Quasi 40 candidature, otto colloqui e una scelta condivisa tra società e Comune. Il nuovo presidente porta a Peccioli undici anni di esperienza nella gestione di una società sportiva partecipata e punta a un cambio di passo: «La prima squadra deve essere strumentale al settore giovanile»
Una nuova fase per la Pecciolese Calcio. Il nuovo presidente è Giovanni Incagli, commercialista e professionista con una lunga esperienza nella gestione di società sportive, scelto al termine di un percorso avviato nei mesi scorsi dal consiglio direttivo e dal Comune di Peccioli attraverso una manifestazione di interesse pubblica.
Un percorso che ha raccolto quasi 40 candidature, successivamente ristrette a otto figure incontrate dalla commissione attraverso una serie di colloqui.
Alla fine la scelta è caduta su Incagli, ritenuto il profilo più adatto per accompagnare la società in una fase di riorganizzazione e rilancio che avrà come punti centrali il settore giovanile, la sostenibilità, la professionalizzazione della gestione e il rapporto con il territorio.
«Abbiamo convenuto tra Comune e associazione di provare a rilanciare la società attraverso un percorso innovativo – spiega il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni -. L’idea era quella di dare alla Pecciolese una dimensione più strutturata e di individuare un presidente che avesse soprattutto un compito di organizzazione, gestione e capacità di dialogare. Non cercavamo semplicemente una figura sportiva, ma una persona capace di mettere in relazione competenze, persone e realtà diverse».
La scelta di Incagli, secondo il sindaco, nasce proprio dalla coerenza tra il profilo professionale del nuovo presidente e la direzione che Comune e società intendono intraprendere.
«Abbiamo avuto modo di confrontarci con otto figure e Giovanni Incagli è risultato la persona più adatta per questo momento e per il percorso che vogliamo costruire. Viene da lontano, ma le sue idee sono molto vicine alle nostre».

Un passaggio che segna anche un diverso modo di intendere il rapporto tra amministrazione pubblica e società sportiva. «Il compito dell’amministrazione è stare a distanza – sottolinea Macelloni -, non gestire direttamente l’associazione sportiva, ma essere garante di un percorso che abbiamo scelto insieme».
Il riferimento è anche alla fase complessa attraversata dalla Pecciolese negli ultimi anni. «La società ha avuto un presidente che ci ha creato problemi e siamo arrivati a una situazione conflittuale.
Dobbiamo però ringraziare chi ha preso la società in mano e ha contribuito a ricostruire un tessuto che oggi ci permette di ripartire.
Questa condizione, insieme alle idee che abbiamo messo in campo, ci consente oggi di rilanciare un modello nuovo, trasparente e pienamente condiviso».
Al centro del nuovo progetto ci sarà soprattutto il settore giovanile, che in questa stagione ha completato tutte le categorie. Una crescita che richiede, secondo la società, non soltanto numeri ma anche maggiore organizzazione.
«Siamo in una fase di pieno sviluppo – spiega Andrea Spaccamiglio, responsabile del settore giovanile -. La Pecciolese ha completato tutte le categorie e questo rappresenta un passaggio importante. Per crescere servono organizzazione e gestione, sia dal punto di vista logistico sia sportivo».
L’obiettivo è migliorare quotidianamente la qualità della proposta rivolta a bambini, ragazzi e famiglie.
«Il nostro compito principale è lavorare ogni giorno, attraverso i nostri istruttori, per migliorare tutti i bambini e le bambine che frequentano la società. Vogliamo aumentare la qualità del nostro servizio, mettendo a disposizione competenze tecniche e una struttura che ci permette di lavorare nelle migliori condizioni».
In questo senso, gli impianti rappresentano una delle risorse su cui Peccioli vuole costruire il proprio progetto sportivo. «La struttura non deve essere una risorsa soltanto per i pecciolesi, ma per tutto il territorio.
Già oggi, per esempio, collaboriamo con realtà come il Pisa e vogliamo continuare a mettere questi spazi a disposizione delle società e dei giovani, aumentando le occasioni di confronto e di crescita».
Parallelamente ci sarà il lavoro sulla prima squadra, impegnata nel campionato di Prima Categoria, e sulla Juniores. A seguire questo settore è Edoardo Casati, consigliere della società.
«La scelta di Giovanni Incagli è stata condivisa dall’amministrazione, dal consiglio e dalla società e siamo molto contenti del lavoro svolto dalla commissione – spiega Casati -. Io seguo in particolare la prima squadra e la Juniores. Affrontiamo il campionato di Prima Categoria consapevoli che ci sarà molto da lavorare e molto da costruire».
L’arrivo del nuovo presidente, però, viene visto come un elemento in grado di dare maggiore struttura al progetto. «Avere una figura di coordinamento e gestione con esperienza può aiutarci a fare un salto di qualità.
Incagli può rappresentare un punto di riferimento importante per mettere ordine, sviluppare il progetto e accompagnare la società nella crescita».
Per Giovanni Incagli la sfida parte proprio dalla necessità di cambiare il modello di gestione delle società sportive dilettantistiche.

«Ringrazio il consiglio direttivo e il Comune per la fiducia – dice il nuovo presidente -. La mia candidatura è nata anche dalla curiosità nei confronti di Peccioli. Ho trovato una visione che sentivo già mia: l’idea di una società sportiva moderna, capace di affrontare un vero cambio di passo».
Un cambio di passo che, secondo Incagli, passa inevitabilmente dalla professionalizzazione. «Oggi non ci sono più, o non possono esserci soltanto, presidenti-mecenati. Anche nelle piccole realtà sportive servono professionalità, perché le norme sono sempre più stringenti e la gestione di una società richiede competenze specifiche».
Incagli porta a Peccioli un’esperienza maturata in oltre trent’anni di professione e, soprattutto, negli undici anni trascorsi alla guida di Vivi lo Sport, società sportiva partecipata dal Comune di Borgo San Lorenzo e impegnata nella gestione degli impianti comunali.
Dal 2014 al 2025 è stato amministratore unico della società, seguendone il percorso di risanamento e crescita, con il fatturato passato da circa 300 mila euro a 1,1 milioni di euro e oltre 2.500 tesserati.
«In quel contesto ho lavorato per aumentare i ricavi, strutturare la società e renderne più efficace la gestione. Credo che questa esperienza possa essere utile anche alla Pecciolese. A questo si aggiunge l’esperienza maturata nelle relazioni con gli enti pubblici e nella comunicazione sportiva».
Incagli ha infatti seguito fin dalle prime fasi anche la gestione contabile e amministrativa di Cronache di Spogliatoio, oltre ad aver ricoperto incarichi come revisore negli enti locali.
Ma è soprattutto sulla filosofia sportiva che il nuovo presidente sembra voler costruire il proprio mandato.
«Ho sempre pensato che la prima squadra di una società di calcio non professionistica debba essere strumentale al settore giovanile e alla scuola calcio e non il contrario».
Una posizione che non significa rinunciare alle ambizioni della prima squadra. Al contrario, Incagli considera importante che sia competitiva e capace di rappresentare un punto di riferimento per la società. Ma senza perdere di vista la funzione sociale dello sport.
«La prima squadra deve essere appetibile e deve cercare di vincere, ma questo non può avvenire a discapito dei giovani. La società sportiva ha una funzione sociale che va oltre il risultato sportivo: deve essere un luogo educativo, nel quale lo sport diventa uno strumento di crescita».
È qui che si inserisce uno degli obiettivi principali del nuovo corso: trovare nei prossimi tre anni un equilibrio tra risultati sportivi, crescita del settore giovanile e sostenibilità della società.

«Nei prossimi tre anni mi auguro di riuscire a costruire questo equilibrio. Abbiamo gli spazi e le strutture per farlo e vorrei che fossero utilizzati il più possibile dai giovani del territorio, anche attraverso la collaborazione con altre società».
Il progetto, dunque, non guarda soltanto alla Pecciolese in senso stretto, ma punta a fare della società sportiva un punto di riferimento più ampio per il territorio.
Gli impianti, il settore giovanile, le collaborazioni con altre società e la capacità di attrarre attività e presenze sono gli elementi di una strategia che punta a fare dello sport anche un’opportunità di crescita per la comunità e, più in generale, per il territorio.
Per riuscirci, Incagli mette al primo posto la collaborazione. «Mi aspetto e spero di avere una grande collaborazione da parte del consiglio. Ho bisogno di costruire relazioni sul territorio.
Credo comunque che anche il fatto di arrivare da fuori e di non avere legami pregressi possa essere un vantaggio: posso affrontare questo incarico con autonomia e senza dover rispondere ad amicizie o equilibri precedenti».
Una nuova presidenza, quindi, ma soprattutto un nuovo modello. La Pecciolese riparte da un progetto che mette insieme prima squadra e settore giovanile, competizione e funzione educativa, sport e comunità, con l’ambizione di trasformare i prossimi tre anni in un vero percorso di crescita.
«Peccioli è un luogo speciale – conclude Incagli -. Credo che anche lo sport abbia l’obbligo di essere speciale a Peccioli, per essere all’altezza del contesto che ci ospita».





