“Si vis pacem, para pacem”. La Regione Toscana si è dotata di una propria legge, adottata all’unanimità nella seduta del Consiglio Regionale del 30 luglio, che ha l’obiettivo di promuovere la cultura della pace, la solidarietà, e il dialogo tra popoli e culture.
Una legge che arriva in un momento cruciale, caratterizzato da conflitti cruenti, da intolleranza diffusa, dal dilagare di individualismi e settarismi.
Attraverso la legge la Regione Toscana riconosce la pace e lo sviluppo quali diritti fondamentali della persona e dei popoli, in coerenza con i principi della Costituzione italiana e del diritto internazionale, ed intende promuovere la cultura della pace, della non violenza e del rispetto attraverso l’educazione e il dialogo, in collaborazione con istituzioni scolastiche, enti locali, associazioni della società civile, comunità religiose.
«Una legge di civiltà – ha commentato il presidente Giani – Ringrazio il Consiglio regionale, unanime nella difesa di un principio fondamentale che si associa ai valori fondanti della nostra Costituzione. È un segnale che dalla Toscana vuole ispirare la politica nazionale e internazionale in un momento difficilissimo caratterizzato da conflitti e violazioni dei diritti umani. “Si vis pacem, para pacem” è un messaggio che facciamo nostro a significare l’importanza di agire e di mettere in atto politiche concrete su questo tema.
La Toscana terra di diritti e patria dell’Umanesimo è orgogliosa di contribuire a diffondere la cultura della pace».
La legge ribadisce l’ormai consueto appuntamento con il Meeting dei diritti umani, evento che ogni anno a dicembre, in occasione dell’anniversario della dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, coinvolge migliaia di ragazze e ragazzi.
Inoltre la legge riconosce e valorizza il ruolo di Rondine Cittadella della Pace, della cui Fondazione la Regione è socio fondatore, omaggiata proprio di recente dalla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che lo scorso 6 giugno ha accolto i giovani all’arrivo della marcia della pace. La realtà del borgo in provincia di Arezzo rappresenta un’eccellenza in questo ambito, il «metodo Rondine» per la trasformazione creativa dei conflitti e la pacifica convivenza delle studentesse e degli studenti provenienti da paesi in conflitto ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, sia nazionali (ad esempio da parte del Ministero dell’Educazione e del Merito) che internazionali. Fonte: Toscana Notizie





