzione si aggiungono le monumentali edizioni critiche introdotte e commentate degli scritti di Giovanni Paolo Lomazzo (Firenze 1973-75) e di Giuseppe Bossi (Firenze 1982), monografie (si ricordano quelle dedicate a Giovan Ambrogio Figino, Rosso Fiorentino, Daniele da Volterra), cataloghi di mostre (Livorno e Pisa nella politica dei Medici; Da Cosimo III a Pietro Leopoldo e quelli delle esposizioni di grafica tenute presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi), il saggio e il relativo catalogo delle Pale dell’Accademia della Crusca, gli studi e articoli sull’iconografia anatomica e sui rapporti tra arte e scienza, nonché i più recenti studi su Leonardo da Vinci e sulla fortuna dell’artista dal Settecento al Novecento.
Nel 2004 Ciardi è stato nominato Accademico Linceo nella classe di Scienze Morali; nel 2005 è stato insignito dell’Ordine del Cherubino dall’Università di Pisa. Nel 2011 il Pontefice Benedetto XIV lo ha insignito del titolo di “commendatore” dell’Ordine di San Silvestro Papa.
Prof. Cinzia Maria Sicca
Fonte: www.unipi.it





