Scopri cosa mangiano i toscani a Natale e Santo Stefano: dai crostini e salumi ai primi al ragù e dolci tipici come panforte e ricciarelli. Una guida divertente alle tradizioni gastronomiche delle feste in Toscana.
In Toscana il Natale non dura un giorno. Dura almeno due, e guai a confondere i ruoli:
Natale è la solennità, la tradizione, il pranzo “come si deve”.
Santo Stefano è il giorno degli avanzi, che però – misteriosamente – sono ancora più buoni.
Vediamo allora cosa mangiano davvero i toscani in questi due giorni sacri.
25 dicembre: Natale, il pranzo che non finisce mai
Il pranzo di Natale in Toscana inizia tardi, finisce tardissimo e prevede una quantità di cibo che farebbe paura a chiunque… tranne ai toscani, ovviamente.
Antipasti: “solo due cosette”
Il tavolo è già pieno prima ancora di sedersi:
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Crostini neri con fegatini (obbligatori, se mancano qualcuno si offende)
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Crostini ai funghi, al lardo, alle creme fatte in casa
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Salumi toscani: finocchiona, prosciutto, salame
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Formaggi con miele o marmellate artigianali
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Pane sciocco che accompagna tutto, anche ciò che non dovrebbe
Risultato: dopo mezz’ora nessuno ha più fame, ma il pranzo è appena iniziato.
I primi: uno non basta
A Natale in Toscana i primi sono almeno due, perché scegliere è da deboli.
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Tortellini in brodo (anche se non sono tipici, a Natale lo diventano)
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Lasagne classiche, spesso enormi
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Pappardelle al cinghiale o al ragù, per chi ama i sapori decisi
I secondi: il trionfo della carne
Dopo due primi, entra in scena la vera Toscana.
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Arrosto di vitello
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Arista di maiale
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Tacchino o cappone ripieno, con ricetta segreta di famiglia
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Bollito misto
Contorni:
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Patate arrosto
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Spinaci o verdure
I dolci: il momento più serio
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Panforte
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Ricciarelli
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Cavallucci
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Cantuccini da inzuppare nel Vin Santo
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Panettone e pandoro, presenti ma non protagonisti
Il tutto accompagnato da vino, amari, grappe e liquori fatti in casa.
26 dicembre: Santo Stefano, il giorno degli avanzi gloriosi
Il pranzo del riciclo (che funziona)
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Lasagne riscaldate (più buone del giorno prima, inspiegabilmente)
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Arrosti freddi con pane
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Salumi e formaggi avanzati
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Bollito reinventato
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Patate ripassate in padella
Nessuno cucina davvero, ma tutti mangiano benissimo.
Dolci, di nuovo
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Ricciarelli a colazione
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Panforte a fine pranzo
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Cantuccini nel pomeriggio
Due giorni, una tradizione
In Toscana Natale e Santo Stefano non sono solo feste: sono un rito culinario, fatto di abbondanza, lentezza e convivialità. Si mangia tanto, si ride molto e ci si alza da tavola sempre dicendo: “Ho mangiato poco”, sapendo benissimo che non è vero.





