Una giornata di memoria, consapevolezza e impegno civile. Protagonisti gli studenti della classe 5AA agraria dell’ITCG “Fermi”.
Buti – Una giornata intensa di memoria, consapevolezza e impegno civile quella vissuta a Piavola, dove il podcast “Dillo al Vento”, ideato e condotto da Marco Vanni, ha avuto il privilegio di realizzare una puntata speciale direttamente sul luogo dell’eccidio del 23 luglio 1944.
L’iniziativa nasce da un percorso educativo avviato in classe, grazie alla lettura del libro “Ci sono morti e tutti giovani”, scritto da Daniela Bernardini e Luigi Puccini, che racconta la tragica strage avvenuta nei boschi sopra Buti, dove 18 uomini innocenti furono uccisi durante la Seconda Guerra Mondiale.
Da questa lettura è nato il desiderio di portare la memoria fuori dalle pagine e dentro i luoghi, trasformando la storia in esperienza vissuta.
Protagonisti della giornata gli studenti della classe 5AA agraria dell’ITCG “Fermi”, accompagnati dai professori Carlo Alberto Tamberi, Virginia Falaschi, Valentina Nappini, Selene Mancuso e Fabio De Martino, insieme al dirigente scolastico Ing. Luigi Vittipaldi.
Presenti anche l’autrice del libro Daniela Bernardini, la testimone Rosetta Pratali, la Sindaca di Buti Arianna Buti e il Gruppo Volontari Antincendio, rappresentato da Donatello Andreini e Massimiliano Turini.
La giornata è iniziata presso il Comune di Buti, per poi proseguire con un cammino nel bosco fino al luogo dell’eccidio, trasformando il percorso fisico in un viaggio nella memoria.
Il podcast ha raccontato non solo i fatti storici, ma soprattutto il valore umano di ciò che è accaduto. Come emerge anche dal testo della puntata:
“La guerra uccide i corpi. La memoria salva l’umanità.”
E ancora:
“Non siamo qui per riaprire il dolore. Siamo qui per custodirlo.”
A rendere ancora più intensa l’esperienza è stato il contatto diretto con la natura: immersi completamente nel bosco, con la primavera che germogliava intorno, gli studenti hanno potuto assaporare i profumi, i suoni e il respiro della terra, riscoprendo la natura come casa comune.
Un elemento profondamente legato all’identità di “Dillo al Vento”, che da sempre intreccia racconto, ambiente e interiorità, in uno spirito che richiama anche il messaggio di San Francesco: quello di una relazione autentica e rispettosa con ogni forma di vita.
“Dillo al Vento” si conferma così non solo un progetto narrativo, ma un’esperienza di comunità, capace di unire generazioni diverse attorno a un valore fondamentale: la memoria come responsabilità del presente.
L’obiettivo non è stato solo ricordare, ma trasmettere ai giovani un messaggio chiaro: la pace non è un’idea astratta, ma una scelta quotidiana.
In un luogo segnato dalla tragedia, la giornata si è conclusa con una riflessione condivisa che guarda al futuro: affidare al vento non il rancore, ma una parola semplice e necessaria – pace.
“Si desidera infine esprimere un sentito ringraziamento per il prezioso lavoro di ripresa e documentazione ai videomaker Massimo Paoli e Stefano Billeri, il cui contributo ha permesso di trasformare questa esperienza in racconto visivo. La conduzione del podcast è stata curata dall’autore di ‘Dillo al Vento’, Marco Vanni.” si legge nel comunicato.





